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marv
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domenica 13 gennaio 2008
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i am the legend
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Senz'altro un film che pochi si immaginavano cosi. Un film horror, al cardiopalma, in cui troviamo classiche scene d'azione americane, legate a messaggi importanti che non sono difficili da cogliere tra le righe del film. Un film fuori dal comune, più di metà pelliccola è avvolta nel completo silenzio, con poche parole pronunciate da Will Smith, che interpreta la parte in maniera a dir poco magistrale. La città di New York è spettrale, evanescente, piena di solitudine. Una ricostruzione fantastica. Per questo non si riesce a capire come mai gli animali che si vedono nel film, tra cui cervi e leoni, oltre al reale cane di Smith, Sam, siano stati fatti interamente al computer. Gli infetti invece, le creature notturne, sono anch'esse fatte interamente al computer, e anche se non sono del tutto reali e perfetti compiono a dovere il loro ruolo, che è quello di rendere la pellicola un film dell'orrore.
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Senz'altro un film che pochi si immaginavano cosi. Un film horror, al cardiopalma, in cui troviamo classiche scene d'azione americane, legate a messaggi importanti che non sono difficili da cogliere tra le righe del film. Un film fuori dal comune, più di metà pelliccola è avvolta nel completo silenzio, con poche parole pronunciate da Will Smith, che interpreta la parte in maniera a dir poco magistrale. La città di New York è spettrale, evanescente, piena di solitudine. Una ricostruzione fantastica. Per questo non si riesce a capire come mai gli animali che si vedono nel film, tra cui cervi e leoni, oltre al reale cane di Smith, Sam, siano stati fatti interamente al computer. Gli infetti invece, le creature notturne, sono anch'esse fatte interamente al computer, e anche se non sono del tutto reali e perfetti compiono a dovere il loro ruolo, che è quello di rendere la pellicola un film dell'orrore. Molti i salti che lo spettatore farà sulla poltrona guardando il film, dovuti appunti a queste creature della notte. Il finale dovrebbe essere un messaggio di speranza e di amore, forse un po' troppo esemplificato dal classico gesto di dare la vita per qualcosa in cui si crede. Un film pieno di emozioni, dall'odio per questi mostri all'amore per l'umanità ancora salvabile, con brevi parti in cui non ci si può non commuovere.
Forse ci si aspettava di più ma il film è di alto livello, e l'interpretazione di Smith vale il prezzo del biglietto.
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matt g.
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lunedì 14 gennaio 2008
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speriamo che matheson non si desti dalla tomba...
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Una sola domanda rieccheggia nella mia testa alla fine del film: ma gli sceneggiatori l'avranno letto il libro? A giudicare da questi 100 minuti di pellicola, sembra proprio di no.
Innanzitutto: dove sono i vampiri? Questi esseri disumani sono molto più simili a zombie che non ai mostri della tradizione narrativa. Dove sono le croci che proteggono la casa dai vampiri, i quali la circondano ogni notte? Dove sono le urla, i richiami, le astuzie psicologiche e le tentazioni sessuali che i vampiri rivolgono al dott.Neville per indurlo ad uscire dal suo rifugio? Dov'è la disperazione di una solitudine orrenda, inevitabile, annegata ogni sera nell'alcool (unica via al sonno) con la musica a tutto volume per non sentire i richiami esterni?
Il dott.
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Una sola domanda rieccheggia nella mia testa alla fine del film: ma gli sceneggiatori l'avranno letto il libro? A giudicare da questi 100 minuti di pellicola, sembra proprio di no.
Innanzitutto: dove sono i vampiri? Questi esseri disumani sono molto più simili a zombie che non ai mostri della tradizione narrativa. Dove sono le croci che proteggono la casa dai vampiri, i quali la circondano ogni notte? Dove sono le urla, i richiami, le astuzie psicologiche e le tentazioni sessuali che i vampiri rivolgono al dott.Neville per indurlo ad uscire dal suo rifugio? Dov'è la disperazione di una solitudine orrenda, inevitabile, annegata ogni sera nell'alcool (unica via al sonno) con la musica a tutto volume per non sentire i richiami esterni?
