La terra dell'abbondanza

Film 2004 | Drammatico +16 114 min.

Titolo originaleLand of plenty
Anno2004
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata114 minuti
Regia diWim Wenders
AttoriMichelle Williams, John Diehl, Richard Edson, Yuri Elvin, Burt Young, Bernard White Shaun Toub.
Uscitavenerdì 10 settembre 2004
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 1,89 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Wim Wenders. Un film con Michelle Williams, John Diehl, Richard Edson, Yuri Elvin, Burt Young, Bernard White. Cast completo Titolo originale: Land of plenty. Genere Drammatico - USA, 2004, durata 114 minuti. Uscita cinema venerdì 10 settembre 2004Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 1,89 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 8 febbraio 2012

Gli USA visti da due prospettive diverse: attraverso gli occhi di un veterano del Vietnam e dal punto di vista di una giovane americana. L'ex marine Paul è ossessionato dall'idea di proteggere la "Terra degli uomini liberi". In Italia al Box Office La terra dell'abbondanza ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 398 mila euro e 64,1 mila euro nel primo weekend.

Consigliato no!
1,89/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA
PUBBLICO 2,78
CONSIGLIATO NO
L'America vista da Wenders.
Recensione di Mattia Nicoletti
Recensione di Mattia Nicoletti

Los Angeles, 2003. Paul è un reduce del Vietnam e fa parte di un corpo speciale per la sicurezza e la difesa contro gli attentati; Lana, figlia di un missionario, ha vissuto in Africa e torna dopo lungo tempo nel suo paese, a lavorare per una comunità di senzatetto. Entrambi hanno però qualcosa in comune. Paul è lo zio della ragazza, con la quale ha perso i contatti da molti anni.
Incontratisi nuovamente, sono testimoni della morte di un uomo mediorientale, che consentirà loro di avvicinarsi l'un l'altro e di esprimere opposte visioni del mondo.
Wim Wenders, da Così lontano, così vicino, ha percorso e sviluppato stile, tecniche e temi specifici, diventando un regista riconoscibile in ogni suo film. Se questo aspetto, in alcuni casi, può essere considerato un marchio di fabbrica, per il cineasta tedesco sembra poter essere un vincolo. L'utilizzo delle riprese video, il tema dell'occhio che guarda e racconta, il viaggio all'interno della società attuale, hanno subito una lenta involuzione che, in Land of plenty, sfocia irrimediabilmente nella retorica, amplificata dal voler affrontare e dire la propria sui fatti dell 11 settembre.
La visionarietà viene dunque meno, e la personificazione degli opposti che finiscono per toccarsi (l'agente di sicurezza rappresenta l'America di Bush; la giovane Lana identifica il mondo sommerso di chi non ha ed è solamente vittima degli eventi), si inseriscono in un tunnel di ovvietà e di manierismi che stridono con le immagini video di una Los Angeles lunare, idea del reale estremo. Ciò che Wenders vorrebbe descrivere è un microcosmo, con i suoi legami personali, all'interno di una situazione più generale, che appiattisce le relazioni umane lasciando poche vie d'uscita, forse nessuna. L'approccio utilizzato, non convince, sia per il tono grottesco delle situazioni, sempre sopra le righe ed esageratamente gridate (l'ossessione di Paul per gli incubi Vietnam-Twin towers sono il massimo del didascalico), che per gli stereotipi del caso, come il linguaggio militare di Paul o l'apparente fragilità di Lana, anche se sfruttati con ironia.
Il retorico finale su Ground Zero ci lascia intravedere una speranza. True Wenders Someday.
Molto bella la colonna sonora.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 31 luglio 2015
IuriV

Wenders prova a raccontare la sua versione dell'America post 11 settembre attraverso l'avventura di un reduce del Vietnam fissato con il pericolo del terrorismo e della giovane nipote missionaria. Però l'impressione è che il messaggio scavalchi la narrazione, relegando la storia a semplice sfondo. Probabilmente ciò è dovuto alla eccessiva caratterizzazione [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Un rapporto familiare anche per Wim Wenders, fra uno zio e una nipote. Che gli serve soprattutto per fare il punto sull’America di oggi e le contraddizioni di quel «sogno americano» cui commentato, nel finale, da una canzone in cui appunto si parla di «terra dell’abbondanza». Lo zio, reduce dal Vietnam, specie dopo l’11 settembre si batte rigido per proteggere le libertà americane, la nipote, che ha [...] Vai alla recensione »

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