| Titolo originale | Teeth |
| Anno | 2007 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 88 minuti |
| Regia di | Mitchell Lichtenstein |
| Attori | Jess Weixler, John Hensley, Josh Pais, Hale Appleman, Lenny von Dohlen, Vivienne Benesch Ashley Springer, Julia Garro, Nicole Swahn, Adam Wagner, Hunter Ulvog, Ava Ryen Plumb, Trent Moore, Mike Yager, Nathan Parsons. |
| Uscita | venerdì 22 agosto 2008 |
| Distribuzione | Mediafilm |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,79 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Un'adolescente scopre di avere una vagina dentata dopo aver subito delle violenze sessuali. In Italia al Box Office Denti ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 278 mila euro e 108 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Un padre e una madre e due bambini in una piscinetta di plastica in giardino. Ognuno di loro è figlio dei precedenti matrimoni dei genitori. Quando il piccolo Brad cerca di giocare al dottore con la sorellastra Dawn, si ritrova con una bella morsicata sul dito.
Sono passati gli anni e ora Dawn è un'adolescente impegnata in conferenze sulla necessità di conservarsi vergini per il vero amore mentre Brad è diventato un metallaro che bivacca nella propria stanza in cui porta le proprie prede femminili e a cui fa accedere il proprio pericoloso cane.
Dawn sembra provare un sentimento, ricambiato, per il coetaneo Tobey. Il giorno in cui i due si ritrovano a fare il bagno in un luogo appartato il ragazzo decide che è giunto il momento di avere un rapporto sessuale. Dawn però non vuole e resiste. Porrà fine al tentativo di stupro la sua...vagina tranciando di netto il pene di Tobey che diverrà in seguito preda dei granchi. Quanto è successo non può che gettare nel panico la ragazza che, oltre ad essere disperata per la sicura morte di Tobey, decide di cercare rassicurazioni in una visita ginecologica.
Da qui in avanti è bene non raccontare i dettagli della vicenda che Michell Lichtenstein (figlio del famosissimo artista pop Roy) ha portato sugli schermi mescolando i generi. Perché Denti inizia (dopo l'inquietante prologo) come un teenage movie (con tanto di centrale nucleare sullo sfondo però). Le certezze di Dawn, il suo primo amore, il bisogno di tenerezza. Tutto sembra indirizzato verso lo stereotipo che invece viene proposto solo per essere sadicamente distrutto, Perché la vagina 'dentata' (con tutti i doverosi riferimenti ai miti antichi che Freud ebbe modo di collegare con l'ansia da castrazione) non solo diventa ottimo strumento di vendetta femminile contro il rapporto non desiderato e, più oltre, nei confronti di un falso interesse maschile per la donna nella sua complessità ma consente al regista di sferrare pugni negli stomaci degli spettatori. Ci limiteremo a dire che non c'è nulla di allusivo nelle evirazioni.
Ciò che più conta però è che quello che avrebbe potuto essere solo un filmetto con l'idea (scandalistica) giusta finisce con l'essere qualcosa di più. In questa epoca di apparentemente sfrenata libertà in campo erotico il sesso può ancora attrarre e fare paura al contempo come nell'antichità. Lichtenstein ce lo ricorda con un sorriso sadico e con il volto innocente (fino a un certo punto) di Jess Weixler a cui fa da contraltare il cupo John Hensley che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare in Nip/Tuck e non solo.
religiosa che esorta i propri coetanei ad astenersi da qualsiasi tipo di pratica sessuale. La fermezza delle sue convinzioni viene messa a dura prova dal suo nuovo amico Tobey, per il quale Dawn prova una profonda attrazione; ma la ragazza non è ancora consapevole che qualcosa di terribile si nasconde dentro di lei...