Il dott.Neville poi non è solo uno scienziato alla ricerca di un antidoto, è anche un cacciatore di vampiri: di giorno li cerca e li uccide, uno per uno meticolosamente.
Ma non tutti i vampiri sono "mostri": un ceppo mutante ha prodotto un nuovo tipo di esseri umani, evoluti, conviventi con la "malattia" che li rende vampiri senzienti e in qualche modo "civili". Una nuova civiltà umana che vede nel dott.Neville un nemico mortale, l'ultimo antico essere umano... una Leggenda!
Ed ecco quindi il significato del titolo: Robert Neville è una leggenda non per gli uomini sopravvissuti (non esistono sopravvissuti, non c'è spazio alla speranza), ma per la nuova razza umano-vampira evolutasi a partire dalla malattia.
Il film snatura completamente la trama e il significato del libro, andandone a modificare addirittura il finale.
L'interpretazione di Will Smith non delude per quanto gli era richiesto e non mancano delle ottime scene di azione e tensione, soprattutto nella prima metà con le riprese di telecamera a spalla.
Però resta l'amarezza per un'occasione sprecata!
Attenendosi maggiormente al libro, senza volerlo reinterpretare con un finale aperto ad una speranza impossibile e con vampiri che fossero davvero vampiri (con tanto di croci e tutto il resto), forse si sarebbe potuto produrre qualcosa di "diverso". Ma sinceramente, per come è stato sviluppato questo remake (il primo fu infatti "L'ultimo uomo della Terra" del 1964 con Vincent Price), meglio allora godersi il buon vecchio "Zombie" di Romero. O al limite "Resident Evil": lì almeno c'è Milla Jovovich da guardare!
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il silenzioso pensatore
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domenica 13 gennaio 2008
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la leggenda è ancora lui... will smith !
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Mi allontano dal cinema orecchiando rumorosi applausi che si protraggono a lungo.
Mi infilo in macchina con ancora immagini fresche del film appena visto.
Will Smith si propone come " one man show " in questo possente film che farà parlare a lungo di se.
Un perfetto lavoro di regia, il solito tocco fantascientifico che è nel sangue del protagonista e un intreccio ben assemblato fanno di " Io sono leggenda " un gran film.
I meriti vanno soprattutto a Will Smith (nonostante la barba bianca continua a sfornare prestazioni superlative) e al regista, che è stato in grado di tenere viva l'attenzione del pubblico per tutti i 100 minuti.
Non saprei se definire il film un thriller, un horror, un film drammatico,o di fantascienza.
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Mi allontano dal cinema orecchiando rumorosi applausi che si protraggono a lungo.
Mi infilo in macchina con ancora immagini fresche del film appena visto.
Will Smith si propone come " one man show " in questo possente film che farà parlare a lungo di se.
Un perfetto lavoro di regia, il solito tocco fantascientifico che è nel sangue del protagonista e un intreccio ben assemblato fanno di " Io sono leggenda " un gran film.
I meriti vanno soprattutto a Will Smith (nonostante la barba bianca continua a sfornare prestazioni superlative) e al regista, che è stato in grado di tenere viva l'attenzione del pubblico per tutti i 100 minuti.
Non saprei se definire il film un thriller, un horror, un film drammatico,o di fantascienza.
Un intro di grande impatto ci scaraventa di forza dentro il film; riusciremo ad uscirne solamente quando avremo udito le ultime parole.
Gran film!
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valkir
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lunedì 14 gennaio 2008
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quando il cinema era leggenda..
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Si...un tempo il cinema era proprio qualcosa di diverso..Un tempo qualcuno inventava una storia originale e gli dava vita sul grande schermo; gli esempi nella nostra memoria sono molteplici e indimenticabili: pensate a Ritorno al futuro, I Goonies, Indiana Jones, Star Wars, The Abyss, Terminator, Matrix, etc...Poi sono arrivati gli anni della crisi creativa ed ecco pullulare le pellicole basate/ispiarate su "dituttodipiù" : fumetti, libri, cartoni animati, Videogiochi, regalandoci sinceramente anche qualche pellicola ben curata (basti pensare a Batman Begins diretto da C.Nolan) ma delineando uno scenario quantomeno preoccupante (Vi comunico che per il 2009 arriveranno i G.I.Joe e i Masters!!! Ed eccoci adesso alla terza e più tremenda delle fasi: non solo i registi privi di ogni nuova idea prendono spunto da Romanzi o idee di successo già presentate in passato, ma ne stravolgono i personaggi , le ambientazioni, la trama o come è accaduto per questo film (proprio un colpo di genio) il finale.
