Renoir

Film 2025 | Drammatico 116 min.

Regia di Chie Hayakawa. Un film con Yumi Kawai, Lily Franky, Ryôta Bandô, Charlie St. Cyr, Hikari Ishida. Cast completo Genere Drammatico - Giappone, Francia, Singapore, Filippine, Indonesia, 2025, durata 116 minuti. - MYmonetro 2,61 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 19 maggio 2025

Nella mente di un'adolescente inquieta, costretta a misurarsi con la crudeltà della vita in un momento traumatico.

Consigliato nì!
2,61/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 3,21
PUBBLICO
CONSIGLIATO NÌ
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Cinema
Trailer
La sottrazione emotiva della regia rende il film volutamente ermetico fino all'irresolutezza.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 19 maggio 2025
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 19 maggio 2025

Tokyo, tardi anni 80. Quando il padre scopre di essere affetto da una malattia terminale e la madre riceve una promozione a manager che la tiene costantemente occupata, l'undicenne Fuki si trova sempre più sola e in cerca di risposte sui traumi dell'esistenza e su cosa celi il mondo degli adulti.

Dopo lo scioccante Plan 75, che fece parlare di sé ancor più per il soggetto inquietantemente vicino alla realtà che per i meriti artistici, Chie Hayakawa si relaziona nuovamente con la morte in Renoir, racconto di un'adolescente la cui irrequietezza cresce in prossimità della dipartita del padre.

La scelta di ambientare Renoir - il titolo ha un aggancio minimo con la narrazione, e si deve alla passione di Fuki per i quadri del celebre pittore impressionista - nei tardi anni '80 significa far collassare il dramma nel contesto del boom economico e dell'ambizione da super-lavoro, incarnata dalla figura della madre di Fuki.

Di fronte all'ineluttabile e al tragico, la reazione della donna è apatica, quasi che la morte fosse solo un evento in agenda, una pratica da archiviare in fretta: mentre la vita del marito si avvicina alla fine, lei frequenta un altro uomo, prepara il vestito funebre anzitempo e trascorre le giornate in ufficio, trascurando tanto il consorte che una Fuki sempre più sola e inquieta.

Nella sequenza iniziale veniamo a conoscenza di Fuki vedendola frugare nella spazzatura. È solo la prima di una serie di strane abitudini a cui si dedicherà la ragazza di lì in avanti: come seguire parapsicologi in tv per cercare di emularli oppure lasciare messaggi a un anonimo centralino per incontri, rischiando di finire tra le braccia di un maniaco.

La sua curiosità, anche verso il morboso, è inesauribile e il suo atteggiamento è del tutto asettico e privo di pregiudizi, come se per cercare di comprendere quel che separa la vita e la morte occorresse esperire il più possibile del mondo dei "grandi".

Sposando in toto il punto di vista di Fuki, anche la regista sceglie l'astrazione e l'ellissi, a costo di rendere meno fluida la narrazione. Avendo visto quel che il cinema giapponese ci ha offerto nei decenni, risulta difficile scandalizzarsi ancora per l'impassibilità dei personaggi di fronte alle situazioni più orribili. E così la sottrazione emotiva di Hayakawa finisce per rendere il film volutamente opaco, insensibile alle situazioni più scabrose, ermetico a ogni interpretazione, fino al punto di non riuscire a discernere chiaramente tra quel che avviene solo nella mente di Fuki e quel che accade nella realtà.

L'equilibrio tra i due piani è gestito dalla regista immedesimandosi nella sensibilità della ragazzina, ma semplificando l'immaginario fino al cliché. L'astrazione dai sentimenti finisce per tradursi in irresolutezza, in un epilogo che lascia molte domande aperte e molti dubbi di comodo.

