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seansea
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giovedì 10 maggio 2012
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capolavoro di christopher nolan
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E' la mia prima recensione su mymovies e per questo grande avvenimento ho scelto di presentarmi col mio film preferito: Inception.
Gran film caratterizzato da un ottimo uso dei flashback e di altre dimensioni che in questo caso sono sogni. Questo film fa capire anche la bellezza dei sogni, che ogni tanto possono essere incubi, ma hanno una grande utilità (in questo caso utilità concreta ma nella vita normale possono avere utilità morale). Gli effetti speciali sono fantastici, non eccessivamente spettacolari (perchè sarebbe inutile), bella l'idea di mettere in mezzo anche l'architettura e l'ingegno. Non è un semplice film di fantascienza, in quanto mescola nella storia anche elementi drammatici (la morte della moglie e l'impossibilità di vedere i figli) e sentimentali (poichè lui vuole ancora tanto bene alla moglie).
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E' la mia prima recensione su mymovies e per questo grande avvenimento ho scelto di presentarmi col mio film preferito: Inception.
Gran film caratterizzato da un ottimo uso dei flashback e di altre dimensioni che in questo caso sono sogni. Questo film fa capire anche la bellezza dei sogni, che ogni tanto possono essere incubi, ma hanno una grande utilità (in questo caso utilità concreta ma nella vita normale possono avere utilità morale). Gli effetti speciali sono fantastici, non eccessivamente spettacolari (perchè sarebbe inutile), bella l'idea di mettere in mezzo anche l'architettura e l'ingegno. Non è un semplice film di fantascienza, in quanto mescola nella storia anche elementi drammatici (la morte della moglie e l'impossibilità di vedere i figli) e sentimentali (poichè lui vuole ancora tanto bene alla moglie). Ricompensato infine anche da ottimi incassi e quattro statuette agli Oscar.
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alessio c.
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domenica 8 aprile 2012
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un capolavoro a firma nolan
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"Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?". Questa citazione, presa in prestito da Matrix, riassume alla perfezione come vi sentirete una volta terminata la visione di Inception. Ma andiamo con ordine e partiamo dal principio.
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"Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?". Questa citazione, presa in prestito da Matrix, riassume alla perfezione come vi sentirete una volta terminata la visione di Inception. Ma andiamo con ordine e partiamo dal principio. Parlando a titolo personale, era dai tempi di "Matrix" che non riuscivo a trovare un film altrettanto nuovo, con idee originali non preconfezionate, una trama incalzante, azione visiva da manuale e una colonna sonora a perfetto condimento. Ebbene, con "Inception" quel momento è arrivato: è una pellicola di rara bellezza, capace di entrare dentro di voi e spingervi a vederlo e rivederlo e rivederlo, ogni volta alla ricerca di un particolare sfuggito precedentemente. E' un film da divorare con gli occhi e con il cuore, è uno spartiacque tra ciò che avete visto finora e ciò che vedrete e forse mai riassaporerete. Si percepisce ad ogni dialogo un'indagine attenta del mondo del sogno nella quale è difficile non ritrovarsi. Il sogno dentro il sogno, il "calcio", le alterate percezioni fisiche, il ricordo, l'idea......a tutti è capitato di rimanere seduti sul letto, una volta svegli (ne siete sicuri?) a cercare di riallacciare i nodi della rete vissuti fino a qualche secondo prima. In "inception" troverete una cura maniacale in quest'indagine in qualsiasi aspetto e uno su tutti il tempo......come scorre il tempo nel sogno? E in un sogno dentro un sogno? Eccellenti gli attori, stratosferici Leonardo Di Caprio e Marion Cotillard. E la fine? Esiste veramente? E voi, siete pronti a sognare?