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Si...un tempo il cinema era proprio qualcosa di diverso..Un tempo qualcuno inventava una storia originale e gli dava vita sul grande schermo; gli esempi nella nostra memoria sono molteplici e indimenticabili: pensate a Ritorno al futuro, I Goonies, Indiana Jones, Star Wars, The Abyss, Terminator, Matrix, etc...Poi sono arrivati gli anni della crisi creativa ed ecco pullulare le pellicole basate/ispiarate su "dituttodipiù" : fumetti, libri, cartoni animati, Videogiochi, regalandoci sinceramente anche qualche pellicola ben curata (basti pensare a Batman Begins diretto da C.Nolan) ma delineando uno scenario quantomeno preoccupante (Vi comunico che per il 2009 arriveranno i G.I.Joe e i Masters!!! Ed eccoci adesso alla terza e più tremenda delle fasi: non solo i registi privi di ogni nuova idea prendono spunto da Romanzi o idee di successo già presentate in passato, ma ne stravolgono i personaggi , le ambientazioni, la trama o come è accaduto per questo film (proprio un colpo di genio) il finale...Ora, io non appartengo a quella massa di fissati che pretendono che l' adattamento cinematografico di un libro debba segiure pari, pari ciò che anno letto, un film si sà ha una narrativa e dei tempi diversi...però siceramente cambiare i personaggi o addirittura il senso della storia cambiandone brutalmente il finale mi pare un pò eccessivo, almeno cambia il titolo del film no?! Aldilà della delusione per il resto il fim risulta abbastanza tollerabile (anche se qualcuno mi dovrebbe spiegare del perchè si deve realizzare un orda di vampiri fatti male al computer, quando se ne possono realizzare di eccellenti con un ottimo make up...tipo Blade II...le sorti della pellicola vengono sollevate da una buona regia che ci regala un ottima suspance anche se solo per i primi trenta minuti di film, da il sempreverde mitico Will Smith e soprattutto dal cane che è l' unico a regalarci una performance degna da premio Oscar.
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(di marv)
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stefano
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giovedì 17 gennaio 2008
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qualche incongruenza e un suggerimento editoriale
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L'impatto visivo di una New York inselvatichita e desolata abitata solo da un uomo e dal suo cane, che danno la caccia ai cervi a bordo di un'auto sportiva lanciata per le strade deserte a tutta velocita', ci regala immagini e ricordi che resteranno anche nella storia del cinema, proprio come i primi 20 minuti di "Salvate il soldato Ryan". Purtroppo entrambi i film, come il 99% della produzione statunitense, sono afflitti dal virus (questo reale ed economicamente conveniente!)dell'"happy ending" in grado di trasformare una buona pellicola in una creatura amorfa. Questo, almeno, per noi europei, mentre il pubblico americano adora il finale ottimistico e diserta le sale che proiettano film con finali meno gioiosi.
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L'impatto visivo di una New York inselvatichita e desolata abitata solo da un uomo e dal suo cane, che danno la caccia ai cervi a bordo di un'auto sportiva lanciata per le strade deserte a tutta velocita', ci regala immagini e ricordi che resteranno anche nella storia del cinema, proprio come i primi 20 minuti di "Salvate il soldato Ryan". Purtroppo entrambi i film, come il 99% della produzione statunitense, sono afflitti dal virus (questo reale ed economicamente conveniente!)dell'"happy ending" in grado di trasformare una buona pellicola in una creatura amorfa. Questo, almeno, per noi europei, mentre il pubblico americano adora il finale ottimistico e diserta le sale che proiettano film con finali meno gioiosi. Lasciando perdere il paragone (sempre inutile) con il romanzo del 1954, e' pur vero che di questo si perde, nel film, il finale ed il senso alienante, ma la pellicola e' in grado di emozionare e piacere anche a diversi gradi di lettura. Contiene però molte incongruenze, talvolta divertenti:
1) dopo 3 anni non c'è un filo di polvere da nessuna parte. Il negozio di dvd sembra inaugurato la sera prima!
