| Titolo originale | Za schastem |
| Anno | 1917 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Russia |
| Durata | 40 minuti |
| Regia di | Yevgeni Bauer |
| Attori | Emma Bauer, Tasya Borman, N. Dennitsyna, Aleksandr Kheruvimov, Lydia Koreneva Lev Kuleshov, Nikolai Radin. |
| MYmonetro |
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CONSIGLIATO N.D.
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È l'ultima opera lasciata completa da Bauer (altre saranno terminate dagli assistenti). S'è già notata una ripresa sul mare in Morte del cigno; ora il regista gira in Crimea, avvalendosi anche di esterni naturali, tutta la parte decisiva di Alla fortuna. Il titolo - come anche l'altro, Per la felicità - è chiaramente sarcastico, perché qui la fortuna (o la felicità) non la incontra davvero nessuno. C'è una madre vedova che aspetta da dieci anni di sposare il suo uomo (che comincia a essere stanco dell'attesa) non volendo ferire la propria figlia adolescente, la quale vive del ricordo e nel culto del padre. La situazione e precaria come la salute della fanciulla, che si ammala agli occhi, deve curarsi al mare, ed è proprio lei - che prima lo lavorava e detestava, ritenendolo un estraneo - a invitare l'uomo della madre a seguirle in Crimea. Qui si forma un triangolo (o se si vuole un quadrilatero, perché compare anche il ragazzo innamorato della fanciulla) assolutamente inestricabile. Il coetaneo ama la ragazza, la ragazza ama il possibile patrigno, la madre ama la figlia a tal punto da scongiurare il promesso sposo perché la accetti, ma costui la respinge e la fanciulla cade nella completa cecità. E un teorema senza soluzione: tutti parlano d'amore, d'amore eterno e assoluto, e nessuno ne beneficia. Limpida è la geometria di esterni e di interni (lo scenografo è qui l'assistente di Bauer, Lev Kulesov, l'imminente «padre» del cinema sovietico, che accetta l'imposizione del venerato maestro di figurare anche come attore nel ruolo del giovane, con un imbarazzo accresciuto dal fatto di doversi dichiarare nella finzione cinematografica a un'attrice che non gli era indifferente!). Ma se l'ambientazione è solare, essa non fa che porre in maggiore risalto la cupa determinazione di un gioco dei sentimenti che si presenta apparentemente in forma di commedia (sia pure drammatica) ma si risolve ineluttabilmente in tragedia, la cecità della fanciulla equivalendo in tutto e per tutto a una ferita mortale. Il destino dei suoi personaggi fu anche quello di Evgenij Francevic Bauer. Mentre si preparava al proprio esordio di attore nel prossimo film (la parte richiedeva che zoppicasse, ed egli si stava allenando con il consueto scrupolo), il regista cadde malamente e si fratturò una gamba sulla scogliera di Jalta che si vede nel suo ultimo inno Alla fortuna. Una polmonite sopraggiunta lo stroncò all'età di 52 anni, il 9 giugno 1917.
Da Alfabetiere del cinema, a cura di L. Pellizzari, Falsopiano, Alessandria, 2006