La leggenda del re Pescatore

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Cercando il Graal fra i grattacieli di New York. Valutazione 4 stelle su cinque

di Great Steven


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martedì 21 giugno 2022

LA LEGGENDA DEL RE PESCATORE (USA, 1991) di TERRY GILLIAM. Con JEFF BRIDGES, ROBIN WILLIAMS, MERCEDES RUEHL, AMANDA PLUMMER, MICHAEL JETER, WILLIAM JAY MARSHALL, CHRIS HOWELL, DAVID HYDE PIERCE, LARA HARRIS, TOM WAITS ● Il celebre disc-jockey newyorkese Jack Lucas consiglia ad un ascoltatore della sua trasmissione radio di evadere da una quotidianità troppo deprimente per ritrovare un po’ di buonumore, senza minimamente sospettare che l’uomo, quella stessa sera, si recherà in un ristorante dove ucciderà sette persone. L’evento suscita il clamore mediatico e coinvolge Jack, il quale, travolto dallo scandalo, perde il lavoro e si ritrova a lavorare al negozio di videonoleggio gestito dalla fidanzata Anne. Quando, ormai disperato, tenta il suicidio in un malfamato sobborgo di Manhattan, viene salvato dalle grinfie di due malviventi da Parry, un barbone vestito da cavaliere medioevale che dice di cercare il Santo Graal. Inizialmente restio nei confronti del clochard, Jack viene poi a scoprire che Parry (il cui vero nome è Henry Sagan) in passato era uno stimato professore di storia, impazzito per la morte violenta della moglie, uccisa proprio dallo squilibrato che, qualche tempo prima, aveva mal interpretato il suggerimento di Jack. Questi si sente dunque indirettamente responsabile della disgrazia accaduta a Parry e decide pertanto di aiutarlo: complice la compagna Anne, gli farà conoscere di persona l’impiegata Lydia, di cui Parry è segretamente innamorato, permettendogli di ricostruirsi un sano equilibrio psicologico. Ma non basta: ossessionato da allucinazioni che gli mostrano un minaccioso cavaliere rosso, Parry incontra di nuovo quegli stessi mascalzoni che aveva combattuto per salvare l’ex disc-jockey, i quali lo malmenano finché il pover’uomo non finisce in coma. A questo punto Jack, in vista di ritornare a dirigere il suo programma radiofonico ma al contempo in rotta con Anne, deve nuovamente intervenire in soccorso dell’amico. Come? Trovando il Santo Graal.
Interessante storia di amicizia fra due uomini che sembrano agli antipodi solo in superficie, poiché sono accomunati da un senso di sconfitta che soltanto l’amore femminile è in grado di riscattare: lo si evince chiaramente dalla lunga sequenza in cui assistiamo alla certosina preparazione di Parry per incontrare Lydia, con Jack ed Anne che li accompagnano a cena nel ristorante cinese, occasione di confronto tra quattro esseri umani, ciascuno dei quali può intessere con gli altri tre una relazione interpersonale assai significativa. Permeato da una moderata simbologia che non deborda mai, il film mescola la commedia al dramma e al melodramma, il realismo alla fantasia, il sentimentalismo alla violenza, i grattacieli e i bassifondi metropolitani di New York ai castelli e agli avventurieri erranti del Medioevo. Lo sceneggiatore Richard LaGravanese, allora esordiente, riesce ad attribuire il giusto dosaggio ad una materia così eterogenea ispirandosi liberamente al romanzo (1986) di Anthony Powell, mentre quel che resta è merito del talento visionario di Gilliam: la potenza delle immagini e l’energia narrativa, suoi tratti distintivi, colpiscono nel segno anche questa volta. Tuttavia un eccessivo compiacimento per gli zuccheri emotivi e la fretta di concludere la storia indeboliscono il finale, penalizzato anche da una certa ridondanza. Dialoghi scoppiettanti e un susseguirsi di scene all’insegna di un divertimento mai scontato o volgare. Williams è, come sempre, una garanzia nel dare corpo e voce al suo cavallo di battaglia, il personaggio comico capace di sovvertire a proprio vantaggio qualunque situazione, e Bridges gli tiene testa con sapiente autoironia. Accanto a loro, due interpreti femminili di tutto rispetto, un’eccellente Plummer sotto le righe e una Ruehl simpatica e sbarazzina, vincitrice dell’Oscar 1992 come miglior attrice non protagonista.    

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