| Anno | 2025 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Mimi Cave |
| Attori | Nicole Kidman, Gael García Bernal, Matthew MacFadyen, Jude Hill, Jeff Pope (I) Isaac Krasner, Lennon Parham, Rachel Sennott, Chris Witaske, Andrew Sodroski, Jacob Moran, Jonathon Pawlowski, Sue Rock, Bethany DeZelle, Jessejames Locorriere, Whitney Anderson, Ted Welch, Charissa Kroeger, Irish Ann Burch, Corey Anderson. |
| MYmonetro | 2,33 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento giovedì 27 marzo 2025
La vita perfetta di una donna nella pittoresca Holland, nel Michigan, crolla quando lei e un'amica scoprono un contorto segreto tra loro.
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Holland, Michigan, è una cittadina americana ispirata a un villaggio olandese del XVIII secolo, con tanto di mulini a vento, tulipani e case col graticcio. Per Nancy Vandergroot è un posto ideale dove crescere il figlio preadolescente e vivere nel modo più placido possibile il matrimonio con l'ottico Fred. Se non fosse che qualcosa comincia a stonare e che Nancy si sia convinta che il marito le nasconda un segreto. O forse è lei stessa che, desiderando tradire Fred con l'insegnante d'arte della scuola in cui lavora, ha immaginato tutto pur di giustificare il proprio desiderio. O forse c'è dell'altro ancora, nascosto dietro la patina di un mondo fin troppo perfetto.
Nicole Kidman riprende il ruolo già affrontato in La donna perfetta, remake del classico distopico inglese La fabbrica delle mogli, e rompe ancora una volta la cornice dell'American Way of Life.
A guidarla è la regista Mimi Cave, diventata famosa nel 2022 con l'horror Fresh, in cui trasformava la storia d'amore tra una ragazza sola e un ragazzo premuroso in un incubo dove il corpo femminile veniva fatto a pezzi e mangiato da uomini antropofagi, che riprendendo le ambientazioni middle-class del melodramma famigliare e le invenzioni iperrealiste di David Lynch (impossibile non pensare a Velluto blu di fronte a tutti quei tulipani...), porta dentro il lato oscuro del sogno americano.
Ciò che appare come un viaggio in fondo scontato - e che finisce per esserlo, dopo aver provato a percorrere strade più innovative - si ravviva solamente quando abbraccia il versante dichiaratamente onirico della vicenda. Nella prima parte, quando il segreto che circonda la vita di Nancy è solo una suggestione, il film riproduce la percezione distorta e soggettiva della protagonista e realizza interessanti sequenze oniriche. Il sogno della protagonista, che si ritrova a percorrere a piedi la sua stessa città trasformata in un plastico simile ai modellini del marito, è notevole per senso di disagio ed estetica kitsch. Cave riprende anche il tema dello smembramento del corpo femminile, qui tramutato da carne viva (flesh) a plastica di un manichino.
Il resto del film, però, per quanto narrativamente solido e impegnato a rappresentare il disagio fisico e mentale di Nancy, percorre strade più note, dalla ricerca delle prove di un possibile tradimento che rimanda a un qualsiasi clone di Hitchcock, al rapporto che la donna instaura con l'amante, un immigrato messicano mal tollerato a Holland (a interpretarlo è Gael Garcia Bernal), trasportando la vicenda nel campo del dramma sentimentale. L'intento della regista e dello sceneggiatore Andrew Sodorski è fin troppo chiaro: non tanto portare lo spettatore verso lo svelamento del mistero, quanto far capire (e lo si capisce subito, purtroppo) che l'orrore di Holland, la cittadina, è sotto gli occhi di tutti fin dall'inizio, in bella vista nelle atmosfere fasulle e allucinate, nel bigottismo dei comportamenti, nel razzismo di fondo, nell'ansia di controllo e ordine.
Holland si situa dunque nel solco di film come American Beauty o il più recente Don't Worry Darling (che veniva anch'esso da La fabbrica delle mogli), che nel corso degli anni hanno raccontato il sogno americano come un incubo indistinguibile dall'idillio (o un idillio pronto a sfociare nell'incubo). Al tempo stesso cerca anche contatti con altri generi e immaginari, come l'horror psicanalitico di Midsommar - Il villaggio dei dannati, dove il trauma di una ragazza genera il suo imprigionamento in una comunità di folli organizzati, di cui ritrova forse non casualmente il direttore della fotografia Pawel Pogorzelski.
Niente di nuovo, dunque, e niente di nemmeno così coinvolgente, per quanto a livello visivo e nell'intelligente uso delle scenografie digitali si coglie qualcosa di autentico nel cinema di Mimi Cave, capace di rompere la cornice del suo esso film ed esibire quel disordine che può far tornare la vita laddove il mondo è stato ridotto a una copia inerme.
Si resta esterefatti, tra recuperi di oggetti vintage e il miscuglio di generi. Unica nota positiva, la condanna del razzismo contro il povero Gael Bernard
Holland esiste davvero, sulle sponde del lago Michigan: una cittadina fondata nel 1847 da coloni olandesi, che ogni anno attira migliaia di turisti col suo festival dei tulipani. Un posto così, tanto ordinato e lezioso da sembrare un carillon a dimensione umana, non può che essere l'anticamera dell'inferno, e inizia a convincersene anche Nancy Vandergroot, casalinga modello e moglie dell'irreprensibile [...] Vai alla recensione »