| Anno | 2023 |
| Genere | Horror, Thriller, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Federico Zampaglione |
| Attori | Lauren LaVera, Claudia Gerini, Giovanni Lombardo Radice, Courage Oviawe, Taylor Zaudtke Gianluigi Calvani, Linda Zampaglione, Jonathan Dylan King, Lorenzo Renzi, Yassine Fadel. |
| Uscita | giovedì 1 agosto 2024 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Iperuranio Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 |
| MYmonetro | 3,38 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 26 luglio 2024
Zampaglione torna dietro la macchina da presa con un horror thriller soprannaturale. In Italia al Box Office The Well ha incassato 111 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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1993. La giovane restauratrice americana Lisa Gray arriva in un paesino italiano con il compito di restaurare un antico dipinto nella villa della duchessa Emma Fosca Malvisi. Il dipinto, opera di un pittore di nome Arcano, risale al 1493 ed è completamente annerito come conseguenza di un fuoco che fortunatamente non l'ha bruciato, rendendone così quantomeno possibile il recupero. Lisa ha solo due settimane di tempo per svolgere il suo lavoro, con una forte penalità a livello economico qualora non ci riuscisse. La restauratrice fa la conoscenza di Giulia, la figlia tredicenne della duchessa e la trova scontrosa e reticente, come se qualcosa la turbasse. Nel frattempo, tre persone con cui Lisa aveva fatto amicizia vengono catturate e rinchiuse in celle sotterranee disposte intorno a un antico pozzo, sorvegliate da un energumeno dalle pessime intenzioni. Lisa procede nel suo lavoro, ma incubi e visioni la turbano, mentre un terribile segreto aleggia intorno a lei.
Dopo Shadow e Tulpa, Federico Zampaglione torna al cinema horror con un film convincente che si inserisce in modo autorevole nella migliore tradizione dell'orrore italico.
Se il dipinto misterioso da restaurare richiama La casa dalle finestre che ridono, la figura della giovane americana in terra straniera alle prese con oscure maledizioni e forze stregonesche fa pensare a Suspiria, ma il film ha una forte connotazione personale che trascende richiami e influssi. Dal punto di vista narrativo, è strutturato su due versanti che procedono in modo apparentemente parallelo per poi confluire nel tonitruante finale dove c'è la sanguinosa resa dei conti.
Il primo versante concerne la vicenda della giovane restauratrice alle prese con il quadro di un pittore noto per il suo modo di dipingere l'ignoto: la sua interazione con l'algida duchessa e con la recalcitrante figlia disvela un po' alla volta brandelli di mistero, in un insieme che privilegia la creazione di atmosfere tipicamente gotiche e rarefatte, ravvivate e punteggiate da incubi immaginifici e spettrali.
Il secondo versante gioca invece su un registro visuale del tutto diverso, privilegiando un orrore più crudo e carnale, con torture e violenze in primo piano, dando ampio spazio alla visceralità del Male rappresentata dall'essere animalesco che si esprime con versi gutturali (oltre che, appunto, con la violenza) e dalla profondità di un pozzo che non è solo oscuro, ma anche animato da presenze ancora più oscure.
L'unione di questi due diversi registri avviene in modo conseguente e naturale, portando a una fantasmagorica conflagrazione della vicenda attraverso colpi di scena e rivolgimenti non sempre inaspettati, ma comunque sempre funzionali alla resa spettacolare del racconto. La storia di per sé non presenta forse aspetti particolarmente nuovi, ma è raccontata con sapienza, vigore, suspense e capacità di tenere in pugno lo spettatore interessandolo e intrattenendolo con una rappresentazione solida e vivace della drammaturgia orrorifica. Simpatico anche il sottofinale ambientato ai nostri giorni, che chiude con un tocco di sarcasmo e di inventiva un film riuscito.
Lauren LaVera (che gli appassionati ricorderanno nel recente Terrifier 2) regge con bravura e notevole padronanza il suo ruolo, dando il giusto spazio alla fragilità e nel contempo alla forza e alla determinazione della protagonista. Ottima anche la prova della sempre affidabile Claudia Gerini, nella parte della nobildonna che ha qualcosa da nascondere. Da segnalare anche la disinvoltura di Linda Zampaglione nel rendere con la giusta sensibilità il difficile ruolo della ragazzina alle prese con una situazione molto difficile.
Da non dimenticare, infine, la partecipazione speciale di Giovanni Lombardo Radice, qui al suo ultimo film: vera icona del cinema di genere italiano, è come sempre perfetto nella breve parte del papà della protagonista. Di ottima qualità gli effetti speciali che danno realismo e vigore alle diverse scene ricche di splatter e di gore.
Ho sempre ritenuto Zampaglione uno dei registri italiani horror più interessanti e promettenti...purtroppo fin'ora. Non nego le grandi aspettative che avevo rispetto a questa nuova opera, ma devo dire che sono state tutte disattese, amaramente. L'idea è abbastanza interessante, ambientazione, fotografia e coreografia pure.
