| Anno | 2024 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Michela Andreozzi, Massimiliano Bruno, Claudia Gerini, Edoardo Leo, Francesca Mazzoleni, Rocco Papaleo, Sydney Sibilia |
| Attori | Rocco Papaleo, Valerio Aprea, Claudia Gerini, Paola Minaccioni, Carlo Luca De Ruggieri Paolo Calabresi, Maria Chiara Giannetta, Vincenzo Nemolato, Claudia Zanella. |
| Uscita | lunedì 17 marzo 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Cinecittà Luce |
| MYmonetro | 3,09 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 17 marzo 2025
Un film a episodi per celebrare il centesimo anniversario dell'Archivio Luce. In Italia al Box Office 100 di questi anni ha incassato 8,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Da un progetto di Maura Cosenza è nata questa compilation di sette cortometraggi che vede impegnati nomi noti del nostro cinema impegnati nell'utilizzo originale dello sterminato materiale dell'Archivio Luce che dal 1924 raccoglie e custodisce filmati. Ne nasce un'interessante proposta alternativa che potrebbe fare da apripista a una valorizzazione originale della memoria collettiva consentendo di compiere un produttivo viaggio nel nostro tempo.
Come utilizzare materiale d'archivio in modo creativo. Istruzioni per l'uso.
Quando nel 1924 (stesso anno dell'omicidio Matteotti) il fascismo fondava L'Unione Cinematografica Educativa lo scopo era esplicitamente quello di utilizzarne l'attività allo scopo di tessere le lodi del regime. Passato il ventennio i cinegiornali Luce hanno assunto altre funzioni e, visti oggi, rappresentano un importante sguardo su una ampia molteplicità di aspetti della nostra società.
Celebrare il centenario dalla fondazione avrebbe potuto diventare un'occasione per uno sfoggio di retorica come accade talvolta per altre ricorrenze simili.
L'idea di Maura Cosenza si rivela vincente e spazza via qualsiasi rischio in materia. L'affidare ad Andreozzi, Bruno, Gerini, Leo, Mazzoleni, Papaleo, Sibilia consente di sviluppare sette modalità di utilizzo del materiale d'archivio che vanno dalla narrazione in prima persona al dialogo passando per altre variazioni. L'ordine cui sopra è strettamente in ordine alfabetico. Dopo la visione ognuno potrà stilare la propria classifica di merito.
Ogni regista (a volte anche protagonista o coprotagonista) ha lavorato su tematiche che sente più vicine. Se Papaleo ha appuntato l'attenzione sul versante musicale, Bruno si è concentrato sul ruolo delle comparse riflettendo con il giusto mix di ironia e partecipazione sul passato e sul presente. Gerini e Andreozzi hanno messo al centro il ruolo della donna nella società italiana e gli stereotipi culturali sull'aspetto fisico femminile mentre Mazzoleni ha utilizzato le immagini d'archivio come occasione per uno scavo in una psiche. Leo si è invece divertito a riflettere sull'importanza del cibo nella nostra cultura.
Tutti, seppure con stili diversi, hanno contribuito a costruire narrazioni che tolgono il materiale d'archivio dalle ragnatele mediatiche per offrircene un utilizzo vivace e originale. Hanno così contribuito a uno svecchiamento dello stesso suggerendo un percorso che altri potranno produttivamente affrontare. Magari utilizzando quelli ed altri materiali in accompagnamento a proiezioni nell'ambito di Festival così come fece qualche tempo fa la Mostra del Cinema di Venezia.
"Te devi divertì...", suggerisce Paolo Calabresi al suo giovane tirocinante cuoco, svelandogli l'ingrediente segreto necessario al completamento della ricetta. Eppure, nel tono bonario e paternamente premuroso dello "chef", è piuttosto facile riconoscere un invito - ancora carico di entusiasmo - rivolto a tutti noi spettatori. Forse con un occhio di riguardo per chi, tra noi che siamo al di qua del [...] Vai alla recensione »