| Titolo originale | Marianengraben |
| Anno | 2024 |
| Genere | Avventura, Commedia, Drammatico, |
| Produzione | Lussemburgo, Italia, Austria |
| Durata | 87 minuti |
| Regia di | Eileen Byrne |
| Attori | Luna Wedler, Edgar Selge, Willie Vonnemann, Martin Abram, Anna Stieblich Katharina Grabher, Nicolas Lech. |
| Uscita | giovedì 24 aprile 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Trent Film |
| MYmonetro | 3,48 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 23 aprile 2025
Basato sull'omonimo e acclamato romanzo della biologa e scrittrice tedesca Jasmin Schreiber In Italia al Box Office La Fossa delle Marianne ha incassato 29,3 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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La giovane Paula è perseguitata da un incubo ricorrente: si trova nel buio di un inospitale fondale marino insieme a un bambino che, come lei, fatica a riemergere dall'acqua. Il sogno ha un'origine ben precisa: Paula ha da poco perso il suo fratellino, annegato in mare a Trieste mentre si trovava in vacanza con lei. Soffocata dal senso di colpa, visita regolarmente la tomba del fratello. Un giorno, al cimitero, fa un incontro inaspettato: un uomo anziano sta cercando di trafugare l'urna della moglie defunta e ha bisogno del suo aiuto per scavare e scappare in tempo prima che le guardie riescano a fermarlo. Quell'uomo si chiama Helmut e sarà l'improbabile compagno di avventure di Paula in un rocambolesco viaggio verso l'Italia a bordo di un camper sgangherato.
Per il suo esordio al lungometraggio la regista lussemburghese Eileen Byrne dirige un road movie dolce e malinconico ma carico di speranza, ambientato fra Germania, Austria e Südtirol e dedicato al tema dell'elaborazione del lutto.
Basato sull'omonimo romanzo best seller della scrittrice e biologa tedesca Jasmin Schreiber, La fossa delle Marianne è stato presentato in anteprima in Italia al Bolzano Film Festival 2025, come proiezione di chiusura della rassegna cinematografica. Già premiato al San Diego International Film Festival 2024, il lungometraggio mette al centro la strana amicizia tra un uomo anziano cinico e trasandato e una giovane donna brillante, ma profondamente inquieta.
Apparentemente agli antipodi, i due sono legati da un dolore comune: quello di un lutto difficile da superare. Chi, d'altronde, meglio di una persona che prova la tua medesima tristezza può comprenderla fino in fondo? Nella condivisione della solitudine, della disperazione per la morte, della tragica ricerca di un significato dell'esistente non esistono barriere di genere o di età - sembra raccontarci il film. Allora dall'oblio diventa possibile risalire, l'insondabile Fossa delle Marianne diviene simbolo di un'oscurità interiore da cui si può tuttavia trovare una via d'uscita.
Nella tragicommedia di Eileen Byrne l'incontro con l'altro viene così raccontato come l'antidoto che consente di superare momenti di profonda depressione e forte smarrimento. Non importa se questo incontro non è sempre rosa e fiori; se è fatto di litigi e avvicinamenti, incomprensioni e riconciliazioni. Incontrare l'altro, in qualsiasi forma e modalità, significa scoprire qualcosa di nuovo anche su sé stessi, acquisire consapevolezze inedite, ridimensionare il proprio dolore avvicinandosi a quello altrui; scoprire, soprattutto, che è comunque possibile continuare a vivere e andare avanti.
Per portare sullo schermo questo percorso condiviso di elaborazione del lutto, Byrne decide di mescolare dramma e commedia, alternando con sapienza scene rocambolesche e al limite dell'assurdo, a momenti di maggior serietà e carica emotiva. Ad interpretare i due protagonisti - connessi da una chimica evidente a tratti tragica e a tratti umoristica - un'intensa Luna Welder nei panni della giovane Paula e uno stralunato e testardo Edgar Selge nel ruolo del malconcio Helmut.
Le loro vicende sono incorniciate dalla fotografia di Petra Korner, che cattura la bellezza del paesaggio naturale in cui si muovono Paula ed Helmut, silenzioso e immutabile rispetto ai loro subbugli interiori. Nonostante alcuni cliché che ricalcano gli stilemi del genere road movie, La fossa delle Marianne si dimostra un film capace di affrontare con gentilezza temi complessi come la perdita, la depressione e il senso di colpa, strappando al pubblico qualche lacrima, ma anche un sincero sorriso.
Potrebbe essere risolto facilmente da chi non l’ha mai provato veramente, e può essere pensato come qualcosa che richiede solo del tempo e che col tempo svanisce senza lasciare traccia. Mi riferisco al senso di colpa che può accompagnare un lutto particolare. Non certo la morte dei genitori, dei nonni, o parenti anziani, cosa che fa parte naturale della vita umana, per quanto dolorosa [...] Vai alla recensione »
S'incontrano al cimitero. Di notte. La giovane biologa sulla tomba del fratello minore morto annegato, doveva guardarlo lei ma dormiva ubriaca. II vecchio sta trafugando l'urna con le ceneri della moglie, vuole seppellirla altrove. Si mettono in viaggio sul camper di lui. Dall'Austria all'Italia. Prima tappa una casa in Sud Tirolo, poi lei vorrebbe proseguire per Trieste.