| Anno | 1994 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 140 minuti |
| Regia di | Robert Zemeckis |
| Attori | Tom Hanks, Robin Wright, Gary Sinise, Mykelti Williamson, Sally Field, Rebecca Williams Michael Conner Humphreys, Harold G. Herthum, George Kelly, Bob Penny, John Randall, Sam Anderson, Margo Moorer, Ione M. Telech, Christine Seabrook. |
| Uscita | mercoledì 19 ottobre 1994 |
| Tag | Da vedere 1994 |
| Distribuzione | UIP - United International Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,40 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 31 luglio 2020
Argomenti: Autismo
La drammatica storia di Forrest Gump, ragazzo dalla scarsa intelligenza ma dalla spiccata sensibilità. Il film ha ottenuto 13 candidature e vinto 6 Premi Oscar, 7 candidature e vinto 3 Golden Globes, 3 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, In Italia al Box Office Forrest Gump ha incassato 13 milioni di euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Forrest Gump è un ragazzo non proprio idiota, ma dal basso coefficiente di intelligenza. Tutti lo escludono o maltrattano e poi ha una malformazione alle gambe. Ma quando si libera dei sostegni meccanici diventa un corridore, poi un campione di baseball. Prima ha incontrato Elvis e, muovendosi maldestramente, gli ha ispirato certi passi. Forrest, in attesa alla fermata di Savannah, racconta la sua storia a coloro che uno dopo l'altro si siedono vicino a lui in attesa dell'autobus. È stato in Vietnam diventando un eroe, ha stretto la mano a tre presidenti, Kennedy, Johnson e Nixon, ha assistito ai movimenti studenteschi, ha casualmente fatto esplodere il Watergate, ha suggerito le parole di Image a John Lennon e per tutta la vita è stato innamorato di una ragazza conosciuta fin da bambino. Certo, soffrirà come tutti: vedrà la morte di sua madre, del suo grande amico e della ragazza, che rappresenta il rovescio della sua medaglia; inquieta, corrotta, irresponsabile, superficiale, dannosa, ma, si scoprirà, madre del figlio di Forrest. Alla fine rimane col suo bambino. Nella prima sequenza del film una piuma volteggia nell'aria e va a posarsi su un piede di Forrest, e nell'ultima il vento se la riporta via: Forrest Gump è ormai diventato grande. La piuma è il privilegio dell'ingenuità, in sostanza la grazia. Nulla di nuovo o sconvolgente, semplicemente un resoconto intelligente e ironico, pieno di tutti i luoghi comuni e di (volute) ingenuità sui peccati, mortali e veniali, dell'America. La parabola è quella dell'uomo puro che fa grandi cose suo malgrado, senza cercarle. Quando racconta la guerra in Vietnam dice: "Eravamo sempre in cerca di un tale di nome Charly". Straordinaria la metafora della corsa. Forrest è stato un campione e correre gli è naturale come respirare. Attraversa l'America dall'Atlantico al Pacifico, più volte. Diventa una leggenda, dietro di lui la schiera dei seguaci che corrono si ingrossa sempre più. A un certo punto Forrest, con barba lunghissima, si ferma fra le suggestive rocce del Colorado. Tutti aspettano ansiosi la sua decisione, foriera di chissà quali altissimi significati. Forrest dice: "Sono un po' stanchino". Dunque è tutto molto semplice e naturale. "Dietro" non c'è altro. Quasi superfluo dire della grande bravura di Hanks, uno degli attori ormai perennemente toccati dalla grazia (come Anthony Hopkins, per esempio). Forrest ha riscosso un grande successo commerciale in tutto il mondo e rappresenta un'oasi molto gradevole nel panorama generale delle proposte, portatrici di angosce, del nostro tempo.
Che dire, si tratta senza dubbio di un capolavoro unico nel suo genere. Tocca gli eventi principali della storia americana recente, analizzando grandi problematiche ancora attuali, come la discriminazione verso i diversi (che sia per etnia o per disabilità), la devastazione e l'inutilità della guerra, il pericolo della droga e dell'Aids, la violenza nella famiglia, ma anche l'amore [...] Vai alla recensione »
Forrest Gump o test di Rorschach? Il film di Robert Zemeckis che ha conquistato Venezia, e che prima ancora di uscire in Italia aveva già conquistato gli Stati Uniti con incassi stratosferici raramente raggiunti da un film “per adulti”, rappresenta un caso singolare di film-cartina di tornasole, di film-test, di film-crinale. Insomma, dopo tanti film-giocattolo, tanti film-otto volante, tanti film-confezio [...] Vai alla recensione »