Cominciamo con un'avvertenza: tutti i maschietti che, leggendo le cronache della famigerata vicenda di Lorena Bobbitt, abbiano avvertito un freddo brivido corrergli lungo la schiena, stiano alla larga da questo film! Decisamente, non fa per loro. Piccola produzione indipendente a basso budget, Denti è il primo lungometraggio del regista Mitchell Lichtenstein, che ne ha firmato anche la sceneggiatura, ed è interpretato da un cast di giovani attori perlopiù sconosciuti. È un film imprevedibile, Denti: si apre come un comune teenage-movie, con tanto di svolta sentimentale che pare attendere i protagonisti dietro l'angolo. Poi, quando meno ce l'aspettiamo, ecco che il tono cambia completamente: di colpo, lo spettatore si ritrova immerso in uno spaventoso incubo dai contorni surreali, per sfociare infine in un dramma grottesco condito con un mordace spirito sardonico (come si può notare nella sequenza conclusiva).
Con una tale commistione di elementi tanto differenti, il rischio che la pellicola finisse fuori dai binari era altissimo; invece, incredibile a dirsi, questo complesso amalgama dei generi più vari, dalla commedia all'horror, riesce a raggiungere un sorprendente equilibrio, dimostrando (nonostante i numerosi eccessi splatter) di saper funzionare piuttosto bene. Al centro della trama c'è un mito antichissimo le cui radici risalgono ai primordi della civiltà occidentale: quello della cosiddetta "vagina dentata", inquietante metafora delle paure dell'uomo nei confronti della sessualità femminile e della minaccia di castrazione da parte della donna. Nel film, questo mito assume una forma concreta e reale nella figura di Dawn O'Keefe (Jess Weixler), una studentessa del liceo che predica con fervore l'astinenza sessuale e nasconde dietro un fanatismo di matrice pseudo-religiosa il totale rifiuto della propria sessualità. Ma quando Dawn dovrà fare i conti con i suoi primi turbamenti erotici, dentro di lei si scatenerà qualcosa di assolutamente agghiacciante e inaudito...
La progressiva presa di coscienza di Dawn riguardo al proprio "potere" diventa così un processo di accettazione di sé, che culminerà con la consapevolezza degli effetti terrificanti ai quali vanno incontro i malcapitati che si trovano a "passare" attraverso la sua vagina. Se da una parte fanno capolino le mutazioni genetiche tanto care al cinema di Cronenberg, dall'altra Lichtenstein sembra prendere spunto dal cult di Brian De Palma Carrie nel rappresentare la feroce vendetta messa in atto dalla protagonista contro chiunque tenti di approfittarsi di lei. Tuttavia, la narrazione mantiene sempre quella sottile vena ironica che in qualche modo smaschera il carattere satirico del film (già evidente, del resto, nella descrizione dell'assurdo puritanesimo che induce a censurare i libri di anatomia per evitare di offendere il "comune senso del pudore"): sia nelle scene più forti, con le evirazioni mostrate esplicitamente sullo schermo (i deboli di stomaco stiano in guardia!) e "frammenti anatomici" in contesti a dir poco raccapriccianti; sia in una sequenza, quella della prima visita ginecologica di Dawn, che è un autentico gioiellino di suspense e di humor nero.
È pleonastico definire un film del genere una furbata. Talmente pleonastico che sarebbe stato ovvio aspettarsi che nessuno lo andasse a vedere. Che si fa davanti a un film del genere? Semplice: si legge la trama sul giornale, si dice "Ah! Ah! Che stronzata!" e si passa al film successivo. Invece qualche spettatore c'è stato; credo dipenda dal fatto che il regista ha agito [...] Vai alla recensione »
Una biondina dall'aspetto verginale che cresce alla meglio in un'anonima cittadina di provincia fra le ciminiere di una centrale nucleare e le sedute di un gruppo studentesco che predica la castità, scopre di avere fra le gambe un "dono" tanto terribile quanto a suo modo utile: una insospettabile, inflessibile, inesorabile vagina dentata. Premiato al Sundance per l'interpretazione della giovane Jess [...] Vai alla recensione »