Elephant

Film 2003 | Drammatico +16 81 min.

Regia di Gus Van Sant. Un film Da vedere 2003 con Eric Deulen, Alex Frost, Elias McConnell, Timothy Bottoms, Matt Malloy, John Robinson. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2003, durata 81 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,29 su 67 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Esce nelle sale il trionfatore a Cannes 2003. Un pugno nello stomaco, Elephant, in cui Gus Van Sant racconta la strage di Columbine che già era stata al centro del clamoroso Bowling for Columbine di Michael Moore lo scorso anno. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, Al Box Office Usa Elephant ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 1,3 milioni di dollari e 93,4 mila dollari nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,29/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,18
CONSIGLIATO SÌ
Un quadro di desolante vuoto esistenziale racconta una strage reale con stile asciutto e sobrio.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Il cinema ha spesso rivisitato la cronaca accentuando magari i tratti piu' spettacolari della realtà. Gus Van Sant compie un'operazione analoga ma di segno opposto. Dopo Michael Moore anche Van Sant riflette sulla strage compiuta da due studenti nei confronti di compagni e professori nel liceo di Columbine negli Usa. Lo fa con un film di breve durata in cui si affida a una macchina da presa che pedina alcuni dei protagonisti che diverranno vittime o assassini quasi fosse una candid camera. Ne esce un quadro di desolante vuoto esistenziale, un tunnel che non ha una luce sul fondo. Non c'è più' neppure la tragedia. La morte per strage si tinge di banale quotidianità.

