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FESCAAAL, si riapre la finestra sul Cinema Africano, d’Asia e America Latina. 37 film su MYmovies ONE

Dal 21 marzo in streaming titoli imperdibili in prima visione. Ecco una guida alla visione. SCOPRI IL PROGRAMMA »
di Alessandra Speciale, Direzione Artistica FESCAAAL

mercoledì 18 marzo 2026 - mymoviesone

Ecco una nuova edizione del FESCAAAL, il festival delle 3 A: quelle del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, che dal 1991 apre una finestra inedita sul cinema dei 3 continenti. L’edizione 2026 offre una selezione ricchissima: 47 film (21 realizzati da donne) di cui 23 prime italiane, 1 prima internazionale e 1 prima europea oltre a incontri con gli autori, eventi speciali e talk. Un’esperienza che vive anche online grazie alla partnership con MYmovies ONE, con ben 37 titoli disponibili in streaming

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L’immagine iconica del festival, la zebra multicolore, quest’anno esce dalla bidimensionalità e prende corpo, non si fissa in un simbolo: attraversa il tempo, resiste e resta vitale, come le storie e gli sguardi che il festival porta sullo schermo. Zebra Lives On è il claim che accompagna questa nuova edizione e ne racchiude lo spirito: un segno di continuità e trasformazione, di resistenza e vitalità, che riafferma l’identità del FESCAAAL come spazio vivo di incontro, dialogo e visione sul cinema e sulle culture di Africa, Asia e America Latina.

Il Concorso Internazionale Lungometraggi – Finestre sul Mondo – presenta online ben 8 film della selezione, tutti in anteprima italiana: Un poeta, del regista colombiano Simón Mesa Soto - Premio della Giuria a Un Certain regard - Cannes 2025- è una riflessione sulla solitudine dell’artista, sul talento e sulla purezza della poesia autentica; Laundry, opera prima della sudafricana Zamo Mkhwanazi, narra la storia di un giovane aspirante musicista durante l’epoca dell’apartheid; Aisha Can’t Fly Away, esordio dell’egiziano Morad Mostafa, è un thriller urbano girato nel cuore del Cairo. 


Laundry, opera prima della sudafricana Zamo Mkhwanazi, ha già riscosso un amio riscontro di pubblico e critica al TIFF 2025.

Dalla Berlinale 2026 arrivano due primizie: Ghost School della regista pakistana Seemab Gul, coming of age di una bambina alla ricerca della verità sulla chiusura della sua scuola “stregata”, e dall’Egitto l’opera seconda di Mohammed Hammad, Safe Exit, thriller psicologico incentrato sul personaggio di Samaan, giovane custode di un palazzo. Dalle montagne del Sikkim arriva una intensa voce femminile di questa selezione: Shape of Momo di Tribeny Rai, ritratto delicato e potente di una giovane che sceglie di non piegarsi alle convenzioni.

Dal Toronto IFF un film in lingua quechua, La hija cóndor di Álvaro Olmos Torrico che racconta la storia di Clara, una giovane dalla voce straordinaria, divisa tra l’attaccamento alle proprie radici e il sogno di diventare cantante in città. Ancora dall’America Latina arriva La reserva, film messicano di Pablo Pérez Lombardini che intreccia dimensione intima e politica in una storia di resistenza ambientale e umana.

Tra tutti i 10 film del Concorso Cortometraggi Africani, 9 sono disponibili online e raccontano storie di resilienza quotidiana. Dal prestigioso Festival dei corti di Clermont-Ferrand 2026 ben quattro titoli: il vincitore del Grand Prix, Coeur bleu di Samuel Suffren, ritratto di attesa e resistenza quotidiana nella Haiti contemporanea; Vultures del sudafricano Dian Weys, parabola brutale e claustrofobica sulla società sudafricana, vincitore dell’UniFrance Grand Prize a Cannes 2025; Zizou di Khaled Moeit, storia di bullismo ambientata nella periferia di una città egiziana; Soleil pâle di Adrian Moyse Dullin e Jawahine Zentar, affronta con delicatezza una relazione padre-figlio segnata dalla malattia.
 


La reserva, film messicano di Pablo Pérez Lombardini, è un imperdibile film che unisce thriller denuncia sociale.

