| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 134 minuti |
| Regia di | Anna Cazenave Cambet |
| Attori | Vicky Krieps, Monia Chokri, Viggo Ferreira-Redier, Antoine Reinartz, Féodor Atkine Park Ji-min, Manuel Vallade, Aurelia Petit, Salif Cissé, Julien De Saint Jean, Malou Khebizi, Anna Sigalevitch, Tallulah Cassavetti, Antoine Michel. |
| Uscita | giovedì 30 aprile 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Wanted |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento martedì 2 dicembre 2025
Clémence, dopo la separazione e l'amore per una donna, affronta la manipolazione dell'ex marito che le impedisce di vedere il figlio liberamente. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, 1 candidatura a Lumiere Awards,
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CONSIGLIATO SÌ
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La separazione tra Clémence e il marito Laurent sembra all'inizio serena, senza troppi problemi nel gestire la custodia condivisa del figlio di otto anni Paul. Avendo abbandonato il mestiere di avvocato, Clémence si è data nel frattempo alla scrittura, all'amato nuoto in piscina e alla scoperta dei rapporti con le donne. Proprio questo dettaglio fa inasprire il rapporto con Laurent, che attraverso la manipolazione del bambino intrappola Clémence in un'odissea giudiziaria impedendole di vedere il figlio se non sotto stretta supervisione.
Vicky Krieps è una delle certezze nel panorama del cinema indipendente europeo contemporaneo, e in Love Me Tender trova il tipo di progetto che meglio la rappresenta: opere coraggiose, personaggi tormentati, un salto tra lingue e culture diverse.
In cambio riceve la possibilità di aggiungere un'ennesima ottima interpretazione al suo catalogo, in uno sfaccettato dramma francese che parla di una donna a tutto tondo e non solo di una madre in lotta per la custodia del figlio. La regista Anna Cazenave Cambet, al secondo film dopo De l'or pour les chiens, fa un notevole balzo in avanti rielaborando il buon materiale dell'omonimo romanzo a firma di Constante Debré. L'ingrediente principale è il rovesciamento della dinamica più tradizionale quando si parla di affidamento di bambini - stavolta non è il padre ma la madre a essere ingiustamente messa da parte con la complicità delle imperfezioni nel sistema legale. Pur esplorando a fondo un tale elemento di carattere legale e sociale (costruendo peraltro un feroce ritratto di un uomo vendicativo fino alla totale irragionevolezza), il film mette in chiaro fin da subito di essere interessato a molteplici altri livelli di analisi, con un'ampiezza di respiro ben visibile nella durata e nell'attenzione riservata a una galleria di personaggi ben al di là del nucleo familiare; tra loro c'è il padre della protagonista Clémence, così come le varie relazioni in cui la donna è coinvolta, da quelle passeggere fino ai tentativi di far funzionare le cose con una compagna più stabile - e in questo Monia Chokri è sempre un'ottima scelta quando si tratta di dare sostanza a un personaggio che entra tardi nella storia.
Anna Cazenave Cambet dimostra quindi di avere occhio per le sfumature e per la complessità del racconto, e anche l'integrità artistica di trovargli una conclusione spinosa. Quella di Clémence è una storia che scorre attraverso anni, delusioni e continui cambiamenti, da un appartamento parigino all'altro, e a dispetto delle mille amarezze vederla sfrecciare - in piscina come in bici come nella vita - verso il suo stadio finale dà un senso di soddisfacente compiutezza.
Tratto dal romanzo omonimo di Constance Debré, Love me tender è il secondo lungometraggio della registra francese Anna Cazenave Cambet. Il film segue le vicende di Clémence (Vicky Krieps), ovvero una moglie-madre-donna che sceglie di confessare al marito Laurent (Antoine Reinartz) che le è capitato di aver avuto relazioni con altre donne e di essere da loro attratta.
Se esistesse un genere cinematografico riservato ai film inautentici, Love Me Tender vi figurerebbe come una delle pietre miliari. Il film di Anna Cazenave Cambet - tratto dal romanzo omonimo di Constance Debré - vorrebbe essere un Kramer contro Kramer aggiornato ai nostri tempi, dove la battaglia per la custodia del figlio non nasce da incomprensioni affettive o dinamiche relazionali, ma dalla necessità [...] Vai alla recensione »