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Stefano Lo Verme

In un liceo di Portland, nell'Oregon, è una giornata come tante altre. I ragazzi frequentano le lezioni, vanno agli allenamenti, passeggiano per i corridoi, pranzano insieme, chiacchierano fra di loro; c'è chi lavora in biblioteca, chi scatta delle fotografie e chi si preoccupa per il padre alcolista. Fino al momento in cui due studenti, Alex ed Eric, entrano nell'istituto armati di fucile ed aprono il fuoco.
Il 20 aprile 1999, alla Columbine High School in Colorado, due studenti minorenni uccidono a colpi di mitra dodici ragazzi ed un professore, per poi togliersi la vita. Questo tragico caso di cronaca, uno dei più sanguinosi episodi di violenza in una scuola nella storia degli Stati Uniti, è stato al centro del documentario di Michael Moore Bowling a Columbine, del 2002, e l'anno seguente ha ispirato il film Elephant, diretto dal regista americano Gus Van Sant e prodotto da Diane Keaton. Nato come un progetto a basso costo finanziato dal canale televisivo HBO, Elephant è stato girato in appena tre settimane e con attori non professionisti a Portland, città natale del regista. Presentata al Festival di Cannes 2003, la pellicola di Gus Van Sant si è aggiudicata la Palma d'Oro come miglior film ed il premio per la miglior regia.
Nell'arco di appena 80 minuti, Van Sant ricostruisce una comune giornata trascorsa fra le pareti di un liceo americano, fino allo sconvolgente epilogo. Attraverso una serie di lunghi piani sequenza, il regista ci illustra le azioni quotidiane di alcuni studenti di un liceo di Portland: la macchina da presa segue passo passo i vari personaggi, quasi come se li stesse pedinando, e ne assume di volta in volta i rispettivi punti di vista. Van Sant arriva ad infrangere la struttura temporale del film in un autentico "labirinto" cinematografico, ripetendo le medesime scene da angolazioni diverse, senza mai intervenire a commentare o ad esprimere giudizi su ciò che lo spettatore sta guardando. L'apparente banalità del contesto narrativo (accentuata dai dialoghi improvvisati) e la totale assenza di enfasi drammatica contribuiscono ad infondere agli eventi "straordinari" di questa giornata un'intensità e un realismo a dir poco agghiaccianti. Man mano che la pellicola si avvicina alla conclusione, i suoni, le chiacchiere, la musica (la sonata di Beethoven Per Elisa) cedono il posto ad un silenzio assordante, che rende ancora più concreto e tangibile l'orrore dei fatti raccontati nel film.
Ma la grande forza dell'opera di Van Sant sta anche nel rifiuto di fornire qualunque tentativo di spiegazione in grado di motivare il gesto omicida di Alex ed Eric: l'assoluto minimalismo nella descrizione della vita degli studenti non offre infatti alcun indizio di ciò che sta per accadere. I pochi accenni lasciati trapelare dalla pellicola (videogame violenti, filmati sul nazismo, vendita illegale di armi) non sono sufficienti a dare una logica al massacro imminente: in pratica, Van Sant mette in scena l'inesplicabilità del Male, un Male privo di senso che proprio per questo risulta ancora più assurdo ed incomprensibile. Il titolo Elephant deriva da quello di un cortometraggio di Alan Clark sul terrorismo irlandese, ma allude anche al noto proverbio sull'elefante in una stanza (così evidente che tutti preferiscono ignorarlo) e alla parabola dei ciechi che toccano le varie parti dell'elefante, senza riuscire a capire di che animale si tratti.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Realizzato in 21 giorni con attori non professionisti, visualizza con lunghi piani-sequenza, ripresi da punti di vista differenti, i percorsi e gli incontri di alcuni studenti all'interno di un liceo di Portland (Oregon). L'azione si svolge nell'arco di mezza giornata e si conclude con una strage compiuta da due adolescenti armati di fucili automatici. Van Sant non indaga né giudica, si limita a guardare e a mostrare, attraverso un pedinamento ostentato, l'atmosfera quotidiana di una giornata "straordinaria", ripercorrendo le possibili tappe della tragedia di Columbine del 1999. Invito esplicito a non rimuovere, ma a riflettere già dal titolo, ripreso da un documentario (1989) di 35 minuti di A. Clarke per la BBC, incentrato sulle violenze tra cattolici e protestanti nell'Irlanda del Nord. Elephant allude al proverbio americano dell'"elefante nella stanza" di cui paradossalmente nessuno si accorge e alla parabola di alcuni ciechi che esaminano le singole parti dell'animale senza riuscire a capire chi hanno di fronte. Di ascendenza kubrickiana l'uso insistito e contrappuntistico di Beethoven. Nato come progetto a basso costo per il canale televisivo HBO, approda a Cannes 2003 vincendo la Palma d'oro come miglior film e migliore regia.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 24 marzo 2011
BreveECirconciso

Elephant si erge in tutta la sua mole pachidermica, schiacciando lo spettatore tra l’inquietudine e l’ammirazione per quest’opera. Il film è tratto dalla triste vicenda realmente accaduta nella Columbine High School il 20 Aprile 1999, quando in una tranquilla giornata scolastica due studenti si presentarono a scuola armati, e aprirono il fuoco su docenti e compagni, uccidendone [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 giugno 2014
petercinefilodoc

Quella che sembra una normale giornata di scuola, si trasformerà presto in un inferno. Due ragazzi, che nella pellicola ci vengono mostrati come isolati e bullizzati, acquistano online delle armi e mettono in atto quello che sarebbe diventato uno dei più grandi massacri della storia americana, per poi suicidarsi. Il massacro avvenuto 15 anni alla Columbine High School è qualcosa [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 ottobre 2010
Luci-j

Poche volte si può osservare un film e arrivare in fondo con quell'amaro che ti lascia letteralmente ammutolito,Elephant è una di quelle eccezioni,un vero pugno chiuso e pronto a colpire con una violenza pacata e surreale lo spettatore che impietrito avrà a malapena la forza di realizzate che ciò che a visto è il crudo spaccato di una società folle.