2) ma dove sono tutti i cadaveri? non c'e' traccia di resti umani in giro.
3) dove sono finiti tutti gli animali (a parte i cervi e due leoni)? e gli uccelli? se il virus ha colpito anche loro dovremmo avere orde di piccioni zombie, altrimenti li dovremmo vedere ancora. E se invece sono stati mangiati dai "cacciatori notturni" perche' la città e' piena di cervi, ben piu' nutrienti?
4) ma tutto il cibo che Will trova e ha messo da parte, NON HA SCADENZA? ormai sono passati tre anni. D'accordo che le uova sono liofilizzate ma anche loro andrebbero lasciate riposare in pace...
5) la casa inizialmente pare il luogo più sicuro sulla terra: rinforzi in acciaio ovunque, ante blindate spesse e con chiusura impenetrabile. Nel finale bastano due testate per aprire quelle del piano superiore. E che dire del tetto?
6) ma la ragazza come arriva al porto? Non ha macchina, infatti guida e usa solo quella del protagonista. E dopo 3 anni di sopravvivenza ancora non ha capito che è meglio non farsi seguire a casa dai cacciatori notturni?
7) perchè i cattivoni attaccano in massa il manichino, nella scena notturna al porto, ma non si accorgono che li' accanto ci sono la ragazza ed il bambino, due belle fonti di carne fresca?
8) la ragazza dice di sapere dell'esistenza di una comunita' perchè l'ha sentito non alla radio,ma direttamente dalla voce di Dio. E passi questa, ma che il Signore le dica anche di andare nel Vermont tra le montagne... Mi pareva che la marca dei navigatori satellitari fosse MIO, non DIO!
9) quando Will si ferisce con la trappola (non si sa se sua o messa dai notturni) perchè si alza solo negli ultimi 3 metri ma striscia per i precedenti 20 dando modo ai cani killer di attaccare Sam?
In ogni caso ritengo sia un film da vedere, divertente, e con degli spunti di discussione. Una buona interpretazione di Smith e del cane (!) e delle belle immagini che ricorderete per un pezzo. Per finire voglio suggerire, a chi ha amato l'idea di un uomo solo sulla terra, un libro recente di un autore austriaco (quindi nessun Happy ending). Si intitola LE INVENZIONI DELLA NOTTE di THOMAS GIAVINIC Ed.LONGANESI. Una mattina un uomo si sveglia e si rende conto di essere rimasto solo al mondo. Non sappiamo il motivo e non ci interessa. Non ci sono cacciatori notturni o zombie e animali. Solo lui che deve vivere da solo con se stesso. Vi piacerà!
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mirkobartolino
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venerdì 1 febbraio 2008
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un film indimenticabile
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Dici Willy Smith e una New York abbandonata e assalita di notte da pazzi vampiri assetati di sangue e pensi al solito Action movie per adolescenti malati. E invece no, I am a Leggend è un gran bel film, ben costruito dall'ottimo Francis Lawrence (autore di un altro film riuscito - anche se molto meno maturo - come Constantine) e interpretato magistralmente dall'ex principe di Bel Air, che ti sorpende per la sua drammaticità e la sua malinconia. Il film è vivo, riuscito. Le riprese dall'alto che ti fanno sentire solo, anche in mezzo ad una sala gremita, la fotografia, il disagio di fronte ad un uomo che ha perso tutto, sono davvero spiazzanti. Ti affezioni addirittura al cane del protagonista, Sam, che sembra la sorella intelligente di Rex.
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Dici Willy Smith e una New York abbandonata e assalita di notte da pazzi vampiri assetati di sangue e pensi al solito Action movie per adolescenti malati. E invece no, I am a Leggend è un gran bel film, ben costruito dall'ottimo Francis Lawrence (autore di un altro film riuscito - anche se molto meno maturo - come Constantine) e interpretato magistralmente dall'ex principe di Bel Air, che ti sorpende per la sua drammaticità e la sua malinconia. Il film è vivo, riuscito. Le riprese dall'alto che ti fanno sentire solo, anche in mezzo ad una sala gremita, la fotografia, il disagio di fronte ad un uomo che ha perso tutto, sono davvero spiazzanti. Ti affezioni addirittura al cane del protagonista, Sam, che sembra la sorella intelligente di Rex. C'è il rischio che il film somigli a "La guerra dei mondi" o a qualche sequel o preqel di un film di George Romero ed invece no. E' orginale, in ogni scena.
