Mater natura

Un film di Massimo Andrei. Con Maria Pia Calzone, Vladimir Luxuria, Enzo Moscato, Valerio Foglia Manzillo, Luca Ward.
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Commedia, durata 90 min. - Italia 2005. uscita venerdì 21 aprile 2006. MYMONETRO Mater natura * * 1/2 - - valutazione media: 2,89 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,89/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * 1/2 - -
Trailer Mater natura
Il film: Mater natura
Uscita: venerdì 21 aprile 2006
Anno produzione: 2005
   
   
   
Travolti dagli eventi della vita, un gruppo di transessuali fonda all'ombra del Vesuvio un'azienda agricola dove poter riscoprire un rapporto più intimo con la natura e con se stessi.
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primo piano
Un'esplosione pop di colori, musica, luci e vitalità
Alessandro Regoli     * * * - -

Desiderio è un giovane transessuale napoletano che si innamora, ricambiato, di Andrea. Tutto sembra andare per il verso giusto, Desiderio abbandona la vita di strada e inizia a fare progetti per il futuro ma, inaspettatamente, Andrea lo lascia per sposarsi con Maria. Gli amici Europa e Massimino, anche loro afflitti da numerosi problemi, cercano di consolare Desiderio. La situazione precipita quando un evento drammatico cambia per sempre la vita di tutti.
La voglia di ribellarsi al sistema e allo stesso tempo il desiderio di farsi accettare dalla società, spinge i protagonisti all'ombra del Vesuvio, dove realizzano Mater Natura, un'azienda agricola dove poter coltivare la terra e allo stesso tempo fare "trans vesuvian counseling", consulenze psicologiche per uomini in crisi.
L'esordio di Massimo Andrei, vincitore con Mater Natura del premio della Critica al Festival di Venezia 2005, è un'esplosione pop di colori, musica, luci: in poche parole un'esplosione di vitalità. La rappresentazione di un gruppo di "diversi", di drammaticamente emarginati dalla società, dalla politica, dalla cultura, avviene attraverso una fusione di elementi estetico-artistici, un crossover di stili che trova un punto di equilibrio, che è anche un punto di confine, sul territorio dei corpi. Quei corpi che si amano, che si ribellano, che lottano, o non sanno prendere una decisione perché stretti in una morsa fatta di sogni e realtà, presi in mezzo tra il fuoco del Vesuvio e l'acqua del mare, tra maschile e femminile. Andrei costruisce una storia allo stesso tempo armonica e conflittuale, in cui la vicenda individuale e quelle collettive finiscono per incontrarsi e risolversi in quello che è il corpo, definito prodotto geografico tipico di un agrifuturismo in cui è possibile riscoprire un rapporto più intimo con la natura e con se stessi.

Incassi Mater natura
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Passione e sentimentiritornano nel vero cinema ita

domenica 23 aprile 2006 di Michael Pens

Questo film ci riporta nella realtà con un esplosione si sentimento puro e argomentazioni seria che è inutile trascurare o nascondere . Aldilà del tema trattato ,il film e avvincente e naturale passionevole e commovente , ci spinge con forza nelle vie di Napoli e racconta storie veramnete vere!! Un cinema italiano più sgangherato e prigioniero dei com2promessi , non poteva essere aiutato meglio se non da questo film che ci ricorda ,come ambientazione e colori popolari : il Mi manda Picone " continua »

* * * - -

Poteva essere migliore, però

domenica 7 ottobre 2007 di Luca Terracciano

Desiderio (Maria Pia Calzone), una transessuale che i suoi genitori si ostinano a chiamare Salvatore, è legata sentimentalmente a Andrea (Valerio Foglia Manzillo), finchè questo decide improvvisamente di sposarsi con un’altra. Intorno a questa vicenda ruotano quelle degli amici di Desiderio: Massimino (Vladimir Luxuria), che dirige le prove di un gruppo di travestiti in un teatro di un quartiere popolare di Napoli (li vediamo prima alle prese con Filumena Marturano di Eduardo e poi con la Medea continua »

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La semplicita' della'more omosessuale

venerdì 28 aprile 2006 di ocualg

A scanso di quello che ognuno potrebbe pensare circa l'amore omosessuale...se focalizziamo la figura di Desiderio ,dei suoi sentimenti nei confronti del bell'Andrea,emerge una consapevolezza degli attori, nonche' di Andrei,in quanto uomo e regista, circa quell'amore tanto bistrattato...e nel quale oggi nn si crede, se non come puro atto sessuale e spicciolo. La capacità interpretativa di Desiderio...e lo sguardo di Andrea, mi fa avvertire prima ancora della continua »

Vladimir Luxsuria
"Devi andare avanti. Anche se non sai dove andare, ma devi andare avanti."
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APPROFONDIMENTI | Riflessioni sul cinema en travesti, alla ricerca di un'identità.