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trein97
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venerdì 23 marzo 2012
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non c'è ne sono molti
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e semplicemente un capolavoro geniale l'avro visto almento 7 volte
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francesco di benedetto
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sabato 3 marzo 2012
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summa dell'immaginario occidentale degli anni '00
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Un compendio metaforico del disorientamento e di alcune inquietudini sotterranee, e al fondo reazionarie, del mondo occidentale di questi primi anni Duemila: la globalizzazione come contatto traumatico, violenza primitiva e scontro fra uomini e culture differenti e antagoniste, l’incubo del terrorismo internazionale, l’impatto psicologico nella vita comune della realtà virtuale, irretente e multilivello di internet e del web.
Il tutto riunito sotto la grande metafora dell’innesto virale, dell’intrusione coattiva e traumatica di un ecosistema vitale all’interno di un altro, di un modello di soggettività all’interno di un’altra soggettività, di un particolare spazio o ambiente di ridefinizione e simulazione della “realtà” all’interno di un altro piano di realtà parimenti simulacrale, immersivo e dolorosamente effettuale.
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Un compendio metaforico del disorientamento e di alcune inquietudini sotterranee, e al fondo reazionarie, del mondo occidentale di questi primi anni Duemila: la globalizzazione come contatto traumatico, violenza primitiva e scontro fra uomini e culture differenti e antagoniste, l’incubo del terrorismo internazionale, l’impatto psicologico nella vita comune della realtà virtuale, irretente e multilivello di internet e del web.
Il tutto riunito sotto la grande metafora dell’innesto virale, dell’intrusione coattiva e traumatica di un ecosistema vitale all’interno di un altro, di un modello di soggettività all’interno di un’altra soggettività, di un particolare spazio o ambiente di ridefinizione e simulazione della “realtà” all’interno di un altro piano di realtà parimenti simulacrale, immersivo e dolorosamente effettuale.
Un film che sarebbe stato inconcepibile solo dieci anni fa e che si propone ora come summa poetica (politica?) del nostro immaginario degli anni ’00.
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francesco di benedetto
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giovedì 1 marzo 2012
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summa politica e poetica dell'immaginario anni '00
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Un compendio metaforico della perdita delle coordinate di riferimento, delle inquietudini sotterranee e al fondo reazionarie del mondo occidentale, in questi primi anni Duemila: la globalizzazione come contatto traumatico, violenza primitiva e primigenia, scontro fra uomini e culture differenti e antagoniste, l’incubo del terrorismo internazionale, l’impatto psicologico nella vita comune della realtà simulacrale, reticolare e multilivello di internet e del web.
Il tutto riunito nella grande metafora/isotopia dell’innesto virale del corpo estraneo, sfigurante e sabotatore, dell’intrusione coattiva e traumatica di un ecosistema vitale all’interno di un altro, di un modello di soggettività all’interno di un’altra soggettività, di un particolare livello/simulazione immersiva di “realtà” all’interno di un’altra realtà parimenti tangibile ed effettuale.
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adelfococo
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lunedì 13 febbraio 2012
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il meglio che il cinema può dare.
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Io a tutti quelli che vanno a vedere un film solo per gli effetti speciali o le sparatorie, vorrei far capire cosa sia un film DAVVERO bello. e Inception non è solo azione e effetti speciali (per altro bellissimi)...è una delle storie più geniali mai approdate sul grande schermo...contorno, geniale, frutto di una mente (Nolan) così brillante che è riuscita a migliorarsi ancora dopo i già bellissimi memento, the prestige e batman.
Non voglio parlare della trama per non rovinarla, ma questo film lo consiglio a tutti, è davvero un qualcosa di fuori dal comune
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ultimoboyscout
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venerdì 20 gennaio 2012
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la realtà del sogno.
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Un ottimo DiCaprio interpreta Dom Cobb, un uomo capace di entrare nei sogni altrui e rubare pensieri e segreti. Ma stavolta dovrà fare una cosa diversa, mai tentata prima: entrare si nei sogni di un uomo, non per prendere qualcosa, bensì per innestare un'idea che porti ala rovina l'impero lasciatogli dal padre. Il film si basa su una sceneggiatura complicatissima, dove si fatica a distinguere i sogni dalla realtà e ancora più difficile è entrare in un mondo a livelli in cui è proprio la realtà ad essere messa costantemente in dubbio anche perchè ogni personaggio potrebbe essere una proiezione. Il progetto di Nolan è particolarmente ambizioso e impegnativo (non è una novità questa per il regista britannico, ben poco avvezzo alle cose semplici o banali), i rimandi più chiari sono ai mondi paralleli di Dick, il fascino visivo è indubbio con le sue esplosioni silenziose e una Parigi che si chiude a scatola.