Ma il film va oltre e nasconde un finale meraviglioso. Dopo citazioni di canzoni di Bob Marley (Illumina l'oscurità: il male non perde tempo a riposarsi) e strizzatine d'occhio ai film d'animazione (Smith sa a memoria un pezzo di Shrek), ti ritrovi davanti un messaggio di speranza e di fede che non ti aspetti. Un po' come Mel Gibson in Signs, Neville capisce che non è il caso a governare il mondo e che spesso la soluzione è nascosta in segni semplici, umani.
Bellissimo.
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marcofi
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martedì 11 marzo 2008
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il finale non è solo banale, ma poco congruo
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Parlare in generale del film penso sia poco utile, ora come ora, dopo tante critiche e commenti. Ma credo sia utile tornare al "finale alternativo" ora che esso è uscito su tutti i media (io l'ho visto dal sito de Il Corriere della Sera). Questo secondo finale spiega molto più di quello al cinema rispetto a ciò che accade nel film: il capo-vampiro era innamorato della vampirella "rapita" da Neville, e risparmia lui e gli altri sopravvissuti in cambio della restituzione dell'ostaggio!
Perchè, a mio avviso, questo è "meglio", rispetto a tutta la trama precedente?
Perchè spiega e chiarisce alcuni aspetti estremamente importanti.
1) i vampiri, dunque, non sono solo mostri orrendi abbrutiti e dementi, ma hanno sentimenti, rapporti sociali, sono capaci di solidarietà (fra loro) e persino d'amore e pietà.
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Parlare in generale del film penso sia poco utile, ora come ora, dopo tante critiche e commenti. Ma credo sia utile tornare al "finale alternativo" ora che esso è uscito su tutti i media (io l'ho visto dal sito de Il Corriere della Sera). Questo secondo finale spiega molto più di quello al cinema rispetto a ciò che accade nel film: il capo-vampiro era innamorato della vampirella "rapita" da Neville, e risparmia lui e gli altri sopravvissuti in cambio della restituzione dell'ostaggio!
Perchè, a mio avviso, questo è "meglio", rispetto a tutta la trama precedente?
Perchè spiega e chiarisce alcuni aspetti estremamente importanti.
1) i vampiri, dunque, non sono solo mostri orrendi abbrutiti e dementi, ma hanno sentimenti, rapporti sociali, sono capaci di solidarietà (fra loro) e persino d'amore e pietà. Bellissima parafrasi dei disastri umani, degli uguali e dei diversi, del destino e dell'essere o non-essere.
2) solo l'amore, dunque, aveva spinto il vampiro-capo a mostrarsi addirittura al sole, bruciandosi, quando Neville cattura la sua compagna! Ricordate? Questo comportamento insolito e apparentemente inspiegabile sorprende anche Neville, che lo appunta nel suo diario. Ma il finale "ufficiale" lascia cadere la cosa, non la risolve, così come fa invece questo end, dandoci la chiave di tutte le azioni dei vampiri nel secondo tempo...infatti...
3)...infatti essi tendono addirittura agguati a Neville!! Ragionano, dimostrano di averlo seguito e forse ascoltato nel negozio di dischi, di aver capito il significato che per lui hanno i manichini, fino al punto di spostarne uno e di farne esca per la trappola. Geniale,raffinato, direi: intelligente. Ma questa intelligenza sfuma se il finale è relativo solo ad un'orda di pazzi divoratori! Se non avessero avuto un fine "diverso" da quello di mangiarsi tutti, avrebbero assalito la casa o il sopravvissuto durante le sue tappe nella città, invece di studiarne le abitudini. Abitudini che conoscono perfettamente, visto l'agguato che gli tendono al molo.
