| Titolo originale | Dead Man's Shoes |
| Anno | 2004 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Shane Meadows |
| Attori | Paddy Considine, Gary Stretch, Toby Kebbell, Jo Hartley, Stuart Wolfenden Neil Bell (II), Paul Sadot, Seamus O'Neill, Paul Hurstfield, Emily Aston, George Newton, Craig Considine, Matt Considine, Andrew Shim, Arthur Meadows, Gill Meadows, Neil Dodd, Benn Dodd, Jordan Dodd, Lauren Dodd, Jenna Winter. |
| MYmonetro | 2,92 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 28 marzo 2017
Dopo essere stato vittima di una banda di teppisti un uomo impiega sette anni per meditare una furiosa vendetta.
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CONSIGLIATO SÌ
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Richard torna dopo sette anni a Matlock nel Derbyshire per regolare i conti con gli aguzzini del fratello Michael, ritardato e da lui improvvisamente abbandonato per intraprendere la carriera militare.
Sangue chiama sangue, come in un'atavica legge del taglione. Lì dove finisce il codice di Hammurabi e ancora non comincia la civiltà. No, non siamo a Babilonia nel 2000 a.C. ma nella verde Inghilterra, tra la nebbia e la brughiera sterminata. Una piccola storia di paese, come tante, in cui la normalità - ammesso che questa sia mai esistita - tira la corda e degenera; un branco e un debole d'altronde, vuoi per noia, eccesso di testosterone o semplice empietà, non formano mai una bella combinazione.
Shane Meadows, beniamino di tanta critica per aver restituito fulgore al cinema inglese, immortalandone senza pudore e retorica - vizi così diffusi laggiù - i lati più deplorevoli, sceglie qui la schietta semplicità. Non c'è spazio per la ricerca o l'approfondimento, solo per la brutale messa in scena della Vendetta, laida e inevitabile megera che non restituisce mai il sorriso né sa riportare allo status quo ante. Non dà soddisfazione ad alcuno, ma si ripresenta puntuale nella sua ineluttabilità, specie quando il vendicatore è il primo ad avvertire qualche peso sulla propria coscienza. Dead Man's Shoes, baciato da una soundtrack di altissima fattura (Smog, Aphex Twin, Arvo Part, Bonnie Prince Billy) e dall'interpretazione di un allucinato Paddy Considine, va dritto allo scopo, crudo come uno slasher senza maniaci immortali e diretto come un singolo hardcore-punk dei tempi belli. Una rapida scarica di adrenalina che si lascia una visibile scia di sangue alle spalle.
Ci sono pochi film che trattano la vendetta in modo così brutale, ma coinvolgente come Dead Man's Shoes. Il primo che mi viene in mente è Old Boy e stiamo parlando di un vero e proprio capolavoro del cinema coreano. Al contrario dell'opera di Park Chan-wool però, la bellezza di questo film sta nella semplicità della narrazione. Non ci sono particolari intrecci, la storia scorre via velocemente ed è [...] Vai alla recensione »
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