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Un ottimo DiCaprio interpreta Dom Cobb, un uomo capace di entrare nei sogni altrui e rubare pensieri e segreti. Ma stavolta dovrà fare una cosa diversa, mai tentata prima: entrare si nei sogni di un uomo, non per prendere qualcosa, bensì per innestare un'idea che porti ala rovina l'impero lasciatogli dal padre. Il film si basa su una sceneggiatura complicatissima, dove si fatica a distinguere i sogni dalla realtà e ancora più difficile è entrare in un mondo a livelli in cui è proprio la realtà ad essere messa costantemente in dubbio anche perchè ogni personaggio potrebbe essere una proiezione. Il progetto di Nolan è particolarmente ambizioso e impegnativo (non è una novità questa per il regista britannico, ben poco avvezzo alle cose semplici o banali), i rimandi più chiari sono ai mondi paralleli di Dick, il fascino visivo è indubbio con le sue esplosioni silenziose e una Parigi che si chiude a scatola. Architettura è la parola chiave del film, non solo per quei personaggi incaricati di progettare luoghi ma anche per la sua struttura estremamente articolata: era stato in fatti definito come "il thriller ambientato nelle architetture della mente" e direi che tale definizione appare perfetta. I sogni creati da Nolan sono di un rigore assoluto, matematico, ordinato al limite del gelido ma lineari nella loro struttura così labirintica, in cui si vive e ci si muove come nella vita reale. In tutto ciò si esalta l'amore e la paura della perdita e si eleva una magnifica Marion Cotillard, attrice matura e completa, forse l'autentica star della pellicola, di sicuro la più convincente di un cast comunque all'altezza. La parte che infatti risulta meglio riuscita è quella del rapporto tra Cobb e la moglie defunta, col senso di colpa che porta a riflessioni sull'amore e sui sacrifici che comporta. Tutto sempre ragionato, anche nei sogni, tutto razionale e controllato perchè Nolan come Cobb non può lasciarsi andare e farsi sopraffare da emozioni e sentimenti, lo smontare e rimontare tutto, i paradossi e le leggi di fisica, chimica e gravità infrante sono solo un angolo (quello evidente) di un film che galleggia su una storia d'amore puro ma folle e ossessivo e su ricordi che uccidono più dei proiettili. Gli effetti speciali sono maestosi, la regia elegante e concreta, il ritmo elevato e la cura dei dettaglia maniacale. Film maturo, che consacra Nolan come regista visionario in grado di sapersi muovere su vari piani e di saperli girare e incastrare a proprio piacimento senza dimenticare alcun passaggio e di non lasciare in sospeso le tante domande poste. Complicato e impegnativo questo "Inception", ma ne vale davvero la pena!
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frine
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martedì 17 gennaio 2012
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capolavoro
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film da vedere più volte!
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optimus
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mercoledì 7 dicembre 2011
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film che fa riflettere anche dopo averlo visto
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film decisamente ottimo con una trama ottima effetti buoni e che fa pensare al potenziale della nostra mente.
un film che riesce inoltre a immedesimarti dei personaggi
riesce inotre a crearti tantissimi dubbi e domante che vengono poi chiariti nelle ultima parti del film.
veramente spettacolare!!!!