lunedì 9 febbraio 2015
Fede 305

Il film vuole mostrare la normalità,spesso banale,di ogni personaggio,sia della vittime che degli assassini,che quasi giocano il proprio ruolo nel film in maniera casuale. Probabilmente,il regista vuole comunicare la naturalezza con cui viene percepita la violenza,che sembra quasi essere ordinaria,che comporta,necessariamente,il verificarsi di azioni simili.

sabato 7 febbraio 2015
Linda Venturini

 I lunghi piani sequenza di Gus Van Sant ci raccontano, in modo alternativo, la giornata di scuola di alcuni ragazzi americani. Purtroppo non é un giorno qualunque, perché é destinato a finire in tragedia: due fratelli, emarginati e vittime di bullismo, decidono di fare strage dei loro compagni e professori.  La macchina da presa segue le vicende di alcuni ragazzi, [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 settembre 2014
Filippo Catani

Nel 1999 due studenti della Columbine High School decidono di compiere un massacro tra i loro stessi compagni ed insegnanti. Van Sant dirige una pellicola breve ma intensa scegliendo di seguire alcuni ragazzi in quella che parrebbe essere una delle solite giornate di scuola. Ecco allora che la pellicola si popola di diversi personaggi: la ragazza goffa e timida che trova rifugio nella biblioteca, [...] Vai alla recensione »

domenica 2 marzo 2014
APropositodiCinema

Una giornata normale, con un cielo sereno, si trasformerà in un incubo per gli studenti e i professori dell Columbine High School: due studenti stanno per compiere un massacro. Vincitore della Palma d'Oro per il miglior film e per la miglior regia, Elephant è un film che descrive le azioni dei vari personaggi, azioni che si ripetono quotidianamente in ambito scolastico e non.

mercoledì 1 maggio 2013
jacopo b98

 In un liceo dell’Oregon, un giorno due ragazzi (Frost e Deluen) entrano a scuola armati e fanno una strage. Questa è la storia del miglior film di Gus Van Sant, premiato a Cannes con la Palma d’Oro al miglior film e con il premio alla miglior regia (fu infatti fatta una deroga al regolamento, che normalmente vieta di assegnare altri premi al film che vince la Palma d’Oro). [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 aprile 2013
MiaWallace93

Ottanta minuti che sembrano non passare mai, una scenografia grigia, una regia così morbosa da avvicinarsi al limite del voyeurismo. Gus van Sant insegue (nel vero senso della parola, dato che la cinepresa è quasi incollata alle spalle dei personaggi) un gruppo di liceali durante una mattinata come tante. La fugace apparizione dei loro nomi, bianco su nero al centro dello schermo, sembra [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 febbraio 2011
G. Romagna

La vita di diversi adolescenti, ognuno con il suo disagio, squilibrio o vuoto esistenziale, viene ripresa all'interno di un liceo americano fino a quando due loro coetanei, disadattati ed omosessuali, dopo aver acquistato le armi per posta, decidono di entrare e fare una strage. Un quadro di desolazione in cui i passi delle fighette bulimiche dedite allo shopping compulsivo si intrecciano a quelli [...] Vai alla recensione »

sabato 4 aprile 2009
mahleriano

Premetto che da sempre non amo i film in cui si presenti la violenza in modo crudo, come accade in questo, ma non posso negare che qui ci sia un'originalità che ben poco ha a che vedere col voyeurismo di cui ho letto in un altro lunghissimo commento. E a differenza di quel commento trovo invece che il punto di vista della telecamera che incessantemente segue i ragazzi, a replicare il videogame di uno [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 luglio 2011
Alex41

