| Titolo originale | The Wizard of Oz |
| Anno | 1939 |
| Genere | Musicale, |
| Produzione | USA |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Victor Fleming, George Cukor, Mervyn LeRoy, Norman Taurog, King Vidor |
| Attori | Judy Garland, Frank Morgan, Ray Bolger, Billie Burke, Amelia Batchelor Bert Lahr, Jack Haley, Margaret Hamilton, Charley Grapewin, Pat Walshe, Clara Blandick, Terry, Gladys W. Allison, Josefine Balluck, John T. Bambury, Viola Banks, The Singer Midgets. |
| Uscita | lunedì 3 aprile 2023 |
| Tag | Da vedere 1939 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,28 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 28 settembre 2023
Del libro di Frank L. Baum. Avventure della piccola Dorothy e del suo cagnolino Totò in un mondo fantastico in cui sono stati trasportati da un ciclone. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto 2 Premi Oscar, In Italia al Box Office Il mago di Oz ha incassato 65,4 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Le avventure della piccola Dorothy e del suo cagnolino Totò in un mondo fantastico in cui sono stati trasportati da un ciclone. In compagnia di tre simpatici amici, il leone, lo spaventapasseri e l'omino di ferro, Dorothy sconfiggerà una brutta strega e conoscerà la verità sul misterioso mago di Oz, prima di scoprire che si è trattato solo di un sogno e che la vera felicità sta nel cortile dietro casa.
Un classico destinato a rimanere nella storia del cinema che ora rivede la luce dei proiettori in una versione restaurata e con una conversione in digitale che la Warner Bros ha realizzato in 2 e 3D, in italiano e in lingua originale e che viene distribuita dalla Cineteca di Bologna. Già la sua storia è di quelle che entrano a buon diritto negli annali perché nel momento in cui Walt Disney ottiene uno straordinario successo con Biancaneve e i sette nani (1937) Louis B. Mayer sguinzaglia i suoi sceneggiatori alla ricerca di un libro per bambini che possa essere adattato cinematograficamente. Sarà Mervyn LeRoy, regista e produttore, a proporgli il romanzo "Il mago di Oz" di Frank Baum pubblicato nel 1900 con grande riscontro da parte dei giovani lettori.
LeRoy rinuncia ben presto all'idea di occuparsi direttamente della regia e fa bene. Perché il film finirà, tra le altre caratteristiche, con il poter essere considerato un perfetto esempio del sistema degli studios hollywoodiani degli anni Trenta nei quali il regista non è considerato molto di più che un esecutore degli ordini che arrivano dall'alto.
All'inizio è Richard Thorpe ad occuparsene ma viene ben presto sostituito da George Cukor a cui succede Victor Fleming che ne dirige una gran parte prima di essere chiamato sul set di Via col vento lasciando a King Vidor l'incombenza di finirlo girando anche la sequenza in cui Judy Garland canta "Over the Rainbow".
Nuova Alice attraversante lo specchio, Dorothy passa da un mondo monocromatico (seppure con stupende sfumature che il grande schermo permetterà di apprezzare) a un luogo pervaso da colori rutilanti ma che conserva i suoi lati oscuri. Come nel suo vivere quotidiano si troverà davanti chi le vuole male (ora sotto forma di strega) e chi ha delle qualità individuali (coraggio, intelligenza, cuore) che nel momento in cui si uniscono conducono ad esiti positivi. Non mancano, grazie al mago imbroglione, anche annotazioni ironiche sugli esseri umani e sui loro atteggiamenti (che nel libro di Baum avevano dei, non troppo velati, rimandi ai politici del suo tempo) ma ciò che prevale è la sontuosa messa in scena che ne fa un film capace di appagare lo sguardo anche dello spettatore dei nostri giorni che non sia a caccia solo di effetti speciali.
Fiaba, musical, racconto morale, Il mago di Oz è un classico hollywoodiano del cinema per famiglie, un modello del cinema fantastico per ragazzi. Si basa su due poli tematici opposti: da una parte, il sogno della fuga, del viaggio, la voglia di andare via (da casa, dai problemi), verso l’autonomia; dall’altra, la coscienza dell’importanza delle radici, delle origini, della famiglia, la voglia di tornare. Il film è la storia della crescita di Dorothy. Il sogno di Dorothy è un viaggio iniziatico che la porta ad apprendere i valori dell’intelligenza (lo Spaventapasseri), del coraggio (il Leone), dei sentimenti (l’Uomo di latta). Le vicende di questi tre personaggi, proiezioni della stessa Dorothy, ci dicono che le virtù che ci affanniamo a cercare fuori di noi sono in realtà nascoste in noi: lo sforzo sta nel cercarle, nel tirarle fuori. All’inizio Dorothy chiede agli zii protezione e guida, senza ottenerle; alla fine trova in sé la capacità di assumere la guida del proprio destino. Il mago e gli zii rappresentano l’inaffidabilità e l’impotenza degli adulti. A un certo punto, agli occhi dei ragazzi, gli adulti cessano di apparire come esseri infallibili e mostrano la propria inadeguatezza di fronte alle richieste dei ragazzi stessi. La maturazione di Dorothy sta nel rendersi conto di poter essere autonoma dalla guida degli adulti. Dorothy trova questa consapevolezza nel sogno e la porta con sé nella realtà. I personaggi del mondo della fantasia sono trasfigurazioni dei personaggi del mondo della realtà: ciò conferisce al mondo dell’immaginazione la «toccabilità del quotidiano» (Gorgoni) e ci dice che il sogno di Dorothy avrà riflessi concreti sulla vita reale. La demarcazione tra reale (attuale) e sogno-fantasia (virtuale) è netta: l’inizio e la fine del film sono ambientati nella realtà e sono in b/n; il mondo di Oz è a colori. Il b/n è un segno di realtà; i colori esaltano la ricchezza visiva dell’immaginazione.
Del libro di Frank L. Baum. Avventure della piccola Dorothy e del suo cagnolino Totò in un mondo fantastico in cui sono stati trasportati da un ciclone. In compagnia di tre simpatici amici, il leone, lo spaventapasseri e l'omino di ferro, Dorothy sconfiggerà una brutta strega e conoscerà la verità sul misterioso mago di Oz, prima di scoprire che si è trattato solo di un sogno e che la vera felicità sta nel cortile dietro casa. Uno dei più bei musical della storia del cinema. La Garland quindicenne canta la famosa Over the Rainbow e diventa la beniamina di tutte le famiglie americane.
Il più grande musical di tutti i tempi viene liberamente tratto dal libro dello scrittore statunitense L. Frank Baum, facendo di quest'ultimo una completa trasportazione cinematografica di immenso stile e dotata di altrettanti grandi interpreti. Victor Fleming affronta il complicatissimo genere del musical tramite "Il Mago di Oz" dello stesso Baum, producendo un film di una [...] Vai alla recensione »
Si scatena un tornado, e Dorothy Gale è catapultata nel magico mondo di Oz. Per tornare a casa deve raggiungere il Mago. La Perfida Strega la ostacola, nuovi e strani amici la aiutano: l'Omino di Latta, il codardo Leone, lo Spaventapasseri. Il classico di Victor Fleming (1939) riappare in tutto il suo splendore sul grande schermo dopo restauro. La morale è perbenista, d'accordo.