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mr.619
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sabato 3 dicembre 2011
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struttura rappresentazionale della fenomenicità
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Inception non è il solo inizio di sprigionamento della forma contenutistica del capolavoro di Nolan, ma bensì anche la causa originante, nascente e sviluppantesi della sottile trama logico-filosofica che sottintende alla palese resa espositiva delle immagini che si catapultano ed esplicano a-gravitazionalmente il linguaggio stesso di mezzo che la contraddistingue e, come una realtà veramente parallela, è abbinata nel suo percorso al significato dei singoli fotogrammi. Dunque, come avviene in ambito poetico, si dà il caso che il sensante si identifichi pienamente nell'incorporazione del sensato, così come la dimensione della realtà trainata per esclusione viene effettualmente concretizzata e dispiegata dall'incidente perpendicolarità dello stato idealistico-onirico.
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Inception non è il solo inizio di sprigionamento della forma contenutistica del capolavoro di Nolan, ma bensì anche la causa originante, nascente e sviluppantesi della sottile trama logico-filosofica che sottintende alla palese resa espositiva delle immagini che si catapultano ed esplicano a-gravitazionalmente il linguaggio stesso di mezzo che la contraddistingue e, come una realtà veramente parallela, è abbinata nel suo percorso al significato dei singoli fotogrammi. Dunque, come avviene in ambito poetico, si dà il caso che il sensante si identifichi pienamente nell'incorporazione del sensato, così come la dimensione della realtà trainata per esclusione viene effettualmente concretizzata e dispiegata dall'incidente perpendicolarità dello stato idealistico-onirico. La pellicola in sè, volendo che lo spettatore compia operazione di autocoscienza " in medias res", altro non sembra che imitazione retrospettiva ed alteratamente conturbata dell'obiettivo prospiciente ed ammirato del vedente, che, subentrando in comunicazione con la dinamica psicologica dei protagonisti, ne diviene a sua volta " veduto" ed accomunato. Un movimento triadico insito al racconto poemico del viaggio mentale dello psiconauta Cobb domina, regala e contempera discernitamente l'irrazionalità della reale razionalità della storia: l'idealismo appercettivo ( l'idea è il primato basilare e fondamentale della ragione autoformata e forgiantesi processualmente della condizione gnoseo-ontologica dell'individuo, scandaglio disequilibrato del suo proprio suboconscio di formazione esternata); l'appurazione del cosmo limitatamente universale delle possibilità ( l'intro-estroiezione di se stessi in relazione al concetto epistemologico di ciascheduno consente l'attività creatrice di scenari, casi e condizioni che, dilatati dalla maturazione della realtà, vengono a dilatarsi essi stessi nello spazio-tempo della diegesi del sonno sempre più estensivamente quanto più si penetra il perpetuarsi della ricerca della verità e della propria individualità); e, infine, l'affezione dell'accidentalità dei caratteri stabilitori ed affligenti del subconscio dell'Io, costernato dalla tribolazione apportata dall'ipotetica trasmissione di una sola idea e vanamente inizialmente sciacciato dal desiderio del ricordo primordiale che ritorna e che viene levigato sino al raggiungimento di una anamorfizzazione molto ovattata ed impercettibile ai sentimenti della psiche dell'" Homo modernus, possessor sui fati, voluntatis et entis". Al termine dell'a tratti perniciosa, interminabile ed imperitura odissea sofferta, scalfita e patita attraverso la concordanza dei vari pezzi di anima e corpo disseminati di sè nei vari attimi della cruenta battaglia del protagonista con le proiezioni antropo-psicomorfiche fantasmatiche e illusorie del passato, l'equilibrio perduto, oramai ritrovato, si risana e l'ultima enigmatica, quanto toccante e sussultoria, scena, avendo metacinematograficamente con successo perseguito lo scopo di meravigliare ( "Vous abetira") l'occhio della mente e del cuore, capita per essere quasi superflua, giacchè l'uomo, prevalendo la volontà relativa sulla sostanzialità dell' ideale dell'Essere puro, sospinge l'esercizio della propria immanenza oltre le barriere dell'invalicabile, ai confini fra la realtà dell'impossibile e lo spazio del drammatico eroismo. Una spiegazione infinita dell'ontica spirituale. Preistoria.
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