| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Andrea Porporati |
| Attori | Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro, Toni Gambino, Gaetano Bruno, Gioacchino Cappelli Ornella Giusto, Emanuela Muni, Vincenzo Amato, Renato Carpentieri, Fabrizio Gifuni. |
| Uscita | mercoledì 5 settembre 2007 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,84 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 3 maggio 2012
La storia di un uomo di Cosa Nostra che decide di cambiare vita e trasferirsi al nord con la donna da sempre amata. In Italia al Box Office Il dolce e l'amaro ha incassato 941 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Primi anni Ottanta. Sicilia. Saro Scordia viene preso sotto tutela da don Gaetano Butera (mafioso di spicco) dopo la morte in carcere del padre. Comincia così la sua carriera all'interno di Cosa Nostra con le prime rapine e i primi incarichi di scarsa rilevanza. Finché un giorno si presenteranno prove di fiducia molto più dure: uccidere qualcuno per ordine del padrino. "Nella vita c'è il dolce e c'è l'amaro" è quanto apprende in fretta il piccolo aspirante mafioso Saro. Il cinema sulla mafia sembra averci detto già tutto e forse è davvero così. Questa volta l'attenzione è però puntata sul come la mentalità mafiosa possa prendere dimora già nella mente (diremmo quasi nel DNA) di un ragazzino conducendolo poi, passo dopo passo, dal crimine minore a quello più efferato mantenendo ferma la convinzione che i padrini sanno come guardare il mondo e possono decidere chi è buono e chi no. Fino al giorno in cui ti chiedono di eliminare qualcuno che conosci bene. A quel punto le cose possono cambiare. La condanna del fenomeno mafioso non e non sarà mai troppo ripetuta e il cinema in questo campo può fare molto. Il dolce e l'amaro adempie pertanto a un'ulteriore funzione di monito e di approfondimento anche se senza particolari spunti di novità (a parte la sequenza di apertura e le due scene di rapina) ma con la precisa consapevolezza della necessità di una coscienza civile costantemente rinnovata, di una presa che non va mai mollata con il pretesto che non ci si può fare nulla. Nel tratteggiare il ritratto di questo mafioso piccolo piccolo Luigi Lo Cascio è, come sempre, pronto a scavare psicologicamente nell'animo e nelle motivazioni del personaggio. Lo affianca, con la sua dolente presenza, un'efficace Donatella Finocchiaro. C'è però un attore che va ricordato in particolare: è Renato Carpentieri nei panni del boss mafioso che dal carcere tira le fila di tutte le imprese. Lo vorremmo vedere più spesso sullo schermo.
Nella scelta del film è stata determinante la presenza come inerprete di Lo Cascio che condiero un ottimo attore e uno dei miei preferiti. Il film è stata una piacevole sorpresa: realistico ma senza indulgere in scene truculente il tocco particolare è dato dall'ironia ( la scena della rapina con traduzione dal siciliano all'italiano ) che ci fa sorridere in un contesto dove predomina una realtà [...] Vai alla recensione »
Saro Scordia è un uomo d'onore. Il padre è stato ucciso in galera dopo una rivolta e a crescerlo è un piccolo boss che lo indirizza verso i tipici codici di mafia. Diventato adulto la sua è una escalation di rapine, di colpi in banca, di pizzo e di usure. L'unico suo dolore è Ada, una donna che ama - ricambiato - ma che lo rifiuta a causa della vita che fa.