| Anno | 2004 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | USA, Giappone |
| Durata | 160 minuti |
| Regia di | Martin Scorsese |
| Attori | Leonardo DiCaprio, Cate Blanchett, Kate Beckinsale, John C. Reilly, Alan Alda Edward Herrmann, Frances Conroy, Danny Huston, Matt Ross, Adam Scott, Kelli Garner, Alec Baldwin, Gwen Stefani, Ian Holm. |
| Uscita | venerdì 28 gennaio 2005 |
| Tag | Da vedere 2004 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,64 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 9 gennaio 2017
La storia di Howard Hughes: produttore, appassionato di aviazione, affetto da disordine ossessivo-compulsivo. Il film ha ottenuto 9 candidature e vinto 5 Premi Oscar, 6 candidature e vinto 3 Golden Globes, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office The Aviator ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 5,5 milioni di euro e 2,1 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Signore e signori Howard Hughes: produttore, appassionato di aviazione, affetto da disordine ossessivo-compulsivo. Sono queste tre caratteristiche che debbono avere stimolato Martin Scorsese ad affrontare il primo film biografico della sua carriera, inteso in senso classico e quindi escludendo Toro scatenato. Nell'ostinato giovane produttore di film che hanno fatto la storia del cinema come Angeli dell'inferno e Scarface, nell'esperto aeronautico capace di prevedere e di rischiare sul futuro dell'aviazione civile ha visto uno di quei personaggi capaci di 'sporcarsi le mani' per il raggiungimento di un obiettivo. Un 'bravo ragazzo' avido di potere e al contempo dotato di qualità, un 'toro scatenato' pronto a cadere ma anche a risorgere (come gli accadrà di fronte alla commissione senatoriale che lo accusa di corruzione e contro la quale ribalterà l'accusa).
Ma è certo nell'ultima caratteristica del personaggio che Scorsese ha trovato il proprio fulcro. Non a caso la prima immagine che vediamo è quella di un preadolescente nudo che viene lavato accuratamente dalla madre con un sapone nero per preservarlo dalle malattie. Le 'madri' mafiose che preparano la salsa di pomodoro vengono sostituite da questa giovane donna che lascerà un segno indelebile in un figlio che si ritroverà, adulto, nuovamente nudo a combattere con le ossessioni che sono entrate nella sua pelle con la schiuma di quel sapone da cui non saprà mai separarsi. Ma queste ossessioni si accompagnano con forza visiva straordinaria ad altre. Una per tutte: il frantumarsi delle lampade incandescenti dei flash dei fotografi in una sequenza degna di Welles. Il tutto (ma c'è molto di più grazie anche al cast che vede svettare tra i coprotagonisti Cate Blanchett in un ruolo difficile come quello di restituirci senza limitarsi ad imitarla una donna del calibro di Katharine Hepburn) ripreso con un lavoro sui colori che ci offre una visione come quella che il pubblico degli anni 30/40 aveva del cinema.
Per concludere non si può non dire di Leonardo Dicaprio. Superato il rischio di non poter più fare cinema perché incatenato ai ruoli alla Titanic o alla Romeo l'attore torna a farsi dirigere da Scorsese al quale offre in guizzi improvvisi il trascorrere dello sguardo dalla più docile seduttività al lampo di follia sofferente. Grazie a lui Scorsese ha potuto tornare a far visita al Travis di Taxi Driver. Ma questa volta è ai comandi di un aereo che non riesce a staccarlo dal terreno del suo mal di vivere. La rivisitazione del 'sogno americano' ha un nuovo capitolo.
Vent'anni di vita, fra il 1925 e il 1947, del celebre imprenditore, produttore cinematografico e pioniere dell'aeronautica americano Howard Hughes: la sua attività di regista sul set del film Gli angeli dell'inferno, le sue burrascose relazioni sentimentali con dive di Hollywood quali Katharine Hepburn e Ava Gardner, e soprattutto la sua indomabile passione per l'aviazione e gli aerei.