Il ritorno all'horror di Zampaglione dopo un decennio è ben lungi dall'essere un capolavoro e ben lungi dall'essere indispensabile.Ma non è nemmeno così atroce come molta gente asserisce.Certo ancora una volta ci si limita a propinare una trama inconsistente senza guizzi nè sorprese(ed ovviamente senza logica)dove tutto è ovvio fin da subito,e i [...] Vai alla recensione »
L'incipit ispirato La casa dalle finestre che ridono è un omaggio gradito così come l'atmosfera da gotico d'antan ci accoglie in un territorio che pensiamo di conoscere: codificato da centinaia di film, ma Zampaglione decide di andare oltre e scardinare le regole, un po' come succedeva nel migliore cinema di Hong Kong (anni 80-90).
Posso dire con tranquillità di essermi goduto, finalmente, un film horror fatto coi controcazzi. Immersivo, sanguinoso, violento, teso, pauroso in alcuni punti, suggestivo, crudo, interessante e internazionale. E indovinate un po’, è italiano. Di Federico Zampaglione ne avevo sentito parlare come di uno che sa’ mettere in scena bene, ma che purtroppo aveva spesso tra le mani delle sceneggiature così [...] Vai alla recensione »
Un preambolo che s'ha da fare: ben vengano le produzioni italiane coraggiose come queste, ben vengano gli horror/slasher nostrani e ben vengano le volontà di sperimentare. Ne abbiamo un tremendo bisogno e quest'ultimo, per essere colmato, necessita senz'altro di qualche piccolo passo falso. "The Well" di Zampaglione ne fa parte. Il film strizza inesorabilmente l'occhio per tutta la sua durata alle [...] Vai alla recensione »
Signori, qui siamo di fronte a una storia dell'orrore tutta italiana. Questo film, prodotto e girato da un ricco e famoso cantante sposato con un'altrettanto ricca e famosa attrice, ha subito una campagna marketing oltre il limite della truffa. è assolutamente impensabile che un film così amatoriale, scadente e a tratti imbarazzante riceva da critici e influencer recensioni [...] Vai alla recensione »
Ho letto che molti lo hanno apprezzato tantissimo. Beh hanno ragione. Anche a me è piaciuto tantissimo e sono felice di poter dire che, per me, l' horror italiano è tornato con questo film. Non trovo errori né sbavature. La trama è fortissima e originale, perché i richiami ai film del passato sono fatti ad arte ed utilizzati in modo nuovo.
Avevo visto le recensioni e pensavo di vedere un bel film... avrei dovuto leggere quelle del pubblico. Praticamente uno dei film di Dario Argento degli ultimi anni, con trame scontate e recitazione pessima... La recitazione della bambina ricorda quella raccapricciante di Asia Argento nel loro Dracula e riesce a trascinare con sé anche la Gerini che era partita in modo decente.
Buongiorno ho visto il film ieri. Speranzoso, di Z. non avevo ancora visto nulla. In sintesi: molto deluso. Da dimenticare. Uscendo dico al mio amico cinefilo "I film della Troma sono molto più belli!" E lui "Ma è un' altra cosa. Quelli sono Kitsch Camp, questo è Kitsch Trash!" "E sarebbe?" gli chiedo.
Inconcepibili tutte le recensioni che stanno uscendo su questo film firmate dalle testate di cinema.È un film con dialoghi banali, regia statica anche quando stacca la pelle, interpretazioni purtroppo mediocri. Direzione degli attori pessima. Storia di base sufficiente, ma è inutile fare i grandi discorsi di messa in scena fra sopra e sotto, le due parti stanno insieme con lo scotch di carta.
Inutile citare l'ultimo Dario Argento , il livello di questo obbrobrio è Bruno Mattei, per chi lo conosce, sarebbe ora di impedire a questi personaggi di scrivere film, girare canzoni, etc. Ao non zono mica Kubrik , non sei nemmeno Claudio Fragasso. Mi domando se questi supponenti, non si può parlare di ignoranza , rivedono gli aborti che affastellsano.
