Paul, Mick e gli altri

Film 2001 | Drammatico, +16 96 min.

Titolo originaleThe Navigators
Anno2001
GenereDrammatico,
ProduzioneGran Bretagna, Germania, Spagna
Durata96 minuti
Regia diKen Loach
AttoriJoe Duttine, Tom Craig, Venn Tracey, Steve Huison .
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,00 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ken Loach. Un film con Joe Duttine, Tom Craig, Venn Tracey, Steve Huison. Titolo originale: The Navigators. Genere Drammatico, - Gran Bretagna, Germania, Spagna, 2001, durata 96 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,00 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Pamphlet che narra la quotidianità di persone che non contano più nulla. In nome del liberismo si sacrifica qualsiasi ideale di tutela sociale. Per eliminare i 'furbi' (che fingevano di lavorare) si mettono in condizioni precarie innumerevoli famiglie

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Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,50
CONSIGLIATO SÌ
Un autentico pamplhet che narra la quotidianità di persone che non contano più nulla.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Un gruppo di operai lavora in uno scalo ferroviario nel sud dello Yorkshire a metà degli anni Novanta. È la fase delle privatizzazioni. Nulla è più come prima: ogni remota possibilità di accordo sindacale viene considerata un ostacolo allo sviluppo. La concorrenza impone un abbassamento dei costi e una messa a repentaglio di ogni tutela dei lavoratori. Gli addetti alla manutenzione delle ferrovie vengono messi gli uni contro gli altri, si richiede il massimo dei risultati con il minimo delle strutture messe a disposizione.
Narrato così sembra un articolo di analisi politica. È invece un film di Ken Loach, che sa come proporre autentici pamphlet narrando la quotidianità di persone che non contano più nulla. In nome del liberismo più sfrenato si sacrifica qualsiasi ideale di tutela sociale. Ancora un funerale a chiudere un film di Loach.
Ma se in Terra e libertà era l'occasione per un passaggio di testimone tra generazioni nella lotta e in My Name is Joe costituiva il riconoscimento collettivo dell'impossibilità di uscire da un vicolo cieco costruito da una società insensibile, qui assume la disillusa forza di chi non può più partecipare neppure a una testimonianza comune.
Perché è diventato complice innocente di delitti compiuti da mani ignote ma sempre più rapaci.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Sheffield, Yorkshire del Sud, 1995. Un vecchio deposito delle ferrovie britanniche è privatizzato. Una squadra di navigators - operai addetti alla manutenzione - che lavorano insieme da anni è suddivisa tra varie società: cassa integrazione, flessibilità nei licenziamenti, lavoro precario, ferie non retribuite, incentivi salariali di produttività. La generosità, la coerenza, l'insistenza sulla tematica della classe lavoratrice di K. Loach sono ripetitive soltanto in apparenza. Come mostra anche il tragico epilogo, qui il tono è più dolente e amaro. Grazie alla rinuncia agli effetti più emotivamente coinvolgenti, lo spettatore è lasciato libero di trarre conclusioni e giudizi. Al sobrio servizio di una sceneggiatura competente e precisa (scritta da Rob Dawber, ex "navigatore", morto di cancro prima della fine delle riprese), Loach racconta la fase conclusiva dello sfaldamento sociale operato dai governi conservatori e consolidato da quello del laburista Tony Blair.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 27 maggio 2020
Fabio 3121

il film è ambientato nel nord all'Inghilterra nello Yorkshire e racconta l'impatto della privatizzazione avvenuta nel 1995 sulle ferrovie dello Stato. A farne le spese sono un gruppo di manutentori dei binari, alcuni dei quali subito si dimettono in virtù dello "scivolo" ovverosia di una congrua buonuscita, altri restano per l'incertezza di trovare un nuovo lavoro [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 novembre 2011
Metalsoldier

Il film è asfittico, le scene sono quasi tutte girate in una stanza della fabbrica degli operai. Il tema del film è importante ed è istruttivo, soprattutto per chi non conoscesse il lato della realtà lavorativa dipendente qui raccontato. Ma dovendo valutare il film da un punto di vista cinematografico non sono soddisfatto, le scene sono quasi tutte incentrate sulle [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Ken Loach, il regista inglese amico del popolo, il narratore dei drammi del lavoro contemporanei, racconta in un bel film lo smantellamento di uno scalo ferroviario nello Yorkshire nel 1995, al tempo della privatizzazione delle Ferrovie britanniche sotto il governo di John Major. Diventano reali, vissuti, patiti, tutti quei termini ingannevolmente neutri che sono il linguaggio dei nostri giorni verso [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Fra le celebrità, pochi conoscono la Squadra Rialzo. In Italia, fra le celebrità, c'è Francesco Guccini, passeggero abituale, in gioventù, della linea Bologna-Porretta. Ora è il regista Ken Loach a fare della Squadra Rialzo inglese la protagonista di un film collettivo, The Navigators, cioè Gli sterratori. Questo è infatti il loro lavoro: tenere in ordine binari, traversine e massicciata.

Enrico Magrelli
Film TV

Enrico Magrelli La classe operaia non va più in Paradiso. Non può permettersi nemmeno di andare in treno. È morta. Una morte bianca causata dalla flessibilità, dagli scivoli, dal lavoro interinale, dai subappalti, dalla fine della cultura del posto fisso, dagli incentivi, dallo sgretolarsi di garanzie e statuti dei lavoratori. Ken Loach, dopo la trasferta tra gli immigrati addetti alla pulizia degli [...] Vai alla recensione »

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