| Titolo originale | A Nightmare on Elm Street |
| Anno | 1984 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Wes Craven |
| Attori | John Saxon, Nick Corri, Amanda Wyss, Johnny Depp, Robert Englund David Andrews, Ronee Blakley, Charles Fleischer, Heather Lagenkamp, Jack Shea (III), Ed Call, Joseph Whipp, Lin Shave, Milli Meyer Craven, Sandy Lipton, Jeffrey Levíne, Donna Woodrun. |
| Uscita | lunedì 2 settembre 2024 |
| Tag | Da vedere 1984 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 |
| MYmonetro | 3,58 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 22 agosto 2024
Argomenti: Nightmare
Una notte, una ragazza si sveglia terrorizzata dopo un incubo: ha sognato che un mostro dalla mano artigliata tentava di ucciderla. In Italia al Box Office Nightmare - Dal profondo della notte ha incassato 2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Tina è perseguitata da un incubo in cui un uomo ustionato, con un guanto di lame affilate come rasoi, tenta di ucciderla. Nancy e il suo ragazzo Rod non le credono, finché Tina non viene fatta a pezzi da un nemico invisibile, sotto gli occhi di Rod. Quando anche gli altri ragazzi sognano il maniaco, comincia a prendere corpo un nesso tra loro e Fred Krueger, incubo del passato destinato a tornare.
Il boogeyman definitivo - in Italia lo chiamiamo "babau" -, al centro dello slasher definitivo. Ossia un cattivo irriducibile a ogni spiegazione logica, e virtualmente invincibile, in un film che possiede tutte le caratteristiche dello slasher ma le eleva all'ennesima potenza.
La relazione tra attività sessuali dei giovani perseguitati dal maniaco omicida e azioni del maniaco stesso acquisisce un nuovo significato, nel momento in cui il villain usa il sogno per colpire. Con Nightmare crolla anche l'ultimo tabù, il luogo più intimo di un essere umano viene violato e trasformato in un camposanto. Lo spunto clamoroso del soggetto di Wes Craven (L'ultima casa a sinistra) è tale non solo da conquistare il pubblico - in una settimana Nightmare ha già ripagato l'investimento di un milione di dollari e spicci - ma da generare un mito, quello di Freddy Krueger, destinato a durare per decenni tra sequel, remake, serie tv e gadget vari.
Freddy uccide nel sogno con conseguenze sulla realtà, svelando la matrice psicanalitica del genere horror, e slasher in particolare, in tutta la sua pregnanza. Gradini di scale in cui affondare, vasche da bagno che si aprono su oceani infiniti, telefoni che squillano quando il filo è staccato. Freddy abbatte ogni regola, non lascia scampo e obbliga a riscrivere le norme di un genere. La mano del miglior Wes Craven, che mescola cultura alta ed exploitation, è ampiamente riconoscibile, a partire dal conflitto generazionale che innerva il plot (le colpe dei padri ricadono sui figli, i primi e i secondi non riescono ad aiutarsi reciprocamente). E se il livello di recitazione è talora ai limiti dell'approssimativo, la cosa ha poca importanza nell'economia di un film trainato da uno spunto fulminante e dall'urgenza di regalare, a un decennio che ha da poco assunto il suo vero volto, un antagonista degno, esemplare. Heather Langenkamp, la ragazza "innocente" che sfida il mostro, diverrà volto simbolo della saga e tornerà nei capitoli migliori, mentre per il debuttante Johnny Depp - che muore in un autentico delirio gore - è l'inizio di una sfavillante carriera.
Da una geniale idea di Wes Craven, il quale disse di aver tratto l'ispirazione da alcuni articoli di giornale che narravano di un gruppo di ragazzi cambogiani che avendo avuto incubi terribili, dovuti alla guerra, si rifiutavano di dormire, nasce il mito di F. Krueger (Craven ha scelto tale nome in quanto ai tempi del liceo era vessato da un bullo che si chiamava così).
Se c'è un genere che è riuscito a raccontare gli anni Ottanta nella loro declinazione più oscura e sottopelle, questo è stato sicuramente l'horror americano: in un periodo in cui tutto il cinema (anche quello più mainstream) era libero di sperimentare e osare in risposta ai pericoli rappresentati dal Reale, il fantastico veniva additato e processato sulla pubblica piazza, trasformato in capro espiatorio [...] Vai alla recensione »
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