Hunter Schafer è un'attrice statunitense, produttrice, sceneggiatrice, è nata il 31 dicembre 1998 a Trenton, New Jersey (USA). Al cinema il 14 maggio 2026 con il film Mother Mary. Hunter Schafer ha oggi 27 anni ed è del segno zodiacale Capricorno.
Icona della Gen Z, nelle meches pastello della liceale Jules Vaughn in Euphoria, Hunter Schafer ha intrapreso il suo percorso di transizione all'età di 14 anni. Oggi è una modella affermata, attrice di successo e attivista per i diritti LGBTQIA+. Ma il sentiero verso la celebrità è stato lastricato di difficolta.
Tra arte, identità e crescita
Nata maschio all'anagrafe già intorno ai due anni i genitori, Katy e Mac, colgono in lei una spontanea inclinazione verso giochi e attività tradizionalmente associati alle bambine. Schafer cresce in un contesto profondamente segnato dalla fede: suo padre è un pastore e la famiglia si sposta frequentemente tra diverse comunità religiose, da Trenton nel New Jersey all'Arizona, fino a stabilirsi a Raleigh, nella Carolina del Nord. È qui che trascorre gran parte della sua infanzia, insieme ai suoi tre fratelli minori: due sorelle e un fratello. Fin da piccola mostra una spiccata sensibilità artistica. L'acquerello diventa presto il suo linguaggio espressivo, mentre durante gli anni del liceo questa inclinazione si evolve nel disegno di abiti. Le sue influenze visive spaziano dall'immaginario gotico di Tim Burton allo stile dinamico e illustrativo di Skottie Young. Parallelamente, inizia a condividere le sue opere su Instagram, dove costruisce rapidamente un seguito significativo. I suoi progetti style, spesso attraversati da messaggi di attivismo politico, attirano l'attenzione dei media e vengono raccontati in un articolo dell'Huffington Post nel 2017.
La sua voce creativa trova spazio anche su Rookie, dove contribuisce con fumetti e saggi, dimostrando anche una sensibilità narrativa. Dopo aver frequentato la Needham B. Broughton High School, Schafer prosegue il suo percorso alla North Carolina School of the Arts, dove si diploma nel programma di arti visive. Il suo talento e il suo impegno vengono riconosciuti a livello nazionale, quando viene selezionata come semifinalista del prestigioso programma US Presidential Scholars. Durante l'adolescenza, Schafer fa coming out con la sua famiglia, inizialmente identificandosi come ragazzo gay. Tuttavia, già negli anni della scuola media inizia a confrontarsi con una crescente disforia di genere, che la porta a interrogarsi più profondamente sulla propria identità. All'inizio del liceo intraprende il percorso di transizione, arrivando a esplorare anche una possibile identità non binaria. In questo processo, Internet gioca un ruolo fondamentale: attraverso YouTube e i social media, Hunter trova informazioni, testimonianze e modelli di riferimento che la aiutano a comprendere meglio se stessa.
Dalla protesta alla passerella
Schafer balza agli onori della cronaca quando nel 2016 diventa la più giovane querelante in una causa contro il Public Facilities Privacy & Security Act della Carolina del Nord: la controversa "legge sui bagni" che impedisce alle persone transgender di utilizzare spazi pubblici in linea con la propria identità di genere. Nello stesso anno, firma un saggio per Teen Vogue che diventa virale, rafforzando il suo ruolo nel dibattito pubblico. Il riconoscimento non tarda ad arrivare: nel 2017 entra nella lista "21 Under 21" del magazine, dedicato alle giovani donne e pioniere più influenti, e ottiene anche l'opportunità di confrontarsi con Hillary Clinton. Ma è proprio nel 2017 che la sua traiettoria prende una svolta inaspettata. Dopo essere stata notata su Instagram, firma con Elite Model Management e si trasferisce a Brooklyn, pronta a conquistare New York. Il debutto nella moda è incisivo: lavora con grandi maison come Dior e Marc Jacobs e, in pochi mesi, sfila per alcuni dei nomi più influenti del settore da Gucci a Versace. Nel 2018 la sua ascesa si consolida tra passerelle e prime campagne in Europa, mentre le principali riviste fashion la consacrano come uno dei nuovi volti da tenere d'occhio.
La carriera come attrice
Nel 2019, Hunter decide di sparigliare le carte: mette momentaneamente da parte la moda e si lancia, senza paracadute, nel mondo della recitazione. Una scelta tutt'altro che romantica, nata anche da esigenze concrete: «Ho lavorato con alcuni dei miei designer preferiti al mondo, ma non ho mai guadagnato davvero molto», confesserà a Marie Claire. Il colpo di scena arriva dai social: un casting per una serie tv cerca ragazze trans, senza necessariamente esperienza. Schafer si candida quasi per istinto, senza immaginare che quella mossa avrebbe cambiato tutto. Ottiene il ruolo e debutta in Euphoria, accanto a nomi già affermati come Zendaya e Sydney Sweeney. Il successo è immediato: la dramedy HBO la proietta sotto i riflettori globali, e dal primo episodio conquista il suo primo milione di follower. Non è solo una questione di visibilità. In un panorama televisivo dove i personaggi transgender sono ancora rari, l'attrice collabora attivamente con il creatore Sam Levinson per costruire un ritratto autentico e credibile di Jules. Il risultato? Una performance accolta con entusiasmo da critica e pubblico, che contribuisce ad ampliare finalmente lo spazio per nuove narrazioni.
Da lì, il salto al cinema è breve. Nel 2023 entra nell'universo di Hunger Games: La ballata dell'usignolo e del serpente, dove interpreta Tigris Snow. Il 2024 segna un'altra svolta: Schafer conquista il suo primo ruolo da protagonista con Cuckoo, horror diretto da Tilman Singer, dove veste i panni di un'adolescente alle prese con un inquietante resort tedesco. Il suo nome compare anche tra i comprimari della serie sci-fi Blade Runner 2099. Nel 2026 è nel cast di Mother Mary.