| Titolo originale | Ni pour ni contre bien au contraire |
| Anno | 2003 |
| Genere | Hard boiled |
| Produzione | Francia |
| Durata | 111 minuti |
| Regia di | Cédric Klapisch |
| Attori | Marie Gillain, Zinedine Soualem, Vincent Elbaz, Dimitri Storoge, Simon Abkarian Natacha Lindinger, Jocelyn Lagarrigue, Diane Kruger. |
| MYmonetro | 2,69 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 5 ottobre 2012
Klapish abbandona la commedia e dirige un gangster movie in piena regola. La brava e timida Caty si stanca di essere tanto brava e tanto timida e si fa coinvolgere da una banda di malviventi in una rapina.
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CONSIGLIATO NÌ
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Klepisch, regista furbetto ma non troppo, prova ad inserirsi in un filone, quello del noir e derivati, che nel suo paese ha una tradizione che non necessita presentazioni. Il risultato è un'opera incerta, priva di un preciso registro stilistico, come un disegno fatto con mano tremante.
La storiella è semplice: Caty, cameraman annoiata, capita casualmente nel giro di un gruppo di rapinatori e cedendo alle lusinghe di una vita borderline si lascia trascinare dagli eventi fino a diventare protagonista della rapina della "svolta".
Un film che cambia passo più volte, che adotta ed abbandona soluzioni senza seguire un criterio, che alterna godibilità e noia: la commistione è probabilmente programmatica, ma non per questo riuscita. I pretesti narrativi sono piuttosto grossolani, a volte al limite della sciatteria. E quel che è più grave è che quando il regista abbandona l'accattivante (e piacevole) leggerezza iniziale e decide di fare sul serio, confrontandosi senza trucchi con la sua prova del nove (la rapina), dal diaframma parte lo sbadiglio. Si risolleva poi, con un finale di inatteso cinismo.
un film così non si può raccontare. se volete lo spoiler leggete wikipedia
Oramai l’abbiamo imparato bene: le brave ragazze dal faccino pulito sono pericolosissime e le prostitute hanno un cuore d’oro, almeno al cinema. Non sfugge a questa regola neanche Autoreverse di Cédric Klapisch. Ma non importa, perché il valore aggiunto del film non è nell’impianto narrativo, che senz’altro abbiamo già visto, ma nello sguardo del regista.