Dal 6 maggio una selezione di film in streaming per esplorare un cinema in perenne fermento. SCOPRI IL PROGRAMMA »
di a cura della direzione del Festival
In occasione della 19ª edizione del Festival, ritorna su MYmovies ONE La Nueva Ola, uno spazio che esplora le infinite pieghe del cinema iberoamericano contemporaneo e le sue radici più profonde. Il canale si propone come una bussola per orientarsi tra la memoria storica e le nuove spinte estetiche di un continente in perenne fermento.
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Il viaggio parte dalla riscoperta dei classici che hanno segnato la storia e l’impegno civile: capolavori come l'argentino La historia oficial di Luis Puenzo — vincitore del Premio Oscar e premiato al Festival di Cannes — e Tangos, el exilio de Gardel di Fernando Solanas (Argentina/Francia), insignito del Gran Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia. La selezione si spinge poi fino alle frontiere del genere con il cult horror spagnolo ¿Quién puede matar a un niño? di Narciso Ibáñez Serrador.
Ma La Nueva Ola è soprattutto un’immersione nel presente. La rassegna attraversa le nuove narrazioni d’identità con titoli come i boliviani La hija condor di Álvaro Olmos Torrico e Runa simi di Augusto Zegarra, il messicano La reserva di Pablo Pérez Lombardini e il corto venezuelano (coprodotto con l’Italia) Pasta negra di Jorge Thielen Armand, fino a esplorare le architetture psicologiche della Spagna contemporanea con La casa di Álex Montoya grande trionfatore al Festival di Malaga.
Cuore pulsante di questa edizione sono le due anteprime esclusive che hanno già lasciato il segno nel circuito internazionale: Las corrientes della regista svizzero-argentina Milagros Mumenthaler, opera presentata in concorso al Festival di San Sebastián, e La furia della spagnola Gemma Blasco, un grido visivo necessario e bruciante.
Documentari intimi, thriller identitari e visioni d'avanguardia compongono un mosaico che unisce Argentina, Spagna, Bolivia, Messico, Perù e Venezuela. Non si tratta solo di una rassegna, ma di una testimonianza di come il cinema iberoamericano stia oggi riscrivendo la grammatica del visibile, trasformando le urgenze del reale in un linguaggio universale capace di scuotere e interrogare lo sguardo globale.