| Titolo originale | State of Play |
| Anno | 2009 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 125 minuti |
| Regia di | Kevin Macdonald |
| Attori | Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Helen Mirren, Robin Wright Jason Bateman, Wendy Makkena, Katy Mixon, Viola Davis, Jeff Daniels, Maria Thayer, Harry Lennix, David Harbour, Rob Benedict, Zoe Lister-Jones, Gregg Binkley, Arabella Field, Cornell Womack, Robert Bizik, Dan Brown (IV), Brennan Brown, Eileen Grubba. |
| Uscita | giovedì 30 aprile 2009 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,01 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 27 novembre 2015
Un membro di congresso messo in crisi dopo la morte della sua amante. La polizia indaga e non solo: ci mette lo zampino anche un giornalista... In Italia al Box Office State of Play ha incassato 2,5 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Cal McAffrey è un veterano della carta stampata, il suo è un giornalismo che va di persona alla fonte, che investiga, si pone domande, nel nome della verità e di una buona storia. Stephen Collins è stato suo compagno di studi e di stanza e ora è un giovane ed ambizioso deputato a capo di un comitato che controlla le spese per la difesa nazionale, in odore di abnormi illeciti. Quando la bella assistente nonché amante di Collins muore in un dubbio incidente, le strade dei due amici tornano ad incrociarsi tra loro e con quelle della giovane Della Frye, reginetta della blogosfera, e di Anne Collins, moglie di Stephen, alla quale Cal è tutt'altro che estraneo.
Riduzione e reinvenzione dell'omonima miniserie inglese di sei ore, State of Play sposta l'azione nel cuore simbolico del potere, Washington D.C., e racconta un'appassionante partita a guardie e ladri tra politica e giornalismo, dove ognuno dei contendenti conosce ed usa gli strumenti dell'altro e fa leva sulle sue debolezze. Arbitra Kevin McDonald, che viene dal documentario (e che documentario, Un giorno a settembre) e sa trovare la verità nell'invenzione. Il mondo del giornalismo è ritratto con l'occhio dell'insider: tra la macchina da presa e il mestiere messo in scena non c'è altro filtro che una parete di vetro, trasparente; il mondo della politica, al contrario, è il regno della mediazione: schermi televisivi, obiettivi fotografici, microfoni cui affidare frasi scelte e ponderate. L'umanità della storia s'infila nel mezzo, là dove il politico bussa alla porta del reporter e viceversa.
Tutto, qui, ha almeno una doppia prospettiva e più spesso un ventaglio di prospettive: un ventaglio di penne, una per ogni versione possibile dell'articolo da scrivere. Il film stesso raddoppia, rilanciandosi nel finale, e innestando magistralmente, sul tempo "reale" del giornale che deve andare in stampa, il tempo finzionale del genere: le intuizioni dell'ultimo minuto, l'arrivo provvidenziale della polizia.
Il risultato è un presente caricato di urgenza, una situazione in costante divenire, uno "state of play" bisognoso di costante aggiornamento, per il quale, forse, il vecchio giornalismo sporco d'inchiostro non è più adatto.
Russell Crowe e Ben Affleck hanno preso in corso d'opera il posto che doveva essere di Brad Pitt e Edward Norton e ci stanno così bene che si fatica a pensarli altrove: il primo col suo mimetismo e l'aria un poco fuori moda e fuori uso - ma la sua Saab sulla strada viaggia ancora benissimo -, e il secondo con quell'aria belloccia e compassionevole in un'era in cui i bellocci non fanno più compassione a nessuno. Al loro fianco, Helen Mirren e Jason Bateman assicurano il movimento della pagina, il tocco di stile.
Dall'ottimo Kevin Macdonald,un political-thriller intrigatissimo e ben fatto che riesce a tenere lo spettatore incollato davanti allo schermo per tutti i 125 minuti di durata. Come in un complicato puzzle,i pezzi vengono uniti un pò alla volta,la verità viene a galla pian piano in un crescendo di efficaci colpi di scena sparati al momento giusto,dove il giornalista d'assalto Russell Crowe -bravissimo,come [...] Vai alla recensione »
Dietro a State of Play, basato su una miniserie in sei puntate che la Bbc mandò in onda nel 2003 con grande successo, c'è un copione firmato da un trio di assi, ovvero Matthew Michael Carnaham (Leoni per agnelli), Tony Gilroy (Michael Clayton) Billy Ray (Breach - L'infiltrato). Per cui tremano i polsi a scrivere che il problema in questo thriller di taglio classico ad alta tenuta di tensione attiene [...] Vai alla recensione »