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Tom Savini

Tom Savini (Thomas Vincent Savini) è un attore statunitense, regista, autore effetti, truccatore, è nato il 3 novembre 1946 a Pittsburgh, Pennsylvania (USA). Tom Savini ha oggi 75 anni ed è del segno zodiacale Scorpione.

Gore Slayer

A cura di Fabio Secchi Frau

Attore, stuntman, regista, ma soprattutto il più grande esperto di effetti speciali e di make-up cinematografici. In America è soprannominato "The Godfather of Gore" ed è idolatrato per le sue collaborazioni con il regista George A. Romero e con la leggendaria saga dei morti viventi.
È il papà dei mostri di Creepshow, The Burning, Venerdì 13, The Prowler e Maniac. Senza di lui non avremmo mai visto cadaveri così vicini alla vera decomposizione della carne, bambini deformi affogati nelle rive di un lago che ritornano per portare all'Inferno quante più anime possibili, lupi mannari dall'aspetto gorillesco e tanto tanto tanto sangue che scivola dalla testa di... diciamo un ragazzo con un machete in mezzo al cranio!
Robert Rodriguez lo ha trasformato in un vampiro, anche se lui, ufficialmente è il papà degli zombi. Poi, quando ne ha avuto abbastanza degli effetti speciali, è passato alla regia osando quello che molti hanno temuto: firmare un remake anni Novanta di Zombi (il film che fra l'altro l'ha reso celebre!). Il risultato è stato così buono che, nella seconda parte della sua carriera, si è dedicato solo e unicamente alla direzione di pellicole o alla loro produzione. Sporadicamente lo si è visto anche come attore (Zombi, Dal tramonto all'alba, Grindhouse e Machete). In un mondo dove ormai i suoi vecchi effetti speciali sono considerati lenti come film muti, perché tutto ormai ruota intorno al digitale che integra e mutila col computer, lui è diventato obsoleto, ma non dimenticato.

Il seme del gore piantato in Vietnam
Thomas Vincent Savini, da tutti chiamato semplicemente Tom, nasce a Pittsburgh in Pennsylvania. Cresciuto all'interno della comunità cattolica della città, si diploma alla Central Catholic High School e successivamente si laurea alla Carnegie-Mellon University.
Da adolescente è affascinato dalla magia e dall'illusione del cinema. Pare che sia stata la visione della pellicola L'uomo dai mille volti (1957) a folgorarlo a tal punto da trascorrere parte della sua giovinezza nella sua stanza creando personaggi e studiando il make-up. A questa influenza si deve aggiungere quella per l'attore muto Lon Chaney che ha cercato di emulare nella raffinatezza dello straordinario trucco e degli effetti teatrali che sono poi le caratteristiche distintive della carriera di Chaney. I suoi primi tentativi di applicazione di protesi al viso furono fatti con delle gomme da masticare.
Fotografo durante la guerra del Vietnam, per svariato tempo sperimenta l'arte del make-up sui contadini vietnamiti che trasforma in veri e propri mostri. Proprio in questi anni, è protagonista di uno spiacevole episodio. Mentre era di guardia, un razzo viene attivato nella zona della giungla che lui stava monitorando, andando contro il protocollo militare, Savini spara nella boscaglia senza informare i suoi superiori, seguito poi da altri soldati che hanno cominciato a sparare nello stesso modo fino a quando non sono stati allontanati dalla boscaglia, visto che l'unica cosa che si muoveva fra i cespugli era una papera. A causa della sua incapacità di seguire le rigide regole militari, Savini venne tolto dal servizio di guardia del bunker che doveva proteggere. Più tardi, quella stessa sera, il bunker fu attaccato e gran parte dei suoi commilitoni furono uccisi. Come risultato, si guadagnò il nome di "Duck Slayer" e smise di mangiare anatra. Savini ha dichiarato più volte che parte degli orrori che ha visto in Vietnam lo hanno ispirato nel suo lavoro. La morte, anche quella più cruenta, gli ha dato lo stomaco necessario per poter immaginare e tollerare il sangue: «Odio quando nei film di guerra, qualcuno muore con un bel sorriso sul volto e la mascella rilassata. In alcuni casi, le persone muoiono con un occhio aperto o uno semichiuso. Ho incorporato il senso della morte in ciò che ho visto in Vietnam e tutto questo nel mio lavoro», così dice.

L'incontro con George A. Romero
Tornato in America, trova subito qualche impiego nelle produzioni indipendenti horror come truccatore. Inizia con Deranged (1974) di Jeff Gillen e Alan Ormsby, ma la vera svolta arriva dopo l'incontro con il regista George A. Romero che gli chiede di creargli un l'effetto di un polso tagliato nella scena di apertura del film Wampyr (1977). Il lavoro è così soddisfacente che proprio quella scena è considerata una degli incipit audio-visivi più convincenti del cinema horror anni Settanta. Romero, a quel punto, gli chiede di collaborare ancora con lui e gli spiega il suo progetto: realizzare una saga di pellicole sui morti viventi. Per Savini è un invito a nozze... anche se cannibali! L'anno successivo sono già a lavoro con un budget più ricco in Zombi, dove Savini crea arti recisi e persino tracce di morsi che diventano la sua inconfondibile firma splatter. Bastano queste pellicole a farlo incoronare uno dei pionieri dei film gore e ad annoverarlo assieme a leggende come Dick Smith e Rob Bottin.
Diventato il personaggio chiave dietro gli effetti speciali horror o fantasy degli anni Ottanta-Novanta, collabora anche con Dario Argento in Trauma e Due occhi diabolici e con Tobe Hopper in Non aprite quella porta - Parte II, arrivando però a un livello di puro realismo solo con Maniac (1980) e con l'epico Il giorno degli zombi, grazie al quale vince il suo primo Saturn Award.

Altri lavori
Dopo aver rifiutato di lavorare a L'assassino ti siede accanto (1981), si sposta sul piccolo schermo per lavorare agli effetti speciali di Codice Mistero (1985). Ma non di solo horror vive Savini, e infatti, eccolo come truccatore di Maria's Lover (1984) con Nastassja Kinski e Robert Mitchum o per alcune pellicole action di Joseph Zito.

Il motociclista
Come attore, spesso e volentieri, gli vengono affidati i ruoli di motociclisti. È successo in Wampyr (1977), ma anche in Zombi (1978) all'interno del quale ha vestito i panni del minaccioso centauro Blades (personaggio che poi ha ripreso in brevi apparizioni nella continuazione della serie, fino a La terra dei morti viventi, 2004), in Knightriders - I cavalieri (1981) di George A. Romero, in The Boy Who Loved Trolls (1984), e in Dal tramonto all'alba (1996) con Quentin Tarantino e Harvey Keitel, dove ha vestito i panni del vampiro Sex Machine.
Diventa invece sceriffo nel remake di Zombi del 2004 e ha fatto un cameo nella pellicola Zack & Miri make a porno.

La carriera da regista
Come regista, Savini ha diretto gli episodi della serie televisiva Un salto nel buio e ha debuttato sul grande schermo con il già menzionato remake a colori del 1990 La notte dei morti viventi, rifiutandosi categoricamente di dirigere Cimitero vivente (1989).

Il Savini docente
Tom Savini gestisce il Special Effects Make-Up e Digital Film Programs al Douglas Education Center di Monessen in Pennsylvania ed è l'autore di una serie di libri sugli effetti speciali dal titolo "Grande Illusions".

Ultimi film

Western, (USA - 2013), 165 min.
Commedia, (USA - 2012), 103 min.
Azione, (USA - 2010), 105 min.

I film più famosi

Western, (USA - 2013), 165 min.
Azione, (USA - 2010), 105 min.
Commedia, (USA - 2012), 103 min.
Horror, (USA - 1979), 120 min.
Horror, (USA - 1982), 120 min.
Horror, (USA - 1980), 87 min.
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