Non mi è piaciuto affatto: il regista voleva realizzare un film che narrava il fatto realmente accaduto del massacro del 20 aprile 1999 alla Columbine High School in Colorado...risultato?: un film estremamente lento e noioso fin dall'inizio dove ti domandi quando mai arriverà il momento critico. Ma anche al momento del massacro si scopre essere lento e non si capisce quasi niente di quello che succede....e [...] Vai alla recensione »

domenica 18 marzo 2012
dario

Non funziona. Uno stile troppo freddo per una mancanza evidente di capacità introspettiva. Illustrare una cosa che non si spiega è un esercizio improbo, occorre sicuramente più modestia e umiltà di quante ne abbia il regista. Ne viene fuori una specie di documentario compiaciuto ed ossessivo in senso estetico: quei pedinamenti interminabili non portano a nulla, se non [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 luglio 2009
davide chiappetta

questo film è senza infamia e senza lode, si potrebbe parlare della solita banalità del male, girato con stile freddo e asettico per colpire lo spettatire,era questa tra l'altro l'intenzione di van sant regista poliedrico che non mi ha mai emozionato sul serio,certo questo è un bel passo avanti rispetto alle sue filmografie precedenti, ma in tutta onestà e venuto troppo tardi sull'argomento della banalità [...] Vai alla recensione »

sabato 1 dicembre 2018
Marcloud

Gus Van Sant ci porta dentro la Columbine con tutto il suo vuoto disarmante. Un film crudo che risparmia su i dettagli, puntando all'essenziale.

giovedì 9 maggio 2013
schism

Seppur il ritmo possa apparire lento, la vicenda è curata così bene che pare di starla vivendo in prima persona più che da spettatori. La realtà viene descritta con una certa discrezione, senza esagerare i personaggi per renderli più carismatici. E' ciò che di meglio si poteva fare per rappresentare l'orrore del massacro a cui è liberamente ispirato, [...] Vai alla recensione »

martedì 3 aprile 2012
brando fioravanti

La vita di alcuni ragazzi viene ripresa in maniera ossessiva, la telecamera li segue accuratamente anche quando passeggiano. Le stesse scene  verranno riproposte più volte da punti di vista diversi. Due ragazzi commetteranno una strage. Ispiratosi ad un vero fatto di cronaca che purtroppo si è ripetuto più volte in America, il film studia la difficile vita adolesciensiale [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 maggio 2011
paperino

Ovviamente io lo amo : per la pulizia delle immagini, per il non indulgere in scene sanguinolenti o raccapriccianti, per il modo scarno di raccontare  storie molto diffcili e inquietanti, che scuotono la coscienza. Per me questo è l'unico modo di raccontarle  senza cadere nel banale, nel didascalico, nel deja vu. Presagi di quanto sta per accadere ( bellissima la scena [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 settembre 2011
Viola96

In tanti hanno provato,sempre,a descrivere il dolore.Sia nel cinema,sia nella letteratura,sia nell'arte,sia nella musica.Ma pochi hanno cercato di descrivere il disagio.Van Sant,regista indipendentemente puro nel suo gioco di sguardi,riflette sul linguaggio della modernità sotto forma di follia."Elephant" non è la cronaca di un avvenimento,la strage nella Columbine High [...] Vai alla recensione »

Frasi
Si possono ancora comprare le bandiere naziste?
Certo, se sei cretino.
Dialogo tra Eric (Eric Deulen) - Alex (Alex Frost)
dal film Elephant
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Un cielo denso di nubi nere, e niente altro: su questa immagine si chiude Elephant (Usa, 2003, 81’). Qualche fotogramma prima, Alex (Alex Frost) sta ancora puntando il suo fucile contro due compagni. Gus Van Sant però non li mostra insieme. Le vittime si intuiscono solo, nascoste da una parete che occupa la sinistra dell’inquadratura. Le si sente invocare pietà, le si sente imprecare.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Diario di una mattina qualunque. Ragazzi e ragazze che vanno a scuola, strade ordinate, chiacchiere e litigi, piccoli problemi di ogni giorno. Il banale risveglio di una cittadina americana, come ce ne sono a migliaia. L’inizio di Elephant, di Gus Van Sant, sembra semplicemente l’apertura delle palpebre appena svegli, pronti, anche se come sempre un po’ di malavoglia, a iniziare l’ennesima giornata [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Dopo le esperienze hollywoodiane, Gus Van Sant è tornato alla produzione indipendente. Non che film come Will Hunting o Scoprendo Forrester mancassero di qualità, anzi; solo che Gus, da degno figlio della controcultura americana, è capace di rinunciare ai privilegi della categoria "mainstream" pur di fare esattamente il cinema che vuole. Lo ha dimostrato col precedente Gerry, lo ha ribadito con Elephant, [...] Vai alla recensione »