4) il finale alternativo, pur lasciando ai buonisti il tema dell'intervento divino (pecca della sceneggiatura: una cosa del genere te la giochi meglio o non la metti), lo depura dall'inutile sacrificio ed ecatombe nel laboratorio.
Insomma, un buon film, ma che lascia troppi "perchè?" senza una risposta sensata, almeno nel finale ufficiale.
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[+] ma guarda bene
(di sapientone 88)
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(di valevale)
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giada
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domenica 10 febbraio 2008
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dai che male non è...
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Un film che mi ha stupito, direi, sia positivamente che negativamente. La prima parte è fantastica: lui, il suo cane e una New York desolata, in rovina, le strade percorse solo da qualche cervo e dei leoni. Lui che parla ai manichini, che quasi si aspetta una risposta da loro, che a un certo punto li implora di rispondergli, è impagabile. E poi si viene a sapere cos'è che terrorizza il nostro Robert factotum (ricercatore, militare, presidente no?): degli esseri umani "mannarizzati", visivamente orrendi e inquietanti, soprattutto perchè, appunto, erano persone.Certo, restano alcuni interrogativi irrisolti, tipo perchè alcuni restano immuni a questo virus, ma tutto sommato è un film ben diretto, ben recitato, ben ambientato (il silenzio della desolante NY è protagonista quanto Will Smith); fino a metà.
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Un film che mi ha stupito, direi, sia positivamente che negativamente. La prima parte è fantastica: lui, il suo cane e una New York desolata, in rovina, le strade percorse solo da qualche cervo e dei leoni. Lui che parla ai manichini, che quasi si aspetta una risposta da loro, che a un certo punto li implora di rispondergli, è impagabile. E poi si viene a sapere cos'è che terrorizza il nostro Robert factotum (ricercatore, militare, presidente no?): degli esseri umani "mannarizzati", visivamente orrendi e inquietanti, soprattutto perchè, appunto, erano persone.Certo, restano alcuni interrogativi irrisolti, tipo perchè alcuni restano immuni a questo virus, ma tutto sommato è un film ben diretto, ben recitato, ben ambientato (il silenzio della desolante NY è protagonista quanto Will Smith); fino a metà. La seconda parte non è sicuramente all'altezza della prima: puro horror e azione, e il sentimento restante è un buonismo quasi stucchevole. "lui è leggenda", certo, ma poteva fare di meglio. A un'amica che uscendo dal cinema nauseata mi ha chiesto quale fosse il messaggio rimastomi, ho risposto che era quello di un uomo che, pur potendo tranquillamente lasciarsi morire (chi non l'avrebbe fatto?) lotta, continua a lottare senza arrendersi, perchè ha un motivo per vivere. Si ha un motivo per vivere anche quando si è l'ultimo uomo sulla terra.
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benybi
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martedì 5 febbraio 2008
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illumina l'oscurità
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Illumina l’oscurità…L’imperativo che risuona nel finale del film di Francis lawrence, con Will Smith, “io sono leggenda”. Una frase di speranza, che non può non passare inosservata alla fine di un film che oscilla tra il surreale fantascientifico e horror trattando un tema tipico di quei film catastrofici ad alta tensione: il genere umano sta arrivando all’estinzione e tutte le città sono ormai al degrado!un film che invita a credere e a sperare nell’uomo, che da solo può davvero migliorare il mondo, ma, anche in Dio, la cui provvidenza ,che ci vuol condurre alla Salvezza, sembra protagonista nelle scene finali del film, con numerose coincidenze che sembrano essere davvero frutto del divino.
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Illumina l’oscurità…L’imperativo che risuona nel finale del film di Francis lawrence, con Will Smith, “io sono leggenda”. Una frase di speranza, che non può non passare inosservata alla fine di un film che oscilla tra il surreale fantascientifico e horror trattando un tema tipico di quei film catastrofici ad alta tensione: il genere umano sta arrivando all’estinzione e tutte le città sono ormai al degrado!un film che invita a credere e a sperare nell’uomo, che da solo può davvero migliorare il mondo, ma, anche in Dio, la cui provvidenza ,che ci vuol condurre alla Salvezza, sembra protagonista nelle scene finali del film, con numerose coincidenze che sembrano essere davvero frutto del divino.
