Divine Comedy

Film 2025 | Commedia, 98 min.

Regia di Ali Asgari. Un film Da vedere 2025 con Bahram Ark, Sadaf Asgari, Bahman Ark, Faezeh Rad, Mohammad Soori. Cast completo Genere Commedia, - Iran, Italia, Francia, Germania, Turchia, 2025, durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 15 gennaio 2026 distribuito da Teodora Film. Oggi tra i film al cinema in 3 sale cinematografiche - MYmonetro 3,28 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 17 dicembre 2025

Bahram, regista censurato, intraprende con la produttrice Sadaf un viaggio in Vespa per proiettare clandestinamente il suo film in Iran, sfidando il sistema. Divine Comedy è 32° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 2.408,00 e registrato 13.363 presenze.

Consigliato sì!
3,28/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,55
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un film che affonda il coltello nelle piaghe che la società iraniana non riesce a sanare.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 2 settembre 2025
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 2 settembre 2025

Bahram, un regista sulla quarantina che realizza film d'impegno, si vede ancora una volta proibire dalle autorità la proiezione del suo ultimo film. Cerca allora di trovare una soluzione muovendosi su una moto rosa insieme alla sua giovane produttrice dai capelli colorati. Trovare un luogo in cui poter proiettare la sua opera non sarà facile. Tutti temono il controllo delle autorità e vogliono evitare i guai.

Ali Asgari e Alireza Khatami tornano a fare coppia per una vicenda che racconta con ironia la dura vita dei registi non allineati in Iran.

Dopo Kafka a Teheran fa indubbiamente piacere ritrovare sugli schermi una coppia di autori che non hanno piegato il capo dinanzi alle minacce degli ayatollah. Girato in maniera semiclandestina grazie alla maggiore difficoltà di controllo governativo sul digitale (anche se è stato necessario avere alcuni permessi proponendo un soggetto diverso) questo film mostra e dimostra come il saper far uso della satira sottile possa talvolta risultare più efficace dei pamphlet con attacchi frontali e drammatici.

Le vicende di questo regista, che ha nel DNA anche il problema di avere un gemello che fa il suo stesso lavoro ma che sa come non scontentare i potenti, vengono seguite sin dalla prima sequenza con la leggerezza necessaria a far passare messaggi molto precisi.

Bahram e la sua produttrice, a cavallo di una moto rosa, sfrecciano per le vie di Teheran con una colonna sonora che non dispiacerebbe a Woody Allen. Questo è solo l'inizio di un percorso dolorosamente sorridente attraverso i gironi infernali di una censura che vorrebbe poter controllare tutto e che si attacca alla presenza di un cane in un film per poterne vietare la proiezione.

Il protagonista passa da un girone all'altro con la stessa aria attonita che Elia Souleyman offre ai suoi personaggi attorno ai quali si muove un'umanità di varia estrazione che cerca di sopravvivere all'assurdità di quanto la circonda. Bahram ostinatamente, anche se pacatamente, vorrebbe far trionfare almeno un minimo di razionalità e di libertà di espressione avendo la consapevolezza di aver realizzato un'opera che merita di essere magari criticata ma vista

Asgari e Khatami ci propongono un microcosmo che conoscono bene e del quale sanno porre in evidenza i punti deboli, senza lanciare dei j'accuse ma affondando il coltello nelle piaghe piccole e grandi che la società iraniana non riesce a sanare. Oltre a Dante, di cui viene citato per intero un passo della Commedia, viene in mente il motto latino "Castigat ridendo mores". Ali e Alireza sanno come applicarlo nel loro fare cinema.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 6 settembre 2025
Peer Gynt

Commedia molto "morettiana" (ammissione dello stesso regista in sala all'82. Mostra del cinema di Venezia) in cui si prende garbatamente in giro il sistema sociale iraniano e la sua censura, con assurdità talmente ridicole da suscitare l'idea di commedia, e visto che sono assurdità dettate direttamente da Dio, eccoci di fronte alla commedia divina del titolo (oltre ad [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 24 gennaio 2026
Claudio Fraccari
La Voce di Mantova

Non a Roma, né a New York. Con sottofondo jazz alla Woody Allen e una vespa alla Nanni Moretti, il quarantenne regista Bahram va in giro per Teheran - prima per ottenere il permesso di proiettare il suo ultimo film, poi per trovare chi sia disposto a farlo nonostante il divieto delle autorità. Le sue peripezie sembrano aver fine nella ricca dimora di una animalista, che accetta di far adibire a sala [...] Vai alla recensione »

sabato 24 gennaio 2026
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Un regista iraniano appartenente alla minoranza turca, Bahram Ark, ha girato un'opera d'autore, già circolata all'estero, che le autorità gli proibiscono di proiettare in patria senza correttivi. Deciso a far vedere il film così com'è, Bahram cerca soluzioni, muovendosi per Teheran su una Vespa rosa guidata dalla sua produttrice Sadaf, che ha i capelli azzurri e non indossa il velo.

sabato 24 gennaio 2026
Valerio Caprara
Il Mattino

Iran, oggi. Il quarantenne regista Bahram, adepto dei film impegnati, afflitto da un gemello anch'esso regista (però prudente e allineato) e puntualmente penalizzato dalla burocrazia ministeriale, anche dandosi da fare in tutti i modi -compresi quelli più bislacchi- non riesce a trovare la sala dove proiettare la sua ultima opera. Nonostante percorra in lungo e largo le strade di Teheran su una Vespa [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 gennaio 2026
Alberto Morsiani
Cineforum

Nella "Divina Commedia", Dante attraversa i nove gironi dell'Inferno per raggiungere il Paradiso. Qui, sembra che il protagonista stia compiendo il viaggio inverso. All'inizio è il Paradiso, ma non dura a lungo. Bahram e Sadaf sono liberi, felici, spensierati. Ma non appena si scontrano con il capo reazionario degli affari culturali, inizia la loro discesa nell'inferno cinematografico.

sabato 17 gennaio 2026
Alberto Crespi
La Repubblica

Si poteva intitolarlo Divina commedia, visto che il regista Ali Asgari conosce l'Italia, parla perfettamente italiano e ha scelto il titolo non perché nel film si parli di Dante Alighieri, ma come omaggio a un Paese e a una cultura che ama. Rimane invece il titolo internazionale Divine Comedy (quello iraniano è Komedi-e elhi) ma voi non spaventatevi: è un film ironico e divertente, capace al contempo [...] Vai alla recensione »

sabato 17 gennaio 2026
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Non è un buon momento per lasciare l'Iran. Precisiamo: il momento sarebbe ottimo, prima le donne e i bambini - se riuscissero però a salire su un aereo e lasciarsi gli ayatollah alle spalle per sempre. Mica facile. Peggio è per un regista. Con studi a Roma, che voglia presentare il suo lavoro al pubblico europeo. Questo "Divine Comedy" racconta la difficoltà di mostrare nelle sale iraniane - piccole [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 gennaio 2026
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Cose mai viste: una commedia iraniana già la formula è insolita, oggi poi non ne parliamo in cui una sorta di Nanni Moretti persiano scorrazza per Teheran su una Vespa rosa guidata da una ragazza con i capelli blu. Situazioni surreali: il giovane in Vespa è proprio un regista, la ragazza è la sua produttrice e i due stanno andando al ministero della Cultura, dove lui cercherà di convincere i guardiani [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 gennaio 2026
Wendy Ide
Screen International

L'ultimo film di Ali Asgari è una satira libera e arguta che svela la stratificazione infinita della burocrazia culturale iraniana. Bahram (il regista Bahram Ark, che interpreta una versione romanzata di se stesso) realizza film d'autore in turco-azero, nessuno dei quali è mai stato proiettato in Iran. Quando anche al suo ultimo film viene negato il permesso di proiezione, Bahram e la sua produttrice [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 gennaio 2026
Giuseppe Ghigi
Il Gazzettino

Quel che blocca l'uscita in Iran dell'ultimo film di un autore impegnato è la presenza di un cane, e il cane è un animale coranicamente impuro. A questo i censori aggiungono altri argomenti speciosi per impedirne la proiezione e così il regista, in sella alla Vespa rosa della produttrice, tenta in tutti i modi di trovare un'alternativa. Di questi tempi un racconto, seppure ironico e leggero, sulla [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 gennaio 2026
Alessandra De Luca
Avvenire

Bahram è un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l'ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, l'uomo decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in Vespa da Sadaf, la sua produttrice, intraprende una missione clandestina per presentare finalmente il film al pubblico iraniano, eludendo la censura, l'assurda burocrazia del [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 gennaio 2026
Cristina Piccino
Il Manifesto

Ali Asgari in questi giorni doveva essere in Italia per accompagnare in sala il suo nuovo film, Divine Comedy, ma è rimasto bloccato in Iran dove nei giorni dei massacri che il regime sta compiendo contro le iraniane e gli iraniani che ne chiedono la fine è impossibile partire. Se non clandestinamente, con la quasi certezza di non poter tornare, e lui è invece uno di quelli che nel suo Paese ci vuole [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 gennaio 2026
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Con la giovane produttrice un cineasta 40enne, ancora una volta bloccato dalla censura, si batte per riuscire a ottenere i permessi per il nuovo film. Ispirato alla corrente attualità del far cinema in Iran, e in queste ore riflesso nella bruciante attenzione internazionale sulle sorti della dittatura e delle vittime della manifestazioni, è una riflessione sotto forma di commedia su cosa significa [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 gennaio 2026
Pedro Armocida
Il Giornale

Fa strano scrivere di una commedia iraniana che ironizza, con grazia, sulle assurdità del regime di un Paese in fiamme. Il protagonista è un regista che non ha il permesso di proiettare il suo film e che farà di tutto per eludere l'onnipresente censura (come nel precedente Kafka a Teheran non vengono mai inquadrati i burocrati). Più attuale di così. Da Il Giornale, 15 gennaio 2026

martedì 13 gennaio 2026
Maria Sole Colombo
Film TV

Per tramite del suo alter ego, l'attore Bahman Ark, Ali Asgari solca le strade di Teheran a bordo di una Vespa rosa confetto. Michele Apicella nel paese degli ayatollah: prima tappa, l'ufficio affari cinematografici della Repubblica islamica. Le maglie della censura si stringono attorno al cineasta dissidente, a cui si nega il permesso di proiettare il suo film, e nel tempo di un istante Divine Comedy [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 settembre 2025
Cinzia Cattin
Close-up

Ali Asgari ha raggiunto con Komedie Elahi, presentato ora al Lido, la sua quarta regia dopo i toccanti drammi Disappearance (2017), La bambina segreta (2022) e il più episodico e grottesco Kafka a Teheran (2023) girato insieme ad Alireza Khatami. Se pensiamo che gli ultimi due lungometraggi sono stati entrambi girati senza permessi ufficiali, e anzi, al regista è stato formalmente vietato di fare film, [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 settembre 2025
Giampiero Raganelli
Quinlan

Nel contesto di un cinema iraniano sempre più arrabbiato, sempre più militante, che trionfa ai festival con film che attaccano apertamente il regime quando non le leggi morali su cui si fonda, Ali Asgari confeziona con Divine Comedy (Komedie Elahi è il titolo originale), in concorso a Venezia Orizzonti 2025, una satira brillante quanto caustica, una metariflessione sul cinema e sul proprio ruolo di [...] Vai alla recensione »

sabato 6 settembre 2025
Matteo Mazza
Duels.it

È divina dantescamente e sapientemente e ironicamente perché offre un adattamento girovago ma con le idee chiare, a bordo di una Vespa, in cui il poeta, o meglio il regista Bahram, quarantenne, un'intera carriera realizzando film in turco-azero, nessuno dei quali mai proiettato in Iran, è accompagnato da Sadaf, la sua produttrice, un Virgilio al femminile con la lingua tagliente, alla ricerca di una [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 settembre 2025
Pompeo Angelucci
Sentieri Selvaggi

Bahram, regista turco-iraniano, e la sua produttrice Sadaf sono bloccati in questo assurdo limbo dal quale sembra impossibile uscire: il loro terzo film è finalmente pronto (dopo diversi anni di lavorazione) ma il Ministero della Cultura non permette la distribuzione a causa delle asfissianti regole di censura imposte dal regime. E il primo incontro che avviene è proprio tra il regista e il supervisore [...] Vai alla recensione »

martedì 2 settembre 2025
Chiara Nicoletti
La Rivista del Cinematografo

I registi iraniani che come Ali Asgari realizzano film che criticano o semplicemente sottolineano le numerose ingiustizie, incongruenze ed assurdità del regime, non hanno mai potuto godere della gioia di vederli proiettati nel loro paese. Lo aveva già raccontato con malinconia ed amarezza, Asgari, nel suo personalissimo documentario Higher than Acidic Clouds presentato allo scorso Torino Film Festival, [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
mercoledì 17 dicembre 2025
 

Regia di Ali Asgari. Un film con Bahram Ark, Sadaf Asgari, Hossein Soleimani, Bahman Ark, Mohammad Soori. Da giovedì 15 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

MOSTRA DI VENEZIA
martedì 2 settembre 2025
Giancarlo Zappoli

Ali Asgari torna a raccontare con ironia la dura vita dei registi non allineati. In Orizzonti.  Vai all'articolo »

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