A due anni di distanza dall'apprezzato dramma storico Gangs of New York, il regista Martin Scorsese torna a dirigere Leonardo DiCaprio in un'altra mega-produzione ad alto budget (costata 110 milioni di dollari), un film biografico della durata di quasi tre ore sceneggiato da John Logan e incentrato su una delle figure più leggendarie del ventesimo secolo: Howard Hughes, erede di un impero finanziario nell'industria del petrolio e poliedrico uomo d'affari, prototipo dell'eroe schiavo dei propri sogni e delle proprie ossessioni. Accolto positivamente dalla critica e dal pubblico (oltre 200 milioni di dollari d'incasso), questo epico kolossal d'autore si è aggiudicato il Golden Globe come miglior film e cinque premi Oscar per la fotografia, la scenografia, il montaggio, i costumi e l'attrice non protagonista (Cate Blanchett), e costituisce senza dubbio l'opera più grandiosa nella carriera dell'acclamato cineasta newyorkese.
In The Aviator, Scorsese racconta la parte più avventurosa nella vita di Hughes (Leonardo DiCaprio) attenendosi alle tipiche regole del classico bio-picture hollywoodiano, vale a dire rappresentando il percorso del suo protagonista come una parabola di successi e di sconfitte, fino alla sua trionfale rivincita. In un certo senso, la rivisitazione del sogno americano compiuta da Scorsese in questa pellicola può essere associata alle analoghe tematiche di altri titoli del regista come Toro scatenato, vale a dire il ritratto di un personaggio in qualche modo eroico che si trova a dover fronteggiare i propri incubi ed il proprio lato oscuro, senza sperare di liberarsene definitivamente (e infatti, il finale lascia presagire in maniera implicita la successiva caduta di Hughes, che finirà i suoi giorni in solitudine, preda della malattia). In particolare, il film si sofferma sui disturbi ossessivo-compulsivi di Hughes (e sulla sua fobia per i germi e per il contatto con altri esseri umani), che a un certo punto costringeranno il giovane milionario ad un volontario isolamento; ma ci descrive anche i suoi amori folli con Katharine Hepburn (Cate Blanchett) e Ava Gardner (Kate Beckinsale), concedendosi più di una libertà storica, e la sua irrefrenabile ambizione nel campo dell'aeronautica, fino ad arrivare al processo di fronte a una commissione senatoriale sotto l'accusa di corruzione.
Nel complesso, The Aviator si presenta di sicuro come una pellicola intensa e coinvolgente, con una splendida ricostruzione dell'epoca d'oro di Hollywood, dovuta alle stupefacenti scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo e ai costumi di Sandy Powell, e una trascinante colonna sonora composta da Howard Shore. È un film di straordinaria potenza visiva, con alcune sequenze da antologia (prime fra tutte quelle delle acrobazie aeree di Hughes) e virtuosismi registici che richiamano il cinema di Orson Welles. Nonostante questo, è un'opera nella quale è possibile riscontrare diversi limiti, come l'eccessiva convenzionalità della trama e la mancanza di spessore dei personaggi secondari. Superlativa l'interpretazione di DiCaprio (premiato con il Golden Globe come miglior attore), assolutamente convincente nei panni di Hughes alle prese con le sue peggiori paranoie, ma una menzione speciale va anche all'eccellente Cate Blanchett nel ruolo di Katharine Hepburn. Nel cast compaiono inoltre Alan Alda, Alec Baldwin, Willem Dafoe, Ian Holm e, in due brevi camei, Jude Law (Errol Flynn) e la cantante Gwen Stefani (Jean Harlow).
THE AVIATOR (USA, 2004) diretto da MARTIN SCORSESE. Interpretato da LEONARDO DICAPRIO, CATE BLANCHETT, KATE BECKINSALE, JOHN C. REILLY, ALEC BALDWIN, DANNY HUSTON, MATT ROSS, ALAN ALDA, IAN HOLM, JUDE LAW Un ventennio nella tormentata esistenza di Howard Hughes (1905-76), erede di una famiglia di petrolieri, produttore hollywoodiano, aviatore, ideatore di aerei di avanguardia e proprietario [...] Vai alla recensione »
Howard Hughes, il texano miliardario, il produttore e regista cinematografico geniale, l’inventore spericolato di aeroplani, il play boy amante delle dive più belle di Hollywood. Ma anche il nevrotico così ossessionato dai microbi da passare gli ultimi trent’anni di vita chiuso in uno dei suoi tanti alberghi senza vedere più nessuno, senza farsi toccare né vestirsi, riducendosi ad una larva.