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L'estate di Giacomo |
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Un film di Alessandro Comodin.
Con Giacomo Zulian, Stefania Comodin, Barbara Colombo
Drammatico,
durata 78 min.
- Italia, Francia, Belgio 2011.
- Tucker Film
uscita venerdì 20 luglio 2012.
MYMONETRO
L'estate di Giacomo
valutazione media:
2,91
su
16
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Presentato in anteprima mondiale al Festival di Locarno 2011 (dove si è aggiudicato il Pardo d'Oro Cineasti del presente) e selezionato in oltre venti festival internazionali, il film è un delicato racconto firmato da Alessandro Comodin (classe 1982).
![]() Tra documentario e cinema, il racconto intimo di un'adolescenza speciale |
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Emanuele Sacchi
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Sulle rive del Tagliamento Giacomo e Stefania corrono e si perdono, si inseguono e si conoscono in un'estate speciale, per Giacomo più che per chiunque altro. È l'estate in cui tornerà a sentire. |
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Regia di Anjelica Huston
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Regia di Alex Gibney
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Giacomo e la tenerezza di chi ama
lunedì 6 agosto 2012
di renato volpone
Si sente proprio il calore dell'estate in questo film: i rumori, i suoni, i colori e ti entra dentro sorprendendoti come se fossi lì, con Giacomo e Stefi, su quella spiaggia isolata del Tagliamento. Ne percepisci i respiri, gli sguardi, i desideri, le resistenze. Ne senti la diversità di ragazzo e ragazza, di sordomuto e senza handicap, e ti chiedi che cosa avresti fatto al posto loro. I ricordi dell'adolescenza affiorano, ma anche l'imbarazzo di parlare con continua » |
Un film sulla paura di vivere
lunedì 3 settembre 2012
di Deborah Carraro
Un film che non ti aspetti. Un film che dice tantissimo attraverso i suoi silenzi e i tempi dilatati di un'estate che perde l'innocenza dell'infanzia e diventa adolescenza e quindi contraddizione. Ho letto da qualche parte che il regista voleva documentare i cambiamenti nella vita in un giovane sordo dopo l'intervento che lo porterà a sentire. Se è veramente così, questo film è l'ennesima prova che il talento di un regista non si trova nel suo continua » |
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Oltre lo sguardo come focus della comunicazione
domenica 18 novembre 2012
di FRANCESCO DI BENEDETTO 1982
Mai vista l'adolescenza trattata al cinema così. Un'opera che fa riflettere molto su come il motivo dello sguardo (e dello scambio di sguardi fra gli astanti, tema che ingloba quello, anche esibizionistico, della nostra immagine che restituiamo all'esterno in quanto astanti presi nella rete degli sguardi degli altri, nello spazio pubblico) polarizzi la rappresentazione dell'adolescenza nel cinema corrente (anche nel caso del cinema d'autore; penso allo splendido Stella continua » |
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| Stefania | |
| "Non sei felice perché non sai apprezzare le cose semplici, le piccole cose…" | |
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APPROFONDIMENTI | Alessandro Comodin recupera un modo spesso dimenticato di intendere il cinema.Lo spirito della nouvelle vague
lunedì 30 luglio 2012 - Emanuele Sacchi
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NEWS | Ieri la premiazione a Io sono Li come miglior opera prima.Stasera
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NEWS | Il racconto intimo di un'adolescenza speciale. Dal 20 luglio al cinema e in streaming.Su mymovieslive!
venerdì 13 luglio 2012 - a cura della redazione
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GALLERY | Le foto del film diretto da Alessandro Comodin.Il futuro tra presente e passato
giovedì 19 luglio 2012 - a cura della redazione
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Un luminoso teen-movie che stravolge con gioia le regole del documentario e della fiction
di Romain Blodeau Les Inrockuptibles
Un piccolo motivo popolare e nostalgico ma da dove viene fuori una forma sconosciuta di eccelso. E’ un piccolo segreto che da qualche mese passava da un festival a un altro. Quelli che l’avevano scoperto parlavano di un radioso primo film italiano, un oggetto ibrido sulla frontiera porosa che separa la fiction dal documentario (dove il cinema transalpino sembra reinventarsi dai tempi de La bocca del lupo o Le quattro volte) e la cui bellezza agiva come un veleno tossico e euforizzante. Le voci erano fondate: L’estate di Giacomo è, fin dall’introduzione, un raro splendore la cui virtuosità discreta eleva il suo autore, il giovane Alessandro Comodin, trenta anni appena, al rango delle scoperte contemporanee più preziose. » |
Avvincente e tenero, il film di Alessandro Comodin è di una limpidezza radiosa
di Isabelle Regnier Le Monde
Voi che avete pregato perché arrivi l’estate, che avete maledetto il cielo, immaginato delle coreografie per far smettere il freddo e per finire avete lasciato cadere le braccia infilandovi in una boutique di ombrelli, questo film è una boccata di felicità che non speravate più. Il film è corto, un’ora e diciotto minuti – ed è forse ciò che vi contrarierà di più. Perché questa durata, è estate allo stato bruto. Una pura sensazione di sole, potente, secco, intenso, con i piedi deliziosamente rinfrescati nell’acqua dolce del fiume, di conversazioni slegate, senza conseguenza, silenzi riposanti, piccole sieste nella natura, balli tranquilli al suono di una musica da balera. » |
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Una docu-fiction delicata e languida come un pomeriggio dorato
di Boyd van Hoeij Variety
Delicato e languido come un pomeriggio dorato, L’estate di Giacomo del regista esordiente Alessandro Comodin è una docu-fiction che l’irriducibile spettatore d’essai troverà adorabile mentre sarà accolto in maniera più moderata dalla maggior parte del grande pubblico. Seguendo Giacomo, l’adolescente sordo del titolo, e una sua amica mentre camminano attraverso una foresta screziata di sole, si bagnano in un fiume fresco e vanno a una festa popolare mentre scende il tramonto, il film principalmente si nutre dei luoghi e dei suoni, con l’unico sviluppo narrativo – e la possibilità di significati più profondi – nascosto dietro un improvviso, tardivo colpo di scena. » |
L'estate di Giacomo quando il cinema incanta
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Adamo ed Eva corrono felici sulle rive del Tagliamento. Giocano come due adolescenti che non conoscono ancora i gesti dell’amore ma ne avvertono il peso e la dolcezza. Nuotano, canticchiano, si rincorrono, dicono tutto ciò che gli passa per la testa, specie Adamo, senza censure o falsi pudori perché sono l’innocenza in persona. E lo dicono con una voce che non avevamo mai sentito ma ci entra subito sotto la pelle. Come se fosse la nostra. Come se quei due adolescenti impacciati e insieme pieni di grazia, che in realtà si chiamano Giacomo e Stefi, fossimo noi stessi. » |
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