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Ultimo aggiornamento mercoledì 14 gennaio 2026
Serie ambientata nel pericoloso mondo della boxe illegale nella Londra vittoriana del 1880.
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CONSIGLIATO N.D.
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Dramma storico ambientato nella Londra di fine Ottocento, A Thousand Blows è una serie ambientata nel pericoloso mondo della boxe illegale nella Londra vittoriana del 1880 e si concentra su alcune bande criminali che hanno caratterizzato quegli anni.
Una seconda stagione ricca e trascinante
Recensione
di Andrea Fornasiero
Dopo il non proprio riuscito ultimo colpo di Mary Carr, la sua banda di donne briganti si è sciolta. Ma in questi mesi Mary ha pianificato un'impresa criminale e subito cerca di convincere le sue compagne a riunirsi a lei. Una parte cruciale del nuovo piano è però affidata a una donna di New York, una mesmerista, capace di ipnotizzare il pubblico e di creare quindi un diversivo per il furto. I fratelli Goodson nel mentre non se la passano bene: Sugar è diventato un alcolizzato che vive per strada e solo l'altruismo di Hezekiah lo salva dall'annegare in una pozzanghera o finire schiacciato da una carrozza.
Suo fratello Edward ha poi problemi di coppia, con la moglie che si è assentata perché non lo sopportava più, inoltre il suo equilibrio cerebrale è ancora incrinato dal pestaggio subito da Sugar - a tenere la testa sulle spalle, con il progetto di rilanciare il ring del loro pub, c'è però Thomas, il figlio di Edward. Hezekiah, bandito dalla boxe, non ha più niente da perdere e progetta di vendicarsi dell'inglese che ha comandato il massacro delle proteste in Jamaica in cui è morto suo padre. Infine il capo della polizia Murtaugh riceve notizia che un pericoloso anarchico francese si starebbe nascondendo proprio nel quartiere una volta comandato dai Goodson.
La seconda stagione di A Thousand Blows arriva a nemmeno un anno di distanza dalla prima, ma non per frettolosità, è anzi densa come la precedente, incalzante, e giunge a un finale del tutto soddisfacente.
Non è al momento noto se ci sarà una terza stagione, ma se non ci fosse non sarebbe una tragedia vista la buona conclusione. Del resto la serie è stata da subito pensata in dodici episodi, spezzati in due tronconi ma in larga parte girati insieme, tanto che la prima stagione si chiudeva con le immagini della successiva - un po' come accade abitualmente con Slow Horses girato a coppie di annate.
Steven Knight, autore anche di Peaky Blinders, resta saldamente al timone di A Thousand Blows e la coppia di attori di Adolescence, Stephen Graham ed Erin Doherty, fresca di Golden Globes, conferma il proprio valore. Il personaggio di Mary Carr in particolare è più riuscito questa volta, l'umiliazione per il precedente fallimento e il tormento per la condizione della madre le donano un maggior spessore umano. Così com'è meno bidimensionale Sugar Goodson, sempre feroce ma pure costretto a prendersi delle responsabilità a causa delle difficoltà del fratello, di cui lui stesso è causa. Inoltre Murtaugh è una nemesi di tutto rispetto, che mette alle strette i protagonisti obbligandoli a trovate ingegnose.
Come già nella prima parte c'è però qua e là un eccesso di carne al fuoco, con personaggi sacrificati a volte in nome del colpo di scena, ma in altri casi con trame risolte e accantonate in modo semplicemente sbrigativo, per esempio per quel che riguarda la nobildonna nera Lady Victoria e il cinese Lao Lam - il ruolo di quest'ultimo è davvero evanescente. Anche il rapporto che viene creato tra Hezekiah e due personaggi lontani dall'indagine di Murtaugh finisce per essere poco più che decorativo, il primo è un giovane reale che terminata la sua funzione narrativa esce di scena, il secondo è un pugile americano che invece arriva nelle ultimissime puntate solo per dare il là a un possibile proseguimento newyorkese. Le acerrime rivalità sul ring della prima parte della serie sono dunque un lontano ricordo e infatti anche le sequenze di pugilato sono meno presenti e incisive.
Hanno invece più spazio gli scontri di strada, il primo dei quali è davvero piuttosto spettacolare, soprattutto per come fa uso della vastità e della ricchezza dell'ampio set della serie. Ci si sposta tra vicoli, locali e strade aperte con una grande mobilità di messa in scena, firmata dalla nuova arrivata regista tedesca Katrin Gebbe.
Convince anche il colpo organizzato da Mary, non tanto per il furto vero e proprio, quanto per tutta la parte di preparazione, che avvicina la banda a vari personaggi e lascia crescere il rischio di un incrocio di doppi giochi tra Mary, le sue compagne e la mesmerista newyorkese. A Thousand Blows resta una serie imperfetta ma ricca, spesso trascinante, e tanto gli basta.
