| Anno | 2011 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Giuseppe Gagliardi |
| Attori | Clemente Russo, Rade Serbedzija, Giorgio Colangeli, Carmine Recano, Susanne Wolff Raiz, Sascha Zacharias, Damir Todorovic, Claudia Ruffo, Lorenzo Scialla, Vincenzo Pane, Luisa Di Natale, Enzo Casertano. |
| Uscita | venerdì 6 maggio 2011 |
| Distribuzione | Bolero Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,06 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 28 gennaio 2013
ll mondo dei pugili di Marcianise portato sul grande schermo, da un racconto di Roberto Saviano. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, Il film è stato premiato a New York Film Fest, a Annecy, In Italia al Box Office Tatanka ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 182 mila euro e 88,1 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Michele ha pochi anni e un grande sogno, partecipare alle Olimpiadi di boxe. Tra lui e il traguardo c'è Marcianise, un comune di Caserta dove i ragazzi vengono reclutati dalla Camorra e 'tarpati' dalla Polizia, dove perdura la legge del più forte e un uomo deve sempre dimostrare di "avere le palle". Per non dispiacere un amico e per difendere il suo onore, Michele partecipa al saccheggio di un deposito alimentare e finisce otto anni in prigione, dove continua ostinato ad allenarsi. Una volta fuori vuole ricominciare da dove ha lasciato ma l'ombra lunga della malavita lo lambisce e annebbia di nuovo le sue aspirazioni. 'Assoldato' dal camorrista rampante di turno combatterà nei ring dei centri commerciali e in incontri truccati, rimpinguando le casse del balordo. Umiliato e sfruttato, Michele decide di abbattere il sistema a suon di pugni, ritrovando l'orgoglio e il desiderio di riscatto. In fondo al tunnel e dentro una canzone d'amore neomelodica la luce avanza e accende un istante di gloria.
Ha poche parole da spendere Michele e un corpo irriducibile con cui esprimersi, riparare alle colpe e sollevarsi sul nulla urbano e malato che lo ha generato. Adattando "Tatanka Scatenato" di Roberto Saviano e drammatizzando la vita di Clemente Russo, pugile italiano che ha schivato l'adescamento della Camorra e ha attinto alla sua rabbia incolmabile diventando campione del mondo dilettanti, Giuseppe Gagliardi realizza la parabola di un ragazzo di Marcianise sopravvissuto a un inferno di cui ha fatto esperienza.
Come fu per Gomorra anche in Tatanka il narratore inquirente scompare dietro ai volti dei suoi adolescenti, il regista cosentino decide per uno sguardo che si cala a fondo nei luoghi della criminalità organizzata, condizionandone le dinamiche sociali e il sogno sempre rimandato del protagonista. Tatanka è altresì una riflessione sull'occasione della vita, quella che Michele ha preso al volo e che altri ragazzini hanno gettato via dietro all'illusione di diventare Tony Montana. Prossimi idealmente e geograficamente ai ragazzini armati di Matteo Garrone, che imitavano le gesta di Scarface e credevano di vivere dentro un film, i giovani personaggi di Gagliardi soccombono alle logiche spietate di adulti degenerati che abbattono per denaro uomini e bufale. Senza avere il linguaggio radicale e potente di Gomorra, Tatanka dimostra in ogni modo di aver assimilato (e compreso) la lezione di metodo di Garrone, confermando due dei suoi sceneggiatori (Massimo Gaudioso e Maurizio Braucci), muovendosi nello stesso paesaggio disperato e pedinando l'oscurità senza l'ansia di spiegarne i meccanismi. Al centro del quadro e del quadrato c'è Clemente Russo che si guarda sullo schermo come in uno specchio, una superficie che gli rimanda l'immagine di sé, quella sempre inseguita sul ring e fuggita a una sparatoria. La sua biografia ha più di un'assonanza con la retorica del boxe-film che pratica assiduamente la giovane promessa 'formata' da un maestro saggio che rischia di vederselo strappare da boss malavitosi e rapaci. Dopo Primo Carnera, gigante friulano e colosso d'argilla che approdò al cinema in parti da forzuto, il campione di Marcianise viene coinvolto nella parte di se stesso, 'bufalo scatenato' mirabilmente naturale sul ring e sullo schermo. Tatanka, ricalcando le regole narrative del genere, ribadisce il pugilato come occasione di indagine sociologica infilando i guantoni e colpendo duro il mondo che si appresta a raccontare. Dentro quel mondo Clemente e Michele hanno il 'peso' della speranza e la bellezza della lotta (vinta).
Il film racconta la storia di un ragazzo che decide di abbandonare la malavita per entrare nella scuola di boxe di Marcianise con la speranza di avere successo. La realtà è dura e violenta però, lui ha dovuto sacrificarsi ad otto anni di carcere per salvare l'amico che aveva commesso un omicidio. La sincerità di un'amicizia viene ripagata con la truffa che [...] Vai alla recensione »
Dal vivo, l’ex campione del mondo dei pesi massimi e oggi ct della nazionale di boxe Francesco Damiani è davvero grande come uno se lo immagina. Il suo corpo possente entra a fatica nello spazio cui la sala cinematografica lo costringe, le braccia muscolose compresse tra i braccioli, le mani da guantone che armeggiano con i piccoli tasti di un videofonino. Un gigante che non incute paura, ma una profonda tenerezza mentre riprende con il cellulare la prima conferenza stampa cinematografica della sua creatura, il pugile Clemente Russo, all’esordio da attore nel film Tatanka di Giuseppe Gagliardi [...]
Sarà la storia di un riscatto. Di un ragazzo a rischio e di una terra difficile, più nota per crimini di sangue e oscuri malaffari, che per testimonianze di successi e buoni propositi. C'è tutto questo nelle intenzioni di Giuseppe Gagliardi, il trentaduenne regista calabrese voluto da Galliano Juso della Margherita Film per dirigere Tatanka scatenato, il film in lavorazione liberamente ispirato all'omonimo racconto di Roberto Saviano pubblicato nella raccolta "La bellezza e l'inferno" edita da Mondadori.
Di solito i film sulla boxe sono taroccati, con incontri finti e girati secondo coreografie ben studiate. Qui, invece, è proprio il campione di boxe Clemente Russo a impersonare se stesso, partendo da un racconto di Roberto Saviano, Tatanka Skatenato . Così tira pugni veri il protagonista, che da ragazzo si sottrae alla morsa della camorra, allenandosi nella scalcinata palestra di Marcianise, per [...] Vai alla recensione »