Il figlio del grande regista giapponese Hayao Miyazaki al suo esordio al cinema
di Tirza Bonifazi Tognazzi
Non è semplice essere figli d'arte quando il padre non è altri che Hayao Miyazaki, grandissimo regista di cartoni animati e manga, amato in Giappone e nel resto del mondo, vincitore dell'Oscar per La città incantata. Fino a qualche anno fa Goro Miyazaki non ne voleva neanche sapere di dirigere un film, spaventato forse dall'ombra imponente del padre, ma ha concentrato i suoi studi in un altro settore, laureandosi alla facoltà di agricoltura della Shinshu University. Finché non ha ricevuto la "chiamata".
La statunitense Ursula K. Le Guin, autrice della raccolta fantasy nota come La saga di Earthsea, voleva che fosse Miyazaki senior a occuparsi della trasposizione cinematografica del suo libro, ma Hayao era impegnato nella realizzazione de Il castello errante di Howl, e così il produttore Toshio Suzuki dello Studio Ghibli ha pensato che Goro fosse pronto per fare il suo esordio alla regia, avendo notato in lui una certa scaltrezza e bravura nel disegnare. Ieri sera Gedo Senki - Tales From Earthsea è stato presentato fuori concorso proprio qui a Venezia, dove lo scorso anno papà Miyazaki riceveva il Leone d'Oro alla carriera. E durante la conferenza stampa di quest'oggi è stato impossibile non tirare in ballo il nome del genitore.
"Io non sono come mio padre" si affretta a dire Goro, accompagnato per l'occasione dal produttore che ha creduto in lui, Toshio Suzuki. "Mio padre è uno che crea opere originali basate sulle sua fantasia, io non ho né il suo istinto né il suo talento, e se continuerò a dirigere dei film lo farò sempre basandomi su racconti già esistenti, come nel caso di Gedo Senki. Non sono particolarmente appassionato di cinema di mostri" continua l'esordiente regista. "All'inizio ho anche vagliato la possibilità di non inserire né draghi né maghi nel lungometraggio, ma non si è mai visto un film di fantasia senza draghi e maghi".
A proposito del budget utilizzato per Gedo Senki e della separazione dello studio dalla Tokuma, è Suzuki a rispondere: "Questa è la prima opera che facciamo come indipendenti dopo la separazione dalla Tokuma, e continueremo a produrre pellicole ogni due anni. I fan dello studio non si preoccupino. Del budget però non voglio parlare" continua Suzuki. "In Giappone stiamo vivendo una profonda crisi economica, parlare di costi e di guadagni potrebbe dare a questo lavoro un'immagine sbagliata. Vogliamo innanzitutto che il film venga visto, in patria e nel resto del mondo". In Italia l'opera prima di Goro Miyazaki uscirà a giorni.