Steven Knight conferma il suo gusto per l'epica proletaria con una serie densa di colpi di scena e un cast di ottimo livello
Recensione
di Andrea Fornasiero
Hezekiah Moscow e il suo amico fraterno Alec Munroe giungono a Londra dalla Giamaica ricchi di speranze e prospettive: Hezekiah ha infatti già un impiego previsto presso uno zoo, dove aspira a diventare un domatore di leoni. La Londra degli anni '80 dell'Ottocento è però un luogo dove le speranze si infrangono e Hezekiah capirà molto presto di essere stato ingannato. Non gli resta così che partecipare alle truffe di una banda di criminali al femminile: I quaranta elefanti, guidati da Mary Carr. La donna sta progettando un elaborato furto, per cui è necessaria la partecipazione anche del cinese Lao, divenuto amico di Moscow che conosce la lingua cinese. Tutti loro vivono nell'East End, un quartiere dominato dal pugile Henry "Sugar" Goodson, che ha un debole per Mary, la quale però si avvicina sempre di più a Hezekiah. Così quest'ultimo, oltre a essere rivale di Goodson sul ring lo diventa anche in amore.
La nuova serie dell'autore di Peaky Blinders, Steven Knight, conferma il suo gusto per l'epica proletaria dalla parte delle minoranze, questa volta in una commistione che qualcuno senz'altro appellerà come "woke".
Che i protagonisti, nella Londra nell'Ottocento, siano infatti una donna, un cinese e un giamaicano suona programmatico, d'altra parte Knight ama introdurre elementi storici nelle sue serie e quelli di A Thousand Blows non sono certo pochi: Henry Goodson e suo fratello Treacle sono infatti figure storicamente esistite, così come sono esistite le ladre e truffatrici dei Quaranta elefanti. Ovviamente l'Inghilterra ha poi avuto un ruolo drammatico nella Storia della Giamaica, che Hezekiah infatti ricorda in diversi flashback e di cui parlerà a un tavolo con nobili inglesi. Allo stesso modo l'Inghilterra aveva un rapporto piuttosto stretto con la Cina, che qui non è presente solo nel personaggio di Lao ma pure con una missione diplomatica - per altro centrale nei piani di Mary.
Knight ama riempire le proprie puntate di eventi e così le sole sei ore di A Thousand Blows risultano straordinariamente dense di colpi di scena, combattimenti sul ring, accoltellamenti e intrallazzi romantici e ritratti della condizione di vita dell'epoca. A volte questo accumulo finisce per azzoppare il ritmo, il respiro si fa costantemente troppo corto e non si vede prima degli ultimi minuti un crescendo che va verso il finale di puntata. Questo problema si fa sentire soprattutto negli episodi di mezzo, mentre le prime e ultime puntate risultano più concentrate su linee narrative che investono tutti i protagonisti e le loro diverse scene. Nell'ansia di colmare ogni vuoto, quasi in un horror vacui, la serie finisce a volte per essere anche frettolosa - per esempio una evasione negli ultimi episodi è risolta in modo davvero troppo sbrigativo - e se rallentasse un po' di più lo sviluppo verso i climax di episodio sarebbe meno spezzettato.
La ricostruzione vanta set ampi e dettagliati, inoltre il cast è di ottimo livello, a partire naturalmente da Stephen Graham nel ruolo di Henry "Sugar" Goodson. La sua fisicità compatta e massiccia non è niente rispetto alla furia che riesce a trasmettere anche solo con gli occhi, e che non manca di esplodere in combattimenti su un ring dove ancora non si usano i guantoni e non ci sono mosse proibite, tanto che Sugar non manca persino di mordere i suoi avversari. Jason Tobin aveva avuto un ruolo importante nella serie Warrior, Malachi Kirby invece è quasi più noto in Italia che all'estero per via della sua presenza in Diavoli. Erin Doherty era stata la principessa Anna nelle stagioni centrali di The Crown, ma poi non aveva più avuto occasioni di rilievo e si rivela qui invece come il cuore della serie.
Intorno a loro ci sono molti altri attori, spesso caratteristi, che completano un cast molto nutrito, come del resto era già quello di Peaky Blinders, da cui Knight evita saggiamente di riprendere la musica contemporanea, che avrebbe reso A Thousand Blows qualcosa di simile a una costola. Dunque niente Nick Cave sui titoli di testa, che si affidano invece alla colonna sonora originale dell'argentino Federico Jusid, autore di un tema scatenato come una cantilena accelerata, con vaghe reminiscenze di quello di Allonsanfàn di Morricone. Questa volta inoltre i protagonisti sono scaltri ma non invincibili e anzi la sorte non è decisamente dalla loro parte in questa prima stagione, che ne fa delle figure melodrammatiche. Il finale dell'ultimo episodio anticipa già scene della prossima annata, che quindi non si farà aspettare molto per dare agli eroi di A Thousand Blows una occasione di rivincita, o per lo meno un modo di togliersi dai pressanti guai in cui sono finiti.