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Festival dei Popoli 2023, 124 film, masterclass, eventi speciali per raccontare il reale

Dal 4 al 12 novembre a Firenze e in streaming su MYmovies con una selezione di film. È solo uno degli eventi della 50 giorni di cinema di Firenze.
di Veronica Ranocchi

lunedì 23 ottobre 2023 - Festival

Giunto alla 64esima edizione, il Festival dei Popoli promette, anche in questo 2023, un programma ricco e nutrito che intende raccontare, come ha sempre fatto, la realtà.

Un programma che si dipana in poco meno di dieci giorni (dal 4 al 12 novembre), tra incontri, masterclass, eventi speciali e naturalmente proiezioni, suddivise in più categorie (dai cortometraggi alle opere per i più piccoli, passando per il concorso internazionale e quello italiano e molti altri ancora). Ma non solo. Il festival è anche disseminato in tutta la città di Firenze tra varie sale: La Compagnia, lo spazio Alfieri, il cinema Astra. Una selezione di film sarà disponibile anche in streaming con MYmovies ONE. Questi senza dimenticare altre sale e luoghi a disposizione del Festival dei popoli (alcuni frutto di una nuova collaborazione che si estende a Prato e Vicchio).
 

124 film e sezioni tematiche che aprono la mente dello spettatore in un programma da sfogliare e ammirare, suddiviso per sezioni.


CONCORSO INTERNAZIONALE

Scorrendo il programma, in ordine cronologico, i titoli che compongono il concorso internazionale sono 18 (6 lungometraggi, 6 mediometraggi e 6 cortometraggi).

Si inizia domenica con il lungometraggio The Mother of All Lies di Asmae El Moudir sulla “rivolta del pane” in Marocco. Gli altri film di questa “sottosezione” sono, poi, Hypermoon di Mia Engberg, un diario in prima persona, Zinzindurrunkarratz di Oskar Alegria che restituisce vita a delle immagini con una vecchia camera Super-8, The Lost Boys of Mercury di Clémence Davigo, un ritrovo tra vecchi amici nella Savoia francese, Dancing on the Edge of a Vulcano di Cyril Aris su una regista determinata nonostante esplosioni e covid e, infine, The Buriti Flower di João Salaviza, Renée Nader Messora su una comunità indigena brasiliana.

Tra i mediometraggi, invece, ci sono Stand Out of My Sunlight di Messaline Raverdy su un Don Chisciotte moderno, Taxibol di Tommaso Santambrogio su un taxi a L’Avana, I Don’t Know Where you Will be Tomorrow di Emmanuel Roy su un medico generico che fornisce consulenze mediche in un centro di detenzione a Marsiglia, A Lost Heart and Others Dreams di Maya Abdul-Malak sui frammenti di una città sognata tra spazi intimi e pubblici, In Limbo di Gusztáv Hámos, Katja Pratschke su un giovane che fugge dall’Ungheria a Berlino durante la guerra fredda, Calls from Moscow di Luis Alejandro Yero sulle vite di un gruppo di giovani esuli cubani appartenenti alla comunità LGBTIQ+ a Mosca.

Infine, per quanto riguarda i cortometraggi, Ever Since, I Have Been Flying di Aylin Gökmen su in curdo cresciuto in una tribù nomade tra le montagne della Turchia, The Song of the Years to Come di Alexander Cabeza Trigg sulla misteriosa isola di Gomera, nelle Canarie, La ricomparsa delle lucciole di Cristiano Giamporcaro sul paesaggio asciutto dell’entroterra siciliano, Between 10 and 100 hertz di Emilien Dubuc sulle vibrazioni delle relazioni umane in un quartiere che resiste alla gentrificazione e alle continue demolizioni, Trouble di Miranda Pennell sulle fotografie aeree della collezione Crawford, Cabbage di Holly Márie Parnell su una persona che comunica tramite una tecnologia di tracciamento oculare.


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Calls from Moscow è la storia di quattro giovani cubani dividono un appartamento a Mosca, una città per loro totalmente inospitale.

CONCORSO ITALIANO

Ad aprire la sezione un insolito autore per i documentari, Luca Miniero che presenta il suo Dalla parte sbagliata sul ricordo di un incidente a distanza di 40 anni.

Gli altri titoli della sezione, in ordine di presentazione, sono Vista mare di Julia Gutweniger e Florian Kofler sul turismo di massa del nord Adriatico, tra Lignano, Jesolo e Riccione, Souvenirs of War di Georg Zeller sui 20 anni dal conflitto nell’ex Jugoslavia, Agàpe di Velania A. Mesay, Tomi Mellina Bares sui richiedenti asilo, Nessun posto al mondo di Vanina Lappa su un pastore che non può più portare i suoi animali sulla ‘montagna sacra’ del Cilento, Sting like a Bee di Leone Balduzzi su un gruppo di ragazzi con la passione per le Api Piaggio, Toxicily di François-Xavier Destors, Alfonso Pinto sui residui di un fatiscente ex complesso industriale a Siracusa.


Nessun posto al mondo è la storia del pastore Antonio non può più portare i suoi animali sulla “montagna sacra”, a causa di nuove leggi imposte dal villaggio. 

GLI OMAGGI A PEDRO COSTA E TATIANA HUEZO

Due gli omaggi del Festival dei Popoli 2023 a due dei tre grandi ospiti che saranno protagonisti di interessanti masterclass.

Di Pedro Costa verranno proiettate Blood, Down to Earth, Bones, In Vanda’s Room, Where Does your Hidden Smile Lie?, Colossal Youth, Change Nothing, Horse Money, The Daughters of Fire, Vitalina Varela.

Di Tatiana Huezo, invece, saranno disponibili The Echo, Prayers fro the Stolen, Tempestad, The Tiniest Place.

DOC HIGHLIGHTS, HABITAT, LET THE MUSIC PLAY, DIAMONDS FOREVER

Sono davvero tante le sezioni del Festival. Di queste quattro importanti sezioni fanno parte opere che trattano dell’ambiente, della musica, della contemporaneità, ma che scavano anche nei grandi archivi.

Di queste quattro sezioni si possono citare alcuni titoli. Per Doc Highlights, per esempio, Bene! Vita di Carmelo, la macchina attoriale sulla figura di Carmelo Bene impersonato da Filippo Timi, Galileo (R)evolution a proposito dell’eredità di questo scienziato, Grandmother's Footsteps che attraversa Firenze e Posso entrare? An Ode to Naples, un viaggio alla scoperta di Napoli.

Relativamente alle sezioni Habitat e Diamonds forever si nota come l’ambiente affiora sempre di più e deve essere raccontato in tutte le sue dimensioni. Ecco perché i film che attraversano queste sezioni attraversano anche tutte le dinamiche che si vivono oggi, compreso il tema del corpo. A tal proposito si può citare Orlando, my Political Biography che affronta questo aspetto.

La sezione Let the music play è, infine, quella che, in questa edizione, ha il compito di aprire ufficialmente il festival con Jon Baez, I Am a Noise di Karen O’Connor, Miri Navasky, Maeve O’Boyle. Ma che, oltre a questo, presenta tanti altri titoli in cartellone.

LE ALTRE SEZIONI

Infine da non dimenticare le sezioni Doc at work – Future Campus, Popoli for Kids and Teens che quest’anno si rinnova con due specifiche “sedi” e i lavori del Progetto Dive.

Un festival che si preannuncia ricco di tanto cinema del reale.


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