Citazione doverosa per Lily Franky, attore-feticcio di Hirokazu Kore-eda: il suo ruolo, quello del padre malato, gli lascia pochi minuti in scena, ma la sua è una prova di minimalismo impeccabile.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 27 maggio 2025
Ilaria Feole
Film TV

Inizia come un cupissimo thriller, questo coming of age agrodolce sull'estate particolare dell'undicenne Fuki, ma è un thriller che va in scena solo nel suo iperattivo cervello di preadolescente. Siamo nel Giappone del 1987, tra primi esperimenti di dating virtuale (tramite segreterie telefoniche) e «cure miracolose» contro il cancro, che si sta portando via il papà di Fuki: i medici dicono che non [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 maggio 2025
Massimo Causo
Duels.it

Sensibilità a latere, sentimento di esclusione, percezione dei margini del vivere: Chie Hayakawa è una regista che si muove nella società iperproduttiva giapponese guardando a ciò che sta fuori dal ciclo sociale. Lo aveva già dimostrato con la sua opera prima, Plan 75, menzione speciale della Camera d'Or 2022, la ritroviamo ora in Concorso a Cannes78 con il suo secondo film, Renoir, in cui torna a [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 maggio 2025
Giampiero Raganelli
Quinlan

«L'universo si sta dilatando», dice Alvin bambino, alter ego infantile di Woody Allen in Io e Annie, nel ritratto di un fanciullo che si mostrava già eccentrico e cupo. Una mentalità cinica quanto ingenua come quella di Fuki, la protagonista del film Renoir, opera seconda di Chie Hayakawa, in concorso al Festival di Cannes 2025. La regista giapponese si era segnalata per il suo primo film, Plan 75, [...] Vai alla recensione »

domenica 18 maggio 2025
Elisa Battistini
Quinlan

Tra gli impressionisti più noti, Pierre-Auguste Renoir è probabilmente il più ammaliato dalla bellezza e dalla luce che da essa sembra promanare, nonché dalla grazia possibile insita nelle situazioni quotidiane, sia famigliari che conviviali. Fuki (una meravigliosa giovane attrice che risponde al nome di Yui Suzuki) resta incantata dal Ritratto di Irene Cahen d'Anversa che Renoir realizza tra il 1879 [...] Vai alla recensione »

domenica 18 maggio 2025
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Fuki è una bambina che ha 11 anni. Suo padre è un malato terminale ormai perennemente in ospedale, la madre è in una fase di esaurimento nervoso: il suo lavoro le sottrae il tempo necessario per restare con la figlia. È per questo che Fuki si rifugia nel sogno, nella fantasia, in qualcosa di parallelo, ma anche di avventato, come telefonate che provocano incontri pericolosi.

sabato 17 maggio 2025
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

1987, periferia di Tokyo. L'undicenne Fuki lotta: il padre Keiji ha il cancro, la madre Utako lavora a tempo pieno. E lei, che fare? L'immaginazione è la via, la verità e la vita, e quanto perigliosa? Renoir, che evoca poeticamente il pittore Auguste (in camera tiene la riproduzione del Ritratto di Irene Cahen d'Anversa) e il regista Jean, è il secondo lungometraggio della giapponese Chie Hayakawa: [...] Vai alla recensione »

sabato 17 maggio 2025
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Ogni tanti gli angeli esistono. Un'apparizione a tavola. Un intervento salvifico sotto la pioggia. Fuki, 11 anni, vede il padre che gli compare davanti. Chie Hayakawa disegna in modo toccante tutte le traiettorie del ricordo e dell'immaginazione. I luoghi entreranno nella sua memoria, per sempre, in quell'estate del 1987 a Tokyo quando il padre è stato ricoverato in ospedale perché malato terminale [...] Vai alla recensione »

NEWS
CANNES FILM FESTIVAL
lunedì 19 maggio 2025
Emanuele Sacchi

La regista che lavora per sottrazione emotiva ma lascia molti dubbi. Grande interpretazione di Lily Franky. In concorso. Vai all'articolo »

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