| Anno | 2026 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 94 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Federico Greco, Mirko Melchiorre |
| Uscita | lunedì 2 febbraio 2026 |
| Distribuzione | OpenDDB |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 2 febbraio 2026
Docenti, filosofi, esperti italiani e internazionali spiegano il processo lento ma continuo che ha portato le scuole a somigliare ad aziende, e gli effetti critici sull'educazione dei più giovani. D'istruzione pubblica è 110° in classifica al Box Office. venerdì 13 marzo ha incassato € 236,00 e registrato 5.334 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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La scuola italiana statale, cioè ad accesso libero, di tutti, è assediata e disintegrata da decisioni della politica, gradualmente indebolita e distolta dagli obiettivi che la Costituzione detta agli articoli, 3, 33 e 34: principio di uguaglianza, libertà di insegnamento, diritto universale all'istruzione. In direzione contraria a tale progetto di emancipazione, soprattutto dei meno privilegiati, un disegno preciso mira a favorire istituti privati e ad imporre un'idea d'insegnamento funzionale agli obiettivi dell'ideologia neoliberista.
Ad "aziendalizzare" la scuola, trasformarla da luogo di sapere, anche emotivo, e crescita personale e collettiva, a laboratorio per futuri "prestatori di competenze".
Non è un'ipotesi, ma un dato di fatto, argomentato e analizzato da docenti, saggisti, economisti ed esperti di leggi e decreti scolastici, in D'istruzione pubblica, scritto e diretto da Federico Greco e Mirko Melchiorre (con Adriano Cutraro, già autori di PIIGS, e insieme di C'era una volta in Italia - Giacarta sta arrivando) e prodotto da Studiozabalik con Antropica. Pareri competenti collegano tra loro le circostanze storiche e le decisioni politiche che hanno portato allo stato attuale, mentre con la sua storia particolare, Lorenzo Varaldo dell'Istituto Sibilla Aleramo di Torino testimonia la sua memoria di insegnante, il suo passato recente di attivista (come coordinatore del "Manifesto dei 500", gruppo nato nel 1999 in città in opposizione alla riforma dei cicli scolastici) e il suo presente di dirigente scolastico (vale a dire l'ex preside) alle prese con questioni didattiche ma anche molto pratiche.
Con un montaggio serrato e fluido, nonostante la grande quantità di concetti e affermazioni, e l'inserimento di alcune animazioni lo-fi a contrasto con le interviste, in stile Guerre stellari, come la titolazione, gli autori sintetizzano un processo, apparentemente irreversibile, di "disarticolazione della scuola della Costituzione" (Marina Boscaino). Iniziato con la riforma Berlinguer, emanazione della "legge Bassanini" sull'autonomia della Pubblica Amministrazione, che ha di fatto costretto ogni istituto ad autoregolarsi, soprattutto economicamente, e proseguito con tagli di varia entità al Ministero dell'Istruzione, operati dai responsabili a venire.
La finalità del film è riportare l'attenzione dell'opinione pubblica, e quindi anche favorirne la mobilitazione, sul tema centrale dell'istruzione. Una realtà che coinvolge un milione di lavoratori e sette milioni di studenti. Ibrido di film d'inchiesta e osservazione sul campo, che non rinuncia a parentesi creative, D'istruzione pubblica, come i precedenti del duo registro, è il classico caso di "film-innesco" o da cineforum, nel senso di naturalmente destinato ad essere sviscerato e interpretato nei suoi passaggi da un pubblico che ha a cuore il progresso civile del Paese.
L'analogia con ciò che già è in corso con il Servizio Sanitario Nazionale è piuttosto ovvia; molto meno scontata è l'operazione di memoria che gli autori restituiscono su diritti raggiunti tempo fa e dati erroneamente per irrevocabili, acquisiti: la scuola per tutti fino a 13 anni (1962), l'istituzione della scuola materna statale (1968), le "150 ore" retribuite per la formazione dei lavoratori (1973), l'integrazione degli alunni disabili nella scuola dell'obbligo (1977). Se i dati OCSE 2020 restituiscono l'immagine di un'Italia in cui uno studente su quattro non comprende ciò che legge, il film contiene molte risposte per chi è interessato a capire come ciò sia stato possibile.
Dopo PIIGS, sull'austerity nell'Eurozona, e C'era una volta in Italia, sulla privatizzazione della sanità del Belpaese, Greco & Melchiorre dedicano al «graduale smantellamento» della scuola pubblica in Italia il terzo titolo della loro ruspante trilogia sui mali del neoliberismo, individuando nella riforma Berlinguer l'avvio di un processo di "aziendalizzazione" dell'istruzione che porta dritto al [...] Vai alla recensione »