| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Spagna |
| Regia di | Rodrigo Sorogoyen |
| Attori | Javier Bardem, Victoria Luengo, Marina Foïs, Vicky Luengo, Melina Matthews Malena Villa, Raúl Arévalo, Raúl Prieto, Núria Prims, Miguel Garcés, Pablo Gómez-Pando, Raquel Ferri, Mourad Ouani. |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 4,25 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 17 maggio 2026
Sorogoyen dirige il suo personale Effetto notte, affrontando una relazione padre-figlia molto tesa e dai problemi passati irrisolti.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Esteban Martinez è un regista spagnolo 56enne premio Oscar, da tempo trasferitosi negli Stati Uniti dove vive con la seconda moglie e due figli piccoli. Dopo molti anni di assenza Esteban torna in patria per girare il suo nuovo film, ambientato nel Sahara del 1932 quando era una colonia spagnola, e affida alla figlia di primo letto, la trentenne Emilia, un ruolo centrale, ignorando le accuse di nepotismo da parte dei media. Emilia, che si è fatta le ossa interpretando soprattutto serie televisive, accetta con riserva: suo padre ha lasciato lei e la madre molto tempo prima scomparendo dalla loro vita, dopo aver fatto subire a entrambe le sue intemperanze dovute all'alcool e alla droga. Del resto anche il film che Esteban vuole girare è una storia di tradimenti e di abbandoni: potrebbe diventare il pretesto affinché padre e figlia ritrovino il dialogo perduto?
El Ser Querido, che significa La persona amata, è l'ultima regia di Rodrigo Sorogoyen, la punta più alta della Nueva Ola iberica, ed è un film-mondo, perché racchiude in sé la visione artistica del regista a tutto tondo.
Innanzitutto in termini di stile, dato che Sorogoyen si diverte ad esplorare la Settima Arte in tutte le sue potenzialità, giocando con i colori e i suoni (o la loro assenza), con i fiumi di parole sovrapposte e i silenzi vertiginosi, con i formati, le musiche che esplodono in scene mirate, i primissimi piani degli attori e i virtuosismi cinematografici: la scena di apertura è un dialogo ininterrotto, un tour de force di una ventina di minuti in campo e controcampo che enuclea già la dinamica ad elastico fra i due protagonisti, lui maschio alfa abituato a dominare i set della sua vita, lei trentenne insicura ma decisa a cantarle chiare a quell'uomo che non deve chiedere mai, men che meno "scusa".
Sorogoyan spinge e spinge, spostando sempre più avanti la regia e la narrazione, incalzando senza sosta i suoi personaggi, cambiando toni e generi, dalla farsa al melodramma, dalla tenerezza e lo struggimento alla rabbia più caustica e perniciosa. El Ser Quierido è il suo Effetto notte anche perché incarna i nostri tempi in cui il cinema è diventato un ring, il teatro di nuove sensibilità e il palcoscenico di mutevoli dinamiche di potere. La finzione cinematografica è sempre evidente, sottolineata dall'incapacità di Esteban ed Emilia di gettare le reciproche maschere, li inchioda ai loro ruoli quando vorrebbero disperatamente uscirne e trovare la via di una riconciliazione.
Nella dinamica fra un padre regista egocentrico in cerca di redenzione e una figlia attrice in cerca di sé El Ser Quierido ricorda da vicino il recente Sentimental Value, ma qui non siamo nella Scandinavia algida e composta, qui siamo nella terra caliente in cui i sentimenti prendono toni incandescenti, e abbiamo davanti il viso intenso di Javier Bardem, monumentale nel ruolo di Esteban, macho latino che ha scoperto tardi la gentilezza e i doveri paterni, e che sa di aver ferito a morte la sua unica figlia femmina, "persona amata" e perduta in un tempo lontano e complicato, ripetendo lui stesso un modello paterno inadeguato.
La Spagna del film guarda con sospetto a quel suo figliol prodigo dopo aver criticato a lungo la sua fuga all'estero, e qui l'eco dell'attualità si fa sentire, ora che Bardem è diventato persona non grata ad Hollywood in conseguenza delle sue dichiarazioni pro Palestina ed è tornato a girare in patria. Esteban sa di aver sbagliato ma non capisce quanto certi suoi comportamenti, anche sul set, siano oggi inaccettabili, torna in un Paese più evoluto di lui che non più disposto ad accettare il suo sciovinismo.
Sorogoyen affonda la cinepresa negli sguardi di Bardem e di Victoria Luengo che interpreta il ruolo di Emilia con fragilità e reticenza, e restituisce al pubblico il piacere fisico della visione cinematografica creando scene da antologia (la colazione con i figli, il pranzo comico in mezzo al deserto). Il suo film è metacinematografico nel mostrarci le tante versioni possibili dell'essere umano, pronti a calarsi in vesti diverse a seconda del luogo, della circostanza, del momento della propria vita.
Esteban ed Emilia si colpiscono duro e si sfiorano con pudore, fanno (e si fanno) male senza volerlo, non sanno come riparare i danni inferti e subìti. Perché il tema centrale di El Ser Querido è la realizzazione che esistono punti di non ritorno, e che l'amore può non bastare a offrire, e a chiedere, perdono e accettazione.
La sequenza prima del titolo si svolge a tavola, ed è una lezione di regia in cui ogni dettaglio - sguardi, silenzi, contenuto dei bicchieri - parla. Come in una sliding door di Sentimental Value, un celebrato regista (Javier Bardem, in una versione più raffinata del suo ruolo in Madre!) chiede a una figlia trascurata di essere nel suo prossimo film.