| Titolo originale | Heart of Stone |
| Anno | 2023 |
| Genere | Azione, Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 122 minuti |
| Regia di | Tom Harper |
| Attori | Gal Gadot, Jamie Dornan, Sophie Okonedo, Matthias Schweighöfer, Alia Bhatt Archie Madekwe, Jing Lusi, Enzo Cilenti, Paul Ready, Jon Kortajarena, Andy M Milligan, Alfredo Tavares, Pierre Bergman, Jónas Alfreð Birkisson, Helga Kristín Helgadóttir, Lanre Malaolu, Md Anan Islam, Gunnar Bersi Björnsson, Luca Fiamenghi, Elma Dís Davíðsdóttir. |
| MYmonetro | 2,58 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 11 agosto 2023
Un film di spionaggio targato Netflix con Gal Gadot nei panni di una donna senza scrupoli. Il film ha ottenuto 1 candidatura a People's Choice Awar,
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CONSIGLIATO NÌ
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Rachel Stone è un agente del MI6 che fa parte di un'unità guidata da Parker. Spericolata e coraggiosa, ha messo in luce le sue capacità nel corso di una missione top secret nell'area alpina della Val Senales in Italia. In realtà Rachel nasconde un segreto; il suo team infatti è all'oscuro del fatto che lei lavora per la Charter, un'organizzazione sconosciuta anche ai più importanti servizi segreti che ha come obiettivo il mantenimento della pace nel mondo e utilizza tecnologie all'avanguardia che sembrano sicurissime.
Però un misterioso hacker, Keya Dahwan, è riuscita infatti a penetrare nel sistema con l'obiettivo di impossessarsi della sua arma più preziosa, denominato con la parola in codice "il Cuore", cha ha un potere enorme ed è in grado di fare qualunque cosa, come far precipitare un aereo e causare il crollo in borsa. Da quel momento Rachel deve entrare in azione e le sue due identità entrano in conflitto.
La sfida di Gal Gadot a Tom Cruise è dichiarata sin dal lunghissimo prologo di circa 20 minuti nelle Alpi Italiane. Ethan Hunt della saga di Mission: Impossible diventa un modello da imitare: nello sguardo di ghiaccio, nel modo di nascondere la paura, nella corsa e soprattutto nei lanci nel vuoto con il paracadute illuminato.
Però forse il paragone è fin troppo immediato, quasi scontato. La protagonista di Wonder Woman non vuole solo replicare ma anche reinventare il suo corpo action. Da Cruise prende il dinamismo ma non può ancora avvicinarsi alla complessa identità del suo personaggio, già emerso con il primo film diretto da Brian De Palma nel 1996. L'attrice è scissa in una doppia identità che nel momento in cui si svela perde gran parte del fascino del suo personaggio. Harper, già abituato alle altitudini con il viaggio in mongolfiera dello scienziato James Glaisher e della pilota Amelia Wren nel modesto The Aeronauts, parte a velocità impazzita. Vorrebbe lavorare sulla sua protagonista come aveva fatto con Jessie Buckley in A proposito di Rose. Del resto, entrambi i personaggi cercano di inseguire i propri obiettivi. In A proposito di Rose la protagonista sogna di diventare una cantante country. In Heart of Stone Rachel vuole difendere ad ogni costo il "Cuore". L'inizio però rischia di essere ricordato come l'unico momento mozzafiato del film, in una sequenza notturna con la funivia illuminata che potrebbe guardare dalle parti di 007.
Dopo i titoli di testa, che, nella loro grafica e psichedelica dove Rachel ha i tratti e i movimenti di un film d'animazione potrebbero anticipare il possibile inizio di una saga, e dopo un'inquadratura di troppo (Rachel che guarda la sua squadra fuori dal pub), Heart of Stone segue faticosamente una scrittura complessa ma anche ingarbugliata e ripropone meccanicamente le stesse traiettorie action, dall'inseguimento per le strade di Lisbona all'esplosione di Reykjavik fino al deserto del Senegal in una sequenza dove Gadot sembra per un momento reincarnarsi in Wonder Woman. Così Rachel gradualmente si normalizza, già nel confronto con Jamie Dornan, un vilain senza appeal mentre ben più interessante è la prova dell'attrice indiana Alia Bhatt nei panni dell'hacker Deya Dahwan. Ogni volta che lei prende in mano il gioco, Heart of Stone si riaccende e anche Gal Gadot rischia di essere messa in secondo piano.
Beh, cominciamo col dire che ne ho lette tante "contro" questo lavoro cinematografico, ed in effetti prima di vederlo ci ho pensato un po' su. Poi mi sono detta: embeh? Che ci perdo? Proviamo! E così è stato. A primo impatto, fra sigla iniziale e prime sequenze, il deja-vu dei vari 007 è incredibilmente vivido.
Wonder Woman prova a diventare James Bond o Ethan Hunt. Ma il processo di clonazione si interrompe per evidenti debolezze nell'algoritmo della intelligenza artificiale. Tom Harper (A proposito di Rose, The Aeronauts) si muove su un terreno a lui non congeniale e disegna il modello dell'eroe come stereotipo, tra fumetto e parodia. Nessuna profondità, nessuna motivazione.
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