| Titolo originale | The Ten Commandments |
| Anno | 1956 |
| Genere | Storico |
| Produzione | USA |
| Durata | 221 minuti |
| Regia di | Cecil B. De Mille |
| Attori | Charlton Heston, Yul Brynner, Anne Baxter, Edward G. Robinson, Yvonne De Carlo, Debra Paget John Derek, Vincent Price, Cedric Hardwicke, Woody Strode, John Carradine, Nina Foch, H.B. Warner, Martha Scott, Judith Anderson, Olive Deering, Douglass Dumbrille. |
| Tag | Da vedere 1956 |
| MYmonetro | 4,58 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 5 aprile 2016
La vita di Mosè, l'uomo che, nato in Egitto da una donna della tribù di Levi, guidò il popolo schiavo d'Israele verso la Terra Promessa. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar,
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Cecil Blount De Mille è un regista che ha firmato opere di grandissima popolarità che, paradossalmente, non sono le sue migliori. Tutti ricordano i suoi "colossi" come Sansone e Dalila, ma personalmente ritengo che De Mille abbia dato il meglio nei western, dove aveva una sua misura particolare e grande riconoscibilità. Basta ricordare La conquista del West, un western del '36 già perfettamente adulto, tre anni prima di Ombre rosse, e poi La via dei giganti, Giubbe rosse e Gli invincibili, quasi tutti con Gary Cooper.
Tuttavia dicendo De Mille si dice Dieci comandamenti, che è un'opera meritevolissima, beninteso, un titolo che non ha mai trovato posto in nessuna delle classifiche nobili, proprio per le sue caratteristiche di troppa spettacolarità, popolarità, artificio. De Mille voleva soltanto piacere al pubblico, dargli ciò che voleva. John Ford riconosceva questa sua capacità, e in un certo senso gliela invidiava. Nei Dieci comandamenti tutto è perfetto: l'aspetto degli attori, i costumi, le armi, la natura, gli edifici, i trucchi, la musica, le inquadrature. È tutto così stilizzato e calligrafico da far invidia al più avanzato dei registi pubblicitari.
Ricordiamo che De Mille ha lasciato un retaggio in questo senso: il mar Rosso che si apre, che ha ispirato un noto spot pubblicitario. Mosè, ebreo, viene affidato neonato alle acque del Nilo, in un paniere. Viene raccolto dalla figlia sterile del faraone. Cresce come un principe e si distingue a scapito di Ramesse, figlio del faraone. Quando viene scoperta la sua origine, Mosè non la rinnega, diventa anzi capo del popolo ebraico, ridotto in schiavitù da trecento anni. Porta via il suo popolo dall'Egitto. Sul monte Sinai ottiene da Dio le tavole dei Comandamenti. Vaga quarant'anni nei deserti prima di arrivare alla Terra Promessa. La saga e il racconto sono grandissimi. Si rimprovera al regista una certa prolissità (quasi quattro ore la durata del film), ma ci sono momenti di alto significato, sul piano delle immagini (Mosè che chiede l'aiuto di Dio nella tempesta, l'incisione delle tavole, le scene d'esodo). Ci sono anche tratti di grande forza, quasi da tragedia greca, seppur fortemente Hollywoodiani.
De Mille era un fervente cattolico e attribuiva ai suoi film un preciso valore in quel senso. Ci fu chi disse che il regista era stato un paladino della fede più del papa.
La trama, totalmente ricostruita nella prima parte per colmare i vuoti del testo biblico, risente un tantino la modernità dei dialoghi (per quanto si dica che il modo di provare i sentimenti non sia cambiato nel corso dei millenni) ma la vicenda è trascinante come non mai, complice una colonna sonora a dir poco memorabile. La differenziazione tra i buoni e i cattivi non è così netta come ci si potrebbe [...] Vai alla recensione »