| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Ferzan Ozpetek |
| Attori | Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, Monica Guerritore Nicole Grimaudo, Valerio Binasco, Angela Finocchiaro, Federico Costantini, Nicole Murgia, Gabriele Paolino, Giulia Salerno, Ivan Bacchi, Rosaria De Cicco, Bianca Nappi, Carmine Recano, Laura Sampedro, Fausto Maria Sciarappa, Christian Serritiello, Serra Yilmaz. |
| Uscita | venerdì 5 settembre 2008 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,66 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 8 aprile 2021
Una giornata all'interno delle vite di personaggi alla ricerca di una speranza di vita. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Un giorno perfetto ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 3 milioni di euro e 843 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Emma e Antonio, sposati e con due figli (Valentina e Kevin) sono separati da circa un anno. Antonio, che fa l'autista dell'onorevole Fioravanti, non ha per nulla riassorbito il trauma del distacco. Un giorno la polizia viene chiamata dalla sua vicina di casa che ha udito dei colpi di arma da fuoco. Passiamo così a conoscere le vicende della giornata precedente, non solo in relazione a questo nucleo familiare ma legate anche a moglie e figli dell'onorevole nonché ad altri personaggi. La tragedia umana è in agguato.
Ferzan Ozpetek questa volta rinuncia a scrivere in proprio un oggetto affidandosi a un testo letterario di Melania Mazzucco. Stanno proprio in questa operazione i pregi e difetti del film. La parte iniziale è asciutta (colonna musicale a parte) e riesce a collocare narrativamente tutti i personaggi (che non sono pochi e la cui condizione psicologica ed esistenziale è complessa. L'interesse che il regista nutre per l'uso dei primi piani lo spinge a scavare nel loro animo, quasi tentando di scoprire il mistero profondo che sta alla base della relazione amorosa.
Mentre gli adulti la vivono con grande tormento e con una fragilità che deborda nella patologia i giovani (per quell'eterno ciclo che presiede al dipanarsi della vita) provano, nonostante la negativiità che li circonda, a riaccendere un bagliore di speranza nella possibilità dell'amore.
Ozpetek riesce a gestire il succedersi dei personaggi e l'intrecciarsi delle loro emozioni grazie anche a un casting particolarmente ben scelto. Le note di inconsapevole volgarità che Isabella Ferrari offre al personaggio di Emma o il tormento di Antonio che esplode nel tentativo di stupro sono solo due degli esempi possibili. Purtroppo però nella parte finale il film diventa 'letterario' e molto di quanto nella pagina scritta trovava una sua giustificazione finisce con l'essere didascalicamente sottolineato privandolo di quell'autenticità che l'inizio prometteva. Tre stelle nonostante.
Ozpetek per una volta rinuncia a inventarsi una storia e segue il romanzo di Melania Mazzucco piuttosto fedelmente. Gli attori sono molto bravi e lui li dirige bene specie quando riesce a far diventare "visiva" la storia. La scena del tentato stupro, ad esempio e è molto bella, il luogo, i tempi, i primi piani: Ozpetek riesce a narrare la violenza senza mai far sottolineare immagine [...] Vai alla recensione »
La storia, durissima, è quella di un uomo che non vuol rassegnarsi all'idea di aver perso la famiglia. Non accetta la separazione dalla donna che ha amato e dalla quale ha avuto due figli. Trascorre le giornate nell'ossessiva ricerca di un contatto, seppure breve, con ciò che rappresenta il suo passato il cui distacco lo ha gettato nello sconforto più totale. Una storia dolorosa con un epilogo altrettanto duro che arriva come un pugno allo stomaco.
Titolo antifrastico: padri sbroccati, madri/mogli/donne alla deriva, politici (forse già) morti. Metafora incompresa del Paese o un film buttato via? Ozpetek impoltiglia su corde non sue in mélo lo stile scandito (e ironico) della Mazzucco, il cast soffre per contratto. Il risultato è fasullo. E irrita. MEDIOCRE - PER (IN)SOFFERENTI Da ViviMilano, settembre 2008