Emiliano Morreale
Film TV

Di nuovo Columbine. E non solo. Gus Van Sant, indipendente vezzeggiato dalla major e tentato dal successo, racconta un giorno di ordinaria follia in una scuola dell'Oregon, cerca un approccio giusto all'inspiegabile e ritrova necessità e purezza. Gira con i veri studenti, facendo coincidere la cronologia delle riprese e il tempo del film, modificando il copione.

Enzo Natta
Famiglia Cristiana

Si può far finta di non vedere un elefante in salotto? Modo di dire tipicamente inglese di fronte a qualcuno che volta deliberatamente le spalle a un problema. Con un esplicito omaggio ad Alan Clarke e a un suo film sulla violenza in Irlanda dallo stesso titolo, un autore, da sempre attento a cogliere le inquietudini del mondo giovanile qual è Gus Van Sant(Drugstore Cowboy, Belli e dannati, Da morire), [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

In meno di due anni, tra il 1997 e il 1999, avvennero nelle scuole americane sette episodi di raptus omicida, studenti che ammazzavano studenti. L'episodio più tragico fu nel giugno 1999, al liceo di Columbine, dove due ragazzi di sedici e diciassette anni uccisero a colpi di mitra dodici studenti, un insegnante e se stessi. Ciascuno degli episodi suscitò negli Stati Uniti il più profondo smarrimento, [...] Vai alla recensione »

Angelica Tosoni
FilmChips

Una giornata qualunque in un liceo americano, poi uno sparo, uno schizzo di sangue sulla parete, di nuovo un colpo da arma da fuoco e ancora un altro, senza tregua. La follia lucida di due studenti che nella violenza cercano se stessi. La morte di ragazzi di cui abbiamo sfiorato con gli occhi la vita. Elephant, palma d'oro e premio alla miglior regia all'ultima edizione del Festival di Cannes, non [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Deciso a non offrire chiavi di lettura, Van Sant si limita a seguire con lunghi piani sequenza gli studenti, che si aggirano nel vuoto asettico di eterni corridoi, inquadrandoli spesso da dietro, incrociando i piani temporali delle storie e moltiplicando così i punti di vista. Anche l'ipotetico climax viene rifiutato: al momento del massacro, la macchina da presa compie la scelta morale di lasciare [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano.net

La versione esistenziale di Bowling a Columbine, il documentario premio Oscar sull'insensata, immensa diffusione delle armi negli Stati Uniti dove, tra il 1997 e il 1999, furono una decina i casi di violenza accanita e gratuita di studenti su compagni di scuola e professori. Elephant è il nome del fucile mitragliatore impiegato, insieme a bombe e pistole, da due allievi di un liceo di provincia per [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
giovedì 22 gennaio 2009
Marianna Cappi

Pittore, fotografo, musicista, scrittore... e regista Tra i nomi indiscutibilmente più affascinanti del panorama contemporaneo, Gus Van Sant sfugge a qualsiasi assimilazione, per stile e per percorso.

CELEBRITIES
martedì 4 dicembre 2007
Stefano Cocci

Cosa si nasconde dietro l'arte di un regista indiscutibilmente unico Poter ammirare di nuovo Gus Van Sant che torna nel suo giardino artistico prediletto – l'adolescenza problematica della nostra epoca – è un autentico piacere.

winner
palma d'oro al miglior film
Festival di Cannes
2003
winner
miglior regia
Festival di Cannes
2003
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