| Titolo originale | Yûrei |
| Titolo internazionale | Spirit World |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Giappone, Francia, Singapore |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Eric Khoo |
| Attori | Catherine Deneuve, Yutaka Takenouchi, Masaaki Sakai, Jun Fubuki, Denden Keiichi Suzuki, Haruto Yoshida. |
| Uscita | giovedì 26 giugno 2025 |
| Distribuzione | Europictures |
| MYmonetro | 2,88 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 17 giugno 2025
Una leggendaria cantante francese incontra a Tokyo un uomo che le racconta di un mondo tra i vivi e i morti. In Italia al Box Office Spirit World - La festa delle lanterne ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 17,7 mila euro e 11,5 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Celebre cantante francese ormai ottantenne, Claire non si dà pace per la perdita della figlia. Sentendosi prossima alla fine, sceglie di esibirsi per l'ultima volta in un teatro di Tokyo. Yuzu, anziano ex musicista e da sempre estimatore di Claire, muore appena prima di poter andare al suo concerto. Al posto suo ci andrà il figlio Hayato, regista in crisi creativa da sempre in lotta con il vuoto esistenziale, che deriva dall'abbandono della madre Meiko. Qualche ora dopo il concerto anche Claire muore e il suo spirito, vagando tra i viventi, incontra quello di Yuzu.
Il lavoro di sottrazione nel percorso di regista di Eric Khoo lo ha portato gradualmente ad asciugare il proprio stile, sino alla radicalizzazione a cui assistiamo in Spirit World.
Ambientato in un Giappone che il regista singaporiano osserva e comprende sempre più dall'interno e sempre meno da forestiero, il film è un'esplorazione intima di elaborazioni del lutto e legami famigliari compromessi. L'empatia del regista (e sceneggiatore) verso la materia trattata è l'architrave su cui si regge l'intera operazione, che sacrifica ogni vezzo stilistico sull'altare dell'indagine emotiva.
Che si tratti di spiriti o di mortali in carne e ossa, i personaggi di Spirit World sono come marionette, mosse con impercettibile rigidità dal burattinaio-demiurgo, smarriti e schiacciati di fronte all'incomprensibile realtà, terrena e ultraterrena, che li circonda. Tanto l'oceano della seconda parte che la metropoli della prima rappresentano un elemento di inafferrabilità, vastità di spazio o densità popolose che non aiutano né a comunicare né a comprendere. Claire non trova risposte ai propri quesiti interiori negli omaggi che le tributano i fan giapponesi, così come Hayato non è scalfito dagli omaggi al proprio lavoro precedente di regista. La risposta immediata di tutti sembra essere il ricorso all'alcol (che si celi forse un doppio significato nel titolo Spirit World?), la "porta" che connette alla sfera creativa, ma che accelera il lavoro della fiamma sul cerino della vita.
Ad accomunare protagonisti distanti per provenienza e situazione di vita è la battaglia interiore, combattuta faticosamente, contro il nemico invisibile della depressione: in questo senso si muovono come spiriti intangibili tra gli estranei, "morti" tra i vivi, anche prima di divenire effettivamente presenze ultraterrene. Il depauperamento stilistico di Khoo conduce talora a sequenze così scarnificate da apparire quasi sciatte, come le immagini girate da droni durante il viaggio in riva all'oceano. Ma dove un altro regista avrebbe rigirato la scena, Khoo mostra la chiara intenzione di azzerare ogni distrazione per concentrarsi sul dissidio interiore, ovvero sul cosa e non sul come. Quasi che si trattasse di un dramma ambientato in un teatro vuoto, privato di ogni scenografia.
L'elemento autobiografico ricorre nel personaggio di Hayato - regista in un blocco creativo che perdura da anni - ma in ogni personaggio Khoo gioca sulla zona grigia che divide realtà e finzione: Catherine Deneuve è calata nei panni di una sorta di Françoise Hardy (le canzoni interpretate nel film sono scritte da Jeanne Cherhal), ma è indubbio che siano sue le preoccupazioni di una performer al crepuscolo della vita; Yuzu è interpretato da Masaaki Sakai - attore, cantante e artista marziale, nonché ex membro di una band di surf rock, The Spiders, proprio come nella finzione. Ma è come se Khoo ci invitasse a dimenticare tutte queste nozioni e ad accantonare la voglia di vedere un "bel film", per spegnere il logos e consegnarci senza remore al pathos.
La cantante Catherine Deneuve da quando ha perso la figlia non si esibisce più. Interrompe il suo silenzio per un ultimo concerto a Tokyo: in Giappone è ancora molto amata. Un vecchio fan compra il biglietto ma muore prima del concerto. Deneuve firma autografi, raccoglie gli applausi, poi va a rilassarsi al bar e muore bevendo sakè. Né lei né il fan di cui sopra escono dal film, una storia di fantasmi [...] Vai alla recensione »