Robert Neville, il protagonista, crede di essersi ritrovato da solo a New York, assieme al cane, dopo una grande epidemia di un virus che ha sterminato il 90 percento della popolazione mentre il 9 percento l’ha trasformata in vampiri che vivono e divorano di notte e del quale solo l’un percento ne è rimasto immune. Trascorre le sue giornate alla ricerca della normalità e del serio che potrebbe salvare il pianeta. Da solo a New York, poichè questo famoso un percento di immuni è stato ormai tutto divorato dai “cacciatori della notte”, ai quali Robert tende trappole ai fini di portare a termine la sua missione per l’umanità!!!
Un film davvero interessante, pauroso e commovente nello stesso tempo e che può offrire numerosi spunti di riflessione. Tratto dal libro di Richard Matheson, dal quale poi si allontana molto, quasi rivoluzionando a pieno la trama , vuole evidenziare bene il rapporto tra preda e cacciatore che ben si fiflette nel film grazie al magistrale uso della macchina da presa e grazie al protagonista, Will smith, alias Neville, che non delude mai: troppo bello e bravo interpreta la parte con il suo solito talento.
Quindi tanto di cappello a lui, ma anche al film in generale,che da un lato sembra voler esaltare la religione, la fede e la speranza. Quando ormai tutto sembra davvero essere perduto, è proprio questa l’ultima a morire.
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amleto
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giovedì 17 gennaio 2008
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tornano gli zombi con una variante sul tema
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In una improbabile New York abbandonata da tutti, forse dio compreso o magari no, allo spettore il bubbio. Sicuramente non abbandonata dal protagonista che ci cattura per un'ora circa in un forsato esercizio mentale, portandoci anche avanti ed indietro nel tempo di una realtà divenuta per Will Smith da ultimo essere umano nella metropoli di...indovinate quale! La massima sfida della volontà e della sanità mentale per chiunque. Tanto di capello anche per la fotografia e l'originalità della trama, che non mi sembra proprio del tutto scontata. Ovviamente stiamo parlando di fantascienza, più precisamente siamo in un sequel ideale di un filone orror dedicato agli zombi. Più che erede di Resident Evil che non gli zombi di Romero, il film mi ha stupito e lo ammetto, per la profondità della prima parte.
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In una improbabile New York abbandonata da tutti, forse dio compreso o magari no, allo spettore il bubbio. Sicuramente non abbandonata dal protagonista che ci cattura per un'ora circa in un forsato esercizio mentale, portandoci anche avanti ed indietro nel tempo di una realtà divenuta per Will Smith da ultimo essere umano nella metropoli di...indovinate quale! La massima sfida della volontà e della sanità mentale per chiunque. Tanto di capello anche per la fotografia e l'originalità della trama, che non mi sembra proprio del tutto scontata. Ovviamente stiamo parlando di fantascienza, più precisamente siamo in un sequel ideale di un filone orror dedicato agli zombi. Più che erede di Resident Evil che non gli zombi di Romero, il film mi ha stupito e lo ammetto, per la profondità della prima parte. Poi si scivola lentamente in una parte più vicina al videogioco, del resto da Hollywood e lo Star System non c'era da aspettarsi qualcosa di molto diverso.
Nella ultima sequele di azioni spettacolari, ma prorio per questo scontate, si rievoca solo il "già visto mille volte". Qui il film a stelle e striscie rivela la sua vera natura e scivola per terra, travolgendo lo spettatore gia scosso. Scosso e probabilmente anche un tantino deluso per la linearità ed ovvietà della parte finale. Si chiama in causa dio, si dice che in fondo gli uomini decidono, il protagonista salva il mondo muorendo. Non avete la sensazione di avere gia sentito questa storia? Va bene, onestamente non ho letto il libro, però resto dell'idea che questo sia un film assolutamente da vedere, vuoi per curiosità, vuoi per la profondità di alcune sequenze. Se poi cercate l'aderenza alla realtà, anche in un film di fantsia, esiste un regista di nome Kubrick. Rivedetevi qualche film, non resterete delusi.
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[+] dipende dai gusti, forse troppo horror
(di vincenzo71)
[ - ] dipende dai gusti, forse troppo horror
[+] hai ragione
(di nebbia4000)
[ - ] hai ragione
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