Senza avere pretese di diventare il nuovo Argento, pare, invece, che Zampaglione lo sia diventato per davvero. Perch?, al netto dei gusti personali, ha compiuto un vero atto di coraggio, riportando al cinema un genere bistrattato, riabilitandolo e nobilitandolo con grande qualit?, novit?, molti punti di forza, qualche nota vintage e gore d'autore, inserendo degli effetti speciali di altissimo livello. [...] Vai alla recensione »
Senza avere pretese di diventare il nuovo Argento, pare, invece, che Zampaglione lo sia diventato per davvero. Perchè, al netto dei gusti personali, ha compiuto un vero atto di coraggio, riportando al cinema un genere bistrattato, riabilitandolo e nobilitandolo con grande qualità, novità, molti punti di forza, qualche nota vintage e gore d'autore, inserendo degli effetti speciali [...] Vai alla recensione »
Doveva uscire molto prima questo bel film!, perchè è una fortuna quando ti capitano per le mani pellicole del genere, senza compromessi e veri concentrati horror. E' stato divertimento e vero terrore. Poi ha dei tratti anche leggeri dove il sangue scorre libero, senza per forza dover cedere alle classiche sovrastrutture pretenziose di trame chissà quanto ricercate, [...] Vai alla recensione »
Pessimo tentativo di scopiazzare Suspiria. Troppo splatter in un film anche potenzialmente notevole. Comincia bene, gli attori recitano ottimamente. Poi, man mano si procede, va tutto in vacca come nel peggior splatter americano. Certe scene non sono nemmeno credibili, non le scrivo perché non voglio spoilerare. Peccato, eta un'ottima partenza.
Horror così non ne facevano, non so, da decenni? Perché di horror se ne vedono in giro, molto più fuori che in Italia, ma horror così, no! È arrivato un film unico nel suo genere, pieno di terrore, sangue, effetti speciali belli sul serio (non come quelle cose dozzinali che ormai vanno per la maggiore), una storia solida e originale.
Un ottimo film. All' inizio è spiazzante, perché ti trovi di fronte due circostanze totalmente diverse e ci devi anche ragionare su un attimo (il che non è affatto male. Meglio del finale telefonato solito e banale). E poi, arrivi alla fine sorpreso, terrorizzato, schifato, divertito e anche con qualche bella riflessione. Per di più, splendido gore, atroce e violentissimo [...] Vai alla recensione »
È un horror italiano, cosa rarissima ormai, che arriva improvvisamente dopo un po' di anni, e ti sorprende proprio! Ha tutto ciò che ci si può aspettare da un horror, secondo la nostra tradizione. E questo è fondamentale per il genere. Bella storia, belle ambientazioni, bella fotografia, girato ottimamente e cast davvero azzeccato.
A parte la qualità della pellicola e la volontà del regista nel voler omaggiare, con il massimo rispetto possibile, i grandi nomi del passato, riuscendoci egregiamente, è la storia il pezzo forte di questo film. Ricchissima di idee e spunti interessanti, ricercati e, se ami l'horror, divertenti. L' orrore scaturito dagli smembramenti dell' orco è degno di nota, [...] Vai alla recensione »
Non pensavo fosse così bello. L' ho visto perché l' horror italiano va sostenuto. Ma qui non è solo questione di sostegno. C'è tantissima sostanza. Un lavoro eccellente che fa riscoprire il piacere di guardare l'horror come ai vecchi tempi, quando si guardava Dario Argento e si tremava di paura e ci si schifava dei orrori.
Con l' ansiogeno The Well, Federico Zampaglione torna dietro la macchina da presa per la quinta volta, per dirigere un horror " artigianale" da lui scritto insieme al produttore Stefano Masi. Dopo Shadow - L'ombra (2009) e Tulpa - Perdizioni Mortali (2013), il regista e frontman dei Tiromancino dirige un film non particolarmente originale, ma inquietante, claustrofobico e capace di tenere vivo e [...] Vai alla recensione »
Abbandonata la deviazione di Morrison, dedicato alla sua (ben più nota) passione per la musica, Federico Zampaglione torna all'horror. Lo fa in modo evidentemente consapevole di ritrovare un pubblico che ormai lo identifica (anche) con il genere e che non cerca da lui particolari circospezioni. The Well è perciò diretto, esplicito sin dai presupposti, che vedono la giovane restauratrice Lisa prendere [...] Vai alla recensione »
Parte da uno dei t?p?? del gotico, Federico Zampaglione, vale a dire la magione antica e dai fasti vetusti che nasconde segreti che solo l'occhio di chi restaura - e dunque ridona vita a ciò che fu - può ancora cogliere, anche se ovviamente sarebbe meglio lasciare tutto com'è, insabbiato, polveroso, dimenticato. Perché quando l'orrore risorge non c'è più luogo sicuro per niente e per nessuno.
Se consideriamo l'horror un sentimento, e non semplicemente un genere come un altro, allora potremmo finalmente capire che la sua abilità di assorbimento e di elaborazione delle istanze della realtà è un gesto di violenza che ha lo scopo di scuotere la coscienza delle cose. L'horror esercita un atto di sopraffazione. Avoca a sé la giustezza della ribellione.
The Well, il pozzo, è quello che sprofonda nelle viscere di una magione ma non siamo in Transilvania bensì nella valle del Giovenzano, tra Roma e Tivoli. L'effetto gotico è lo stesso però: un gruppo di giovani ricercatori viene fatto prigioniero mentre una restauratrice è chiamata dalla dama di un castello (