Lovelace

Film 2013 | Biografico, V.M. 14 92 min.

Regia di Rob Epstein, Jeffrey Friedman. Un film con Amanda Seyfried, Peter Sarsgaard, Hank Azaria, Adam Brody, Bobby Cannavale. Cast completo Genere Biografico, - USA, 2013, durata 92 minuti. Uscita cinema giovedì 8 maggio 2014 distribuito da Barter Multimedia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,05 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 9 maggio 2014

La storia dell'icona Linda Lovelace (interpretata da Amanda Seyfried), dalle vicende private a quelle pubbliche. Al Box Office Usa Lovelace ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 345 mila dollari e 184 mila dollari nel primo weekend.

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Consigliato no!
2,05/5
MYMOVIES 1,50
CRITICA 2,00
PUBBLICO 2,66
CONSIGLIATO NÌ
Un film che si sviluppa sulle corde del melodramma, in cui la complessità umana dell'attrice e le sue contraddizioni sono azzerate in favore di una lettura moraleggiante e colpevolista.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 12 marzo 2014
Recensione di Paola Casella
mercoledì 12 marzo 2014

Linda Susan Boreman, ventunenne della Florida, incontra e successivamente sposa Chuck Traynor, proprietario di un night club. Chuck avvia Linda sulla strada del cinema porno (e non solo), facendo leva sulla sua principale abilità: la fellatio. Nasce così il fenomeno Linda Lovelace, protagonista di Gola profonda, il primo film hardcore sdoganato dal circuito a luci rosse, e un campione di incassi mondiale: 600 milioni di dollari, di cui solo 1250 approdati nelle tasche della protagonista.
Da questo particolare avrebbe forse dovuto partire Lovelace, il biopic diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman, poiché la storia di Linda assume un senso (e un interesse) oltre la semplice biografia solo se la si racconta per quello che è stata: la cartina di tornasole di un'epoca, i primi anni Settanta, ricca di contraddizioni. Lo intuiscono anche i due registi, ex documentaristi (Lo schermo velato, The Times of Harvey Milk per cui Epstein da solo ha ricevuto un premio Oscar) passati al cinema di finzione con Urlo. Infatti i primi minuti del film sono un incrocio di ricostruzione fictional e di quegli spezzoni di notiziari televisivi e talk show che hanno contribuito ad elevare Gola profonda a icona pop, al punto che quel titolo diventò il nome in codice dell'informatore dello scandalo Watergate.
Geniale anche la primissima scena del film, che segue la protagonista alla guida di un'automobile per poi arretrare fino a mostrarci che quel che vediamo è una scena di Gola profonda proiettata davanti ad una platea gremita: se Lovelace avesse esplorato fino in fondo questa dimensione di "film nel film", dando spazio ad un ragionamento sul cinema come voyeurismo e sull'illusorietà dell'immagine filmica, Epstein e Friedman avrebbero potuto firmare un capolavoro.
Certo, non era facile per loro dire qualcosa di nuovo dopo il documentario Inside Gola profonda, abilissimo nel raccontare il fenomeno nelle sue svariate angolazioni attraverso interviste e materiali di archivio. Ma proprio perché Lovelace è un lavoro di finzione avrebbe potuto (dovuto?) sdoganarsi dai canoni del biopic televisivo e avventurarsi lungo una narrazione più creativa, prendendosi quelle libertà artistiche che il documentario non sempre consente. Invece Lovelace si sviluppa sulle corde del melodramma, scegliendo di fare della protagonista una vittima tout court. La complessità umana dell'attrice e le sue contraddizioni sono azzerate in favore di una lettura moraleggiante e colpevolista (della madre di Linda, recitata da Sharon Stone come uno stereotipo da Mammina cara, e del marito violento) davvero inspiegabile da parte di due registi con un passato di impegno civile nel demolire i pregiudizi della moral majority.
In questo modo fallisce anche quella visione binaria che era un'altra intuizione del film, ovvero il doppio racconto della storia di Linda, come appariva al pubblico e come l'ha raccontata lei nell'autobiografia Ordeal. Anche questa rilettura cinematografica è privata della sua potenza narrativa nell'aderire allo stereotipo tanto nel racconto "percepito" quanto in quello "reale". E la parte in cui si racconta l'industria del porno dei gaudenti anni Settanta appare molto più coinvolgente di quella in cui si rivela l'odissea nascosta di Linda, novella Cappuccetto Rosso nelle mani del Lupo Cattivo.
Risulta perdente anche il confronto con un altro film di finzione che racconta un periodo non lontano e un identico ambiente, Boogie Nights di Paul Thomas Anderson, attraverso la biografia di un'altra star inconsapevole, sebbene non corrispondente ad un unico personaggio realmente esistito. Laddove Anderson si manteneva in equilibrio fra ironia e compassione, raccontando quel mondo come un frattale della società americana (e hollywoodiana) e aprendo squarci di profondità riflessiva, Epstein e Friedman restano in superficie, accontentandosi di cavalcare l'onda della curiosità pruriginosa verso una donna la cui "arte" è diventata parte dell'immaginario cinematografico collettivo, benché di serie B.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 11 settembre 2013
KillBillvol2

 Biopic basato sulla vita di Linda Marchiano, conosciuta al grande pubblico come Linda Lovelace, che divenne una star grazie al film erotico Gola Profonda, uscito nel 1972 e campione d'incassi. Il film si concentra sulla gioventù di Linda e del suo incontro con Chuck Traynor che la obbligherà, sei anni dopo, a recitare nel film di cui prima, per poi mostrare un epilogo rassicurante [...] Vai alla recensione »

Frasi
All'inizio sono chiusa come il bocciolo di un fiore e poi via via mi apro e scopro me stessa... e mi sento libera!
Una frase di Linda Lovelace (Amanda Seyfried)
dal film Lovelace - a cura di EV
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Valerio Caprara
Il Mattino

«Lovelace» è uno di quei biopic di cui veramente si sarebbe fatto a meno. La ragione sta nel fatto che la vera storia dai risvolti crudeli e contraddittori dell'americana Linda Boreman, la pionieristica e più conosciuta star del cinema porno super-specializzata in una nota pratica sessuale, costituiva e costituisce un vero tesoro drammaturgico per chi sappia reinterpretarla alla luce di una fiction [...] Vai alla recensione »

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