| Titolo originale | Monty Python's The Meaning of Life |
| Anno | 1983 |
| Genere | Comico |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Terry Jones |
| Attori | Graham Chapman, John Cleese, Michael Palin, Eric Idle, Terry Jones, Terry Gilliam Carol Cleveland, Simon Jones, Patricia Quinn, Judy Loe, Andrew Maclachlan, Mark Holmes, Valerie Whittington, Jennifer Franks, Imogen Bickford-Smith. |
| Tag | Da vedere 1983 |
| MYmonetro | 3,80 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 1 agosto 2019
I Monty Python, il noto gruppo di attori di cabaret inglesi, in una satira brillante e spesso irresistibile sulle assurdità dell'esistenza (il titolo ... Il film è stato premiato al Festival di Cannes,
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CONSIGLIATO SÌ
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Qual è il senso della vita? Se lo chiedono, nel prologo, cinque pesci nell'acquario di un ristorante, mentre vedono il loro amico che viene portato in tavola. Seguono sette capitoli, legati ad altrettanti momenti dell'esistenza, da "il miracolo della nascita" a "la morte", che cercano una risposta alla domanda di partenza. Ciascun segmento è diviso in più parti separate, collegate da cartelli e dall'osservazione in chiave assurda di momenti diversi.
Quarto e ultimo lungometraggio dei Monty Python, il secondo a episodi, Il senso della vita è preceduto dal cortometraggio The Crimson Permanent Assurance realizzato dal solo Terry Gilliam.
Uno spezzone geniale che prese troppo spazio e fu montato separatamente, anche se la nave pirata comandata dagli impiegati assicurativi in rivolta effettua un'incursione anche all'interno della struttura del film vero e proprio. Il celebre sestetto comico esplora più il nonsense che il senso della vita, con il suo stile, fatto di ironia, assurdità e sarcasmo. Giocano liberarmente con il linguaggio, con un continuo di commistioni: comico, musical, intermezzi, gag, animazioni, camerieri che parlano in macchina e sketch televisivi. Il risultato ha grandi passaggi, ma risulta un po' discontinuo, l'insieme non è all'altezza delle vette di Brian di Nazareth, con alcune situazioni un po' troppo prolungate e insistite. La comicità anarchica e provocatoria dei Monty Python non risparmia nessuno:prendono in giro sanità, scuola, esercito, religioni, finanza e persino i ristoranti. La scena più celebre è proprio la cena di Creosoto, nel capitolo "gli anni del declino", con l'uomo vistosamente sovrappeso che si ingozza di cibo e vomita in un crescendo che lo porta a esplodere letteralmente dopo aver ingerito la mentina finale.
Educazione sessuale, contraccezione e visione del sesso nelle religioni sono temi che ritornano, mentre in "combattersi l'un l'altro" emerge un feroce antimilitarismo, con la messa alla berlina degli ufficiali dell'esercito in diverse fasi della storia britannica. Forse il senso della vita "non è niente di speciale", secondo l'annunciatrice del finale, o "è un gioco", come dice la donna delle pulizie del ristorante. Il senso della comicità dei Monty Python è invece chiaro, farsi beffe di tutti, prendere in giro e criticare la società, in maniera sottile o plateale e sfiorando il disgusto, con lo scopo di fare ridere. Tra le trovate memorabili anche l'intervallo con il celebre "trovare il pesce", dove il pesce non è che l'obiettivo fish-eye, il grandangolo usato per riprendere la scena. Il film vinse il premio speciale della giuria al 36° Festival di Cannes.
Siamo nel 1983, quando il gruppo comico britannico Monty Python, realizza il suo quarto lungometraggio. Rispetto ai lavori precedenti, i sei comici Inglesi dispongono ora di un budget ben più cospicuo, mentre alla regia, vengono diretti dal loro amico Terry Jones, regista anche delle due pellicole precedenti . Il Film si sviluppa fondamentalmente tramite 7 sketch, numericamente sequenziali [...] Vai alla recensione »