| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia, Drammatico, |
| Produzione | Macedonia, Repubblica Ceca, Serbia, Croazia |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | Georgi M. Unkovski |
| Attori | Arif Jakup, Agush Agushev, Dora Akan Zlatanova, Aksel Mehmet, Adem Karaga Naci Saban. |
| Uscita | giovedì 23 ottobre 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 3,65 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 16 ottobre 2025
Un film che approfondisce le sfide del crescere in un contesto tradizionale e, allo stesso tempo, della scoperta della propria identità. Il film è stato premiato a Sundance, Dj Ahmet è 127° in classifica al Box Office. giovedì 12 marzo ha incassato € 204,00 e registrato 8.873 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Un remoto villaggio della Macedonia del Nord. Ahmet è un ragazzo di 15 anni che appartiene alla minoranza turca degli Yuruk. Il padre, rimasto vedovo, lo costringe ad abbandonare gli studi per sorvegliare venti pecore e occuparsi del fratellino Naim di 5 anni che non parla più. Cerca così rifugio nella musica di cui è appassionato e una notte si ritrova in un rave nel bosco dove per un attimo si illude di stare nel mondo che gli appartiene.
Le sue pecore scappano e arrivano alla festa ma una di loro si perde. Il padre decide così di punirlo facendolo dormire fuori e svegliandolo ogni mattina con l'acqua gelata. Il suo destino s'incrocia con quello di Aya, una ragazza diciassettenne sua vicina destinata a un matrimonio combinato con un uomo emigrato dalla Germania che vuole ad ogni costo evitare. Per raggiungere questo obiettivo, Ahmet diventerà il suo principale alleato.
Non c'è la corsa disperata di Benjamin/Dustin Hoffman come nel finale di Il laureato per cercare di impedire le nozze. Ma, da lontano, durante la cerimonia, c'è l'eco di un suono sempre più forte che rimbomba.
La musica, quasi proibita, produce spesso l'effetto di un terremoto in Dj Ahmet, primo lungometraggio del cineasta macedone Georgi M. Unkovski. Sembra spesso arrivare da lontano come nella prima inquadratura del film quando Ahmet sta ascoltando un brano con un suo compagno, diventa elemento ipnotico nel rave party dove il protagonista entra in una specie di sogno e appare sospeso tra una dimensione allucinata e da realismo magico.
Già il titolo Dj Ahmet evidenzia questa intima connessione tra il protagonista e la musica. Per lui, ma anche per Aya (la preparazione e l'esibizione del ballo), diventa l'unica possibilità di fuga, fisica e sensoriale, da un villaggio conservatore, dove il futuro per entrambi sembra già segnato. Unkovski, che prima di questo debutto aveva già diretto cinque episodi della serie Prespav, si mette già in luce per uno stile riconoscibile soprattutto per come produce una specie di sdoppiamento nei volti dei protagonisti, sospesi tra la loro condizione realistica e il sogno.
Si vede soprattutto dall'uso dei primi piani, in particolare sull'attore non professionista Arif Jakup nei panni di Ahmet, dove il suo viso è segnato dal sole, dalla fatica, dal dolore, con la luce a tratti abbagliata della fotografia di Naum Doksevski che crea una frattura con un ambiente apparentemente immutabile. Ma ci sono anche quelli su Awa, sempre ravvicinatissimi e sul fratellino Naim in cui emerge, senza bisogno di un solo dialogo, la complicità con Ahmet soprattutto nei momenti in cui il bambino lo guarda dal vetro della macchina quando il padre lo costringe ad andare dal guaritore per cercare di farlo parlare.
Dj Ahmet è un sorprendente, incantato ed energico musical pastorale sullo scontro e il tentativo di coesistenza tra tradizione e modernità. La musica tradizionale reinterpretata in chiave elettronica non rappresenta l'unico momento di rottura, ma anche la ricerca del segnale del wi-fi, i video su TikTok ed Instagram, mostrano il desiderio di uno sguardo più ampio sul mondo che non sia legato solo alla tradizione della comunità Yuruk. Unkovski trova il giusto equilibrio tra una rappresentazione oggettiva della vita e dei riti del villaggio ma senza nessuna traccia documentaristica e un tono umoristico straniante e contagioso.
Dj Ahmet è un coming of age con tracce di comicità slapstick evidente nei movimenti impazziti di Ahmet e nei ralenti del primo incontro tra il protagonista e Awa e del ballo. Sono come tocchi pittorici che vanno oltre la caratterizzazione dei personaggi, a volte solo tratteggiati nei cambiamenti (soprattutto quello del padre di Ahmet) e che mostrano nel cineasta una sorprendente inventiva fuori dal comune.
Film decisamente riuscito. La storia è piena di umanità e di sentimenti, il ritmo non ha punti di caduta, la colonna sonora è coinvolgente e gli attori sono bravissimi. Molto bella l'immagine finale della pecora rosa che torna nel gregge e ne guida la direzione.
Felicemente transitato dal Sundance Festival 2025, dove è risultato il miglior film drammatico internazionale, «Dj Ahmet» acchiappa e diverte, con uno sguardo positivo, sospeso tra dimensione reale e onirica. In un villaggio macedone, il quindicenne Ahmet, la cui famiglia appartiene alla minoranza turca degli Yörük, è costretto dal padre-padrone a lasciare la scuola per accudire il gregge di pecore [...] Vai alla recensione »