Dal Festival di Toronto, Bam Bam di Tolulope Itegboje (Nigeria), dove un adolescente timido e inquieto si confida con l’intelligenza artificiale. Premiato al Cinemed di Montpellier 2025, Mme Faiza & Dr. Love della tunisina Anissa Daoud è una commedia agrodolce sulle vicissitudini di una badante che si emancipa diventando sex therapist. Premiato alla Berlinale 2025, Ne réveillez pas l’enfant qui dort del senegalese Kevin Aubert racconta la catarsi di una giovane donna come forma di rivolta. Dal Festival di Rotterdam 2026, Submergido di Ariel Añez (Mozambico) esplora il legame profondo tra un padre e un figlio separati dalla guerra. Dal Marocco un altro film a regia femminile, Paradise Garden di Sonia Terrab, sulla lotta per i propri diritti di una donna cacciata con il figlio da una baraccopoli.

Nel Concorso Extr’A, 14 film italiani ci portano lungo traiettorie di identità, migrazione e appartenenza, spesso raccontate attraverso percorsi personali o familiari. Tra i titoli: la prima italiana di Pavilhão di Victoria Fiore, in cui una giovane ragazza di una favela guida lo spettatore alla scoperta delle radici afrobrasiliane della samba. Tra i lungometraggi: Federico Ferrone e Michele Manzolini in I fratelli Segreto riflettono sull’emigrazione italiana di fine ‘800 in Brasile; dal Cile, Ni primera ni dama di Barbara Cupisti ritrae la prima First Lady a rinunciare al ruolo; un’altra regia al femminile, Waithood di Paola Piscitelli, racconta la storia di un ragazzo di Napoli e il suo viaggio a ritroso nel Paese della sua infanzia, Capo Verde.

La selezione presenta anche tre film di giovani talenti italo-africani, il lungometraggio Lievete da annanze 'o sole di Halim Mohammed e i cortometraggi On rougit d’abord de son crime, puis on s’y habitue di Mariam Al Ferjani (in prima nazionale) e Festa in famiglia di Nadir Taji. 


Ni primera ni dama racconta la figura di Irina Karamanos, antropologa e attivista cilena, ex compagna del presidente Gabriel Boric.

Da un laboratorio condotto da Pedro Costa in Messico, dal titolo "Into the dark, into the light", abbiamo selezionato due corti che si muovono su un terreno sperimentale ed emotivo: El conejo lunar di Giuseppe De Lauri e De donde vienes, Silencio di Niccolò Donatini. Sempre dall’ America Latina, da Cuba, il corto in prima italiana di Nathan De Paz Habib, Primer encuentro. Dalla NABA di Milano arriva Eden della giovane regista di origine dominicana Lisaly Martinez; un ironico e inquietante nails shop cinese è protagonista in Emy Nails di Camilla Carè, mentre la ricerca di un equilibrio personale tra il radicamento culturale e la scoperta dell’Altro è al centro di Wallah di Ida Pellegrino. Infine, La femme qui marche di Francesco Clerici e Khaoula Matri, raccoglie le testimonianze di donne segnate da abusi e violenze lungo il doloroso percorso migratorio dall’Africa all’Europa

Tra i titoli Fuoriconcorso emergono storie di attualità e del passato: nel Libro delle ombre, il regista Giuseppe Carrieri incontra gli hibakusha, ossia i superstiti della bomba atomica di Hiroshima, mentre nel corto d’animazione Ziki di Roberta Palmieri, Olga Sargenti,un bambino congolese imbraccia il fucile.

Infine, la sezione Flash propone Irkalla: Gilgamesh’s Dream del regista iracheno Mohamed Jabarah Al-Daradj sulla condizione dei bambini nelle zone di conflitto tra realtà cruda e dimensione onirica e l’anteprima italiana The Empty Grave di Agnes Lisa Wegner & Cece Mlay (Tanzania/Germania) affronta il tema del saccheggio dei resti umani africani, trafugati e tuttora custoditi nei musei e nelle università occidentali.

Scoprite di più su FESCAAAL.ORG e seguite anche quest’anno i consigli della nostra Zebra. 


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