Al di là o attraverso

martedì 17 novembre 2009 - Marzia Gandolfi

M(ovie) Butterfly: al di là o attraverso Una donna canta sul palcoscenico d'opera nella Pechino del 1964. È una Butterfly, ostinato archetipo di femminilità orientale e insieme equivoco fantasma culturale che smuove inconsapevoli echi. È l'inganno del viaggiatore, è l'esotico oriente dell'occidentale, è l'eroina di un piacere perverso, donna creata da un uomo perché possa innamorarlo, producendosi in uno spettacolo sublime. Nel 1993 David Cronenberg adattava (liberamente) per lo schermo la pièce teatrale di David Henry Hwang, cinoamericano di prima generazione.

di Cristina Piccino Il Manifesto

Dobbiamo ringraziare la Settimana della critica - che sta sfornando sorprese eccentriche e di obliquità - per Mater natura, film italiano targato Napoli che ha dentro generazioni artistiche di grandi attori partenopei e facce potenti e che ha conquistato il Lido (tutto esaurito alle proiezioni). Lo dirige Massimo Andrei, al suo primo lungometraggio, regista che viene dal teatro a confermare la vitalità di una «contaminazione» che in Italia nell'ultimo decennio ha prodotto immagini mai scontate inventando anche al cinema nuove generazioni di attori e di fisicità, duellanti con la logica della produzione che calcola oggi il valore di un film per «quote» di nome famoso e mai divenuto però, almeno in esempi recenti, profitto su schermo o attrazione internazionale. »

Non convincono i trans che diventano confessori

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Transessuali a Napoli. Raccontati da un esordiente, Massimo Andrei, noto però in teatro e in Tv. Gli schemi, più o meno, sono quelli della sceneggiata, i modi, pur tra le pieghe della cronaca, tendono al melodramma. Desiderio è un transessuale che si prostituisce in strada e a domicilio. Gli ormoni e i chirurghi l’hanno così bene trasformato in donna che se ne innamora Andrea, un giovanotto impiegato in un autolavaggio. Naturalmente Desiderio lo ricambia addirittura con passione e sarebbe pronto a dedicargli la vita se non apprendesse che l’altro, senza aver osato dirglielo prima, si sta per sposare con una ragazzina del quartiere. »

Coloratissimo esordio tra utopie e voglie di grandi silenzi. Un Fassbinder alla Piscicelli

di Aldo Fittante Film TV

Salvatore, che si sente una donna e si fa chiamare Desiderio, ama Andrea, che sta per sposarsi con una giovane del suo quartiere. Sullo sfondo, un coro di personaggi capitanati dal regista teatrale Massimino, altro uomo in transito, alla stregua di Europa e Suegno. L'opera di esordio di Andrei, che vinse la Settimana della Critica alla Mostra di Venezia 2005, è un melodramma trattenuto girato e ambientato alle falde del Vesuvio, terra vulcanica capace di ospitare tutti gli umori e il sogno utopico del gruppo, un "agrifuturismo" denominato per l'appunto Mater Natura. »

di Ezio Alberione Rolling Stone

Mater Natura potrebbe essere liquidato come una sceneggiata del terzo sesso con un trans chiamato Desiderio che s’innamora d’un fusto incerto sul chi farsi (è Valerio Foglia Manzillo, che fa il bis dopo L’imbalsamatore). Ma il colorato e sgangherato film di Massimo Andrei ha il suo vero punto di forza nella sincerità con cui mixa le tante anime di Napoli: l’iperrealismo alla Pappi Corsicato (già debitore di Almodòvar) e la teatralità di Enzo Moscato (che qui interpreta una Madre Europa in bilico tra Brecht e Scarpetta), le tragiche storie d’amore di tanti melodrammoni con l’oltranzismo dell’iconografia gaya, la sfiducia tutta meridionale verso la politica e il surplus della risorsa creativa del popolo. »

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