Bob Hope (Bob Hope - Leslie Townes Hope) è un attore inglese, è nato il 29 maggio 1903 a Londra (Gran Bretagna) ed è morto il 27 luglio 2003 all'età di 100 anni a Toluca Lake, California (USA).
[…] quella che per tutti è stata una delle poche, grandi icone americane in realtà nasce in Inghilterra nel 1903. Ma la sua fama è tutta legata ai decenni di carriera negli Stati Uniti, dove si trasferisce già all'età di quattro anni: una carriera caratterizzata dalla versatilità, dalla capacità di spaziare dalla musica alla recitazione, al cabaret. Come pochi altri - stelle del calibro di Bing Crosby e Frank Sinatra - hanno saputo fare. Ma più di loro Hope, sicuramente meno affascinante nell'aspetto, aveva una grande, rara qualità: il talento comico. La capacità di dire la battuta giusta, e soprattutto di dirla col giusto ritmo.
Il suo debutto nel cinema che conta, quello dei lungometraggi, risale al 1938, con la commedia targata Paramount The big broadcast, dopo un primo tentativo - fallito - nel 1930. Ma all'epoca Bob è già un veterano dello spettacolo: alle sue spalle ha tanti spettacoli a Broadway, diverse esperienze radiofoniche, e anche la partecipazione a una serie di brevi filmini della Warner.
Da allora, la carriera dell'attore, o meglio del divo, è tutta in discesa. Senza mai discostarsi da quel tipo di film, e di comicità, che lo aveva reso irresistibile al pubblico americano. A consolidare ulteriormente la sua fama, la sua partnership su grande schermo con un'altra star maschile: Bing Crosby, con cui debutta nella pellicola La danzatrice di Singapore. Un successo tale che la formula - qualla di un sorridente road movie tutto basato sul contrasto, fisico e caratteriale, tra il romantico Crosby e l'energico Hope - viene ripetuta molte volte. Più tardi, negli anni Cinquanta, una delle partner predilette di Hope è la rossa Lucille Ball. Ma sempre in quel decennio il divo decide di cimentarsi anche su registri diversi, più drammatici: come nel caso di The seven little Foys, uscito nel 1955. L'ultima sua fatica risale a meno di vent'anni fa, nel film Spie come noi (1985).
Ma il nome di Bob Hope non è legato solo alle sue interpretazioni su grande schermo. A dimostrare il suo ruolo di icona a stelle e strisce, ci sono le sue frequenti visite alle truppe Usa, nel corso dei vari conflitti del Novecento: dalla Seconda guerra mondiale fino alla guerra del Golfo. Perciò non sorprende che oggi anche George W. Bush abbia espresso il lutto suo e del paese: "Un grande cittadino - ha dichiarato - che ci ha fatto ridere, ci ha rasserenato lo spirito e ha sollevato il morale di migliaia di truppe di diverse generazioni. Piangiamo la morte di un grande uomo".
Infine, Hope va ricordato anche per le sue infinite partecipazioni alle cerimonie degli Oscar, che lo vedono conduttore o co-conduttore per ben 18 volte, dal 1939 al 1977. Lui però quella statuetta dorata non l'ha vinta ma,i per la recitazione in questo o quel film. In compenso, nel corso della sua lunghissima carriera, ha ricevutoto quattro Oscar onorari. Il suo palmarés comprende inoltre la medaglia d'onore del Congresso, il titolo di cavaliere concesso dalla Regina Elisabetta e 54 lauree ad honorem.
DaLa Repubblica, 28 luglio 2003
Hope è diventato negli anni il sinonimo di un’America ancora spensierata e leggera. Con le sue battute facili e ingenue sosteneva il morale dei soldati in guerra: cominciò a visitare le truppe prima dell’attacco a Pearl Harbour e in breve divenne un simbolo di forza morale, buonumore, ottimismo. Bob Hope non si è mai fermato: a 87 anni, nel 1990, durante la guerra del Golfo, era ancora li, sul palcoscenico a intrattenere i soldati. Partecipava regolarmente allo spettacolo natalizio per le truppe in combattimento in angoli sperduti del pianeta. Quello di maggior successo fu nel 1966, dal Vietnam: lo videro 65 milioni di persone. Leslie Townes Hope nacque in Inghilterra nel 1903. I genitori emigrarono in America nel 1907, in Pennsylvania, nel mezzo di una delle più gravi crisi economiche del paese. il piccolo Leslie aiutava, vendeva giornali, riparava le scarpe, faceva il caddy al Golf, gioco che divenne una sua passione. Istituì un torneo, il “Bob Hope Golf Classic”; è ancona oggi uno dei più seguiti. A scuola i compagni lo prendevano in giro per il suo nome. Fu allora che lo semplificò: Bob. Finita la scuola fece di tutto, pensino il pugile. Alla fine prevalse il mondo dello spettacolo, cantava, recitava, divenne un divo del Vaudville. Nel 1930 approdò al tempio del Vaudville, the Palace. Poi fece la radio e nel 1938 il debutto a Hollywood. Negli anni Cinquanta approdò alla televisione e fu di nuovo un successo. La sua forza: la capacità di resistere alle intemperie del tempo restando sempre se stesso. Ha accumulato talmente lati premi da costruire un capannone per tenerli. E con il successo, con l’amore del pubblico in parallelo c’è stata la fortuna economica. Nella buona tradizione americana, l’ha restituita in buona parte in donazioni benefiche. “È stato l’attore che mi ha ispirato di più” ha detto Woody Allen. Alla sua morte a 100 anni le radio suonavano “Thanks for the Memories”, il suo primo grande film di successo a Hollywood, in cui interpretava una canzone che divenne un classico: “Grazie per i ricordi”.
Da Il Sole-24 Ore, Martedì 29 luglio 2003