| Titolo originale | Limelight |
| Anno | 1952 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 145 minuti |
| Regia di | Charles Chaplin |
| Attori | Sydney Chaplin, Claire Bloom, Buster Keaton, Charles Chaplin, Nigel Bruce, Norman Lloyd Andre Eglevsky, Melissa Hayden, Marjorie Bennett, Wheeler Dryden, Barry Bernard, Stapleton Kent, Mollie Glessing, Leonard Mudie, Loyal Underwood. |
| Tag | Da vedere 1952 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,54 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Con Luci della ribalta Chaplin intese narrare una storia individuale, la storia di un declino e di una morte, e forse prefigurava se stesso, o voleva esorcizzare. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Luci della ribalta ha incassato 637 .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Con Luci della ribalta Chaplin intese narrare una storia individuale, la storia di un declino e di una morte, e forse prefigurava se stesso, o voleva esorcizzare. Aveva sessantatré anni, pensava alla poesia e al sentimento e aveva finalmente accettato la parola nei film. Aveva capito che la parola non sarebbe servita, come nel Grande dittatore, a enunciare i grandi temi: il cinema non aveva necessariamente quel dovere e Chaplin non aveva quella capacità. Charlot aveva espresso i massimi valori e sentimenti col gesto e le azioni. Una bella storia individuale, capace di far ridere e sorridere, e anche commuovere, poteva essere altrettanto importante dei grandi messaggi sociali che aveva cercato di lanciare con immensa efficacia (Tempi moderni) o allarmante originalità (Monsieur Verdoux). È la vicenda di Calvero, vecchio artista del varietà nella Londra degli anni Dieci. Non ha più successo ed è malato. Salva la vita a una ballerina disperata, la cura e le dà fiducia. Ne fa un'artista e la porta alla sua "prima" trionfale. Nel frattempo chiede soltanto di fare un ultimo spettacolo e, se proprio non sarà successo, che non sia almeno un insuccesso. Aiutato dal suo partner (Buster Keaton) ottiene un vero trionfo. Nell'ultima gag cade dentro un tamburo e vi muore. Ma prima assiste al trionfo della sua protetta. Parabola straordinaria sull'altruismo, la fiducia e il coraggio. Il film commosse il mondo e Chaplin, ancora una volta, ebbe ragione. Aveva voltato pagina e si era di nuovo imposto, aiutato dalla freschezza del ricordo e dell'esperienza diretta, se è vero che Calvero era un po' Charles, ma soprattutto era suo padre che aveva fatto la fame dando piccoli spettacoli sui marciapiedi di Londra. Il dialogo è pieno di considerazioni che sembrerebbero minime e banali, ma sono strumentali e rinviano a certi concetti naturali che in quegli anni sembravano sopraffatti dalle tante guerre fredde e cacce alle streghe. E fu proprio quella la stagione che rese più inviso il grande inglese agli americani, anzi, al loro governo. Molte le scene da ricordare: le lezioni di vita a Claire Bloom, l'incontro successivo in cui lui le chiede l'elemosina, infine il numero finale con Chaplin al violino e Keaton al piano. E non si può non citare la colonna sonora composta dallo stesso Chaplin, uno dei più bei temi di tutta la musica da film.
Un bellissimo film realizzato da una grande personalità che dimostra di sapersi adattare alla perfzione a qualsiasi maniera di fare cinema. Come e più di Viale del tramonto, Luci della ribalta riesce a trasmettere quel senso di nostalgia verso ciò che è andato, verso il tempo che è avanzato inesorabile e che ha lasciato indietro chi una volta era stato grande.
Calvero, un comico decaduto del music-hall britannico, salva la ballerina Terry dal suicidio e la porta a vivere con sè, aiutandola a ricostruirsi soprattutto psicologicamente, perché la ragazza è paralizzata dall’angoscia, e si vieta proprio l’uso delle gambe. Calvero tenta perfino una rentrée, per guadagnare qualcosa di più, ma il fiasco è inesorabile: senza più ritegno, egli piange con Terry.