Zhou Dongyu ha esordito al cinema con Under the Hawthorn Tree (2010), diretto da Zhang Yimou. Il film, un melodramma ambientato durante la Rivoluzione Culturale, le ha permesso di mostrare la sua innata abilità nell’esprimere emozioni con delicatezza e autenticità. Il ruolo le ha subito conferito visibilità e premi, inaugurando una carriera che si è rapidamente consolidata con scelte intelligenti e interpretazioni raffinate.
Negli anni successivi, Zhou ha sperimentato diversi generi, mostrando una straordinaria versatilità. In Soul Mate (2016) di Derek Tsang, figlio d’arte del grande Eric - attore e regista della new wave di Hong Kong - ha offerto un ritratto intimo e intenso di un’amicizia femminile travagliata, che le è valso il Golden Horse Award come miglior attrice. Il successo internazionale è poi arrivato con Better Days (2019), un potente dramma sulla violenza scolastica che ha conquistato pubblico e critica e sfidato la censura del governo cinese. Ritirato dai festival e poi tardivamente riproposto, è un film che ha segnato profondamente il cinema panasiatico del decennio, soprattutto grazie alla performance di Zhou, calatasi nel ruolo di una studentessa tormentata. È la definitiva consacrazione, anche grazie alla visibilità raggiunta all’estero dal film, che ottiene una nomination agli Oscar nella categoria del miglior film internazionale.