| Titolo originale | Holy Cow |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 90 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Louise Courvoisier |
| Attori | Clément Faveau, Luna Garret, Mathis Bernard, Dimitri Baudry, Maïwene Barthelemy Armand Sancey Richard, Lucas Marillier. |
| Uscita | giovedì 26 giugno 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 3,57 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 giugno 2025
Un coming of age interpretato da attori non professionisti. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto 2 Cesar, 3 candidature e vinto 2 Lumiere Awards, In Italia al Box Office Tutto in un'estate! ha incassato 105 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nelle zone rurali a ovest della Francia, il diciottenne Totone si affaccia all'età adulta senza tante prospettive né opportunità, preferendo la baldoria scapestrata in compagnia degli amici Jean-Yves e Francis. Le cose cambiano con l'improvvisa morte del padre, piccolo produttore di formaggio, che lascia il ragazzo unico responsabile della sorellina Claire e bisognoso di costruirsi un futuro. Pur non avendo mai avuto interesse per l'attività del padre, e incapace di tenersi un lavoro, Totone si fa ingolosire dai trentamila euro di premio e decide di partecipare a un concorso per eleggere il miglior formaggio della regione. Per prima cosa gli serve del buon latte e per fortuna Marie-Lise, allevatrice di mucche, ha un debole per lui.
Un ottimo esordio per la trentenne Louise Courvoisier, che mette mano alla macchina da presa in un variegato connubio di dramma, commedia e spaccato sociale.
La regista firma anche la sceneggiatura (assieme a un altro giovane, Théo Abadie) in un tributo verso i luoghi in cui è cresciuta e che conosce bene, sfruttando l'aggancio e la curiosità delle meccaniche di produzione del formaggio per lasciar stagionare anche un ritratto affettuoso e sfaccettato della gente del posto.
Siamo nel Giura, dipartimento tra le montagne quasi al confine con la Svizzera (che nello stesso anno di Tutto in un'estate! fa da ambientazione a un altro bel film francese, Le roman de Jim), celebre per il formaggio locale, che è sua maestà il comté. Un'icona della cultura d'oltralpe in tutto il mondo, ma non per il giovane Totone, che lo snobba sia come mestiere di famiglia che più tardi, quando prova a trasformarsi in adulto responsabile lavorando in un caseificio. Le forme del formaggio sono un centro gravitazionale che viene scrutato e ammirato da persone tutt'intorno con i loro martelletti, ma alle orecchie del ragazzo - più che le vibrazioni sorde della materia - arriva una cifra: quella del premio per il formaggio vincitore della gara, che all'improvviso lo mette alla ricerca della perfezione gastronomica.
C'è tutto un filone di cinema francese il cui riguardo verso le realtà rurali, il paesaggio e il lavoro agricolo di certe zone del paese trascende il giusto orgoglio nazionale e sfiora quasi la campagna di sensibilizzazione statale. Del resto la ricca tradizione agricolo-culinaria e la sua recente crisi è un tema sempre attuale e spinoso, e Courvoisier come tanti registi prima di lei intesse questa consapevolezza nelle fibre del racconto.
Ma Tutto in un'estate!, proprio come il Comté, è un prodotto dal gusto complesso e pieno di livelli aromatici affastellati l'uno sull'altro, come ad esempio il lavoro proficuo con gli attori non protagonisti, con volti che sanno di curiosità e verosimiglianza, a partire proprio dal protagonista Clément Favreau, rivelazione diciannovenne dall'intensità tagliente e i tratti che ricordano un giovane Benoît Magimel. C'è poi una premessa che tende all'avventura picaresca e improbabile, con tanto di sequenze in pieno stile heist movie quando si tratta di trafugare il latte dalla fattoria di Marie-Lise. Anche in quel caso però gli autori non dimenticano mai di ancorare il tutto alla verità emotiva del reale, disegnando un rapporto intimo tra i due ragazzi che scivola fuori dal cammino tratteggiato.
Per un film d'esordio, insomma, il risultato e la pluralità di motivi d'interesse è notevole, e non mancherà di avvolgere lo spettatore in un concentrato di sensorialità estiva di cui rimangono negli occhi le tonalità terrene - i gialli pieni della paglia, del formaggio, dei mattoni - e un ruvido senso di autenticità.
Bel film ed attori non professionisti sorprendenti e ben guidati. Si tratta della storia burrascosa ma spumeggiante di un adolescente alla ricerca di un orientamento e un senso della sua vita, Totone (Clément Faveau), che parte male, ma che non degenera mai, in una provincia francese bellissima, di vacche, di fieno, di latte e di formaggio, a tal guisa da far profumare così le parti intime [...] Vai alla recensione »
La Francia rurale si fa teatro per storie d'approdo all'età adulta di respiro universale. In una comunità agricola che ricorda l'acclamato «La famiglia Bélier» (2014) - benché i toni da commedia siano smorzati in favore di corde drammatiche - va in scena l'estate di Totone, 18enne festaiolo e spensierato, che di colpo si ritrova catapultato fuori dall'adolescenza, in una morsa di obblighi morali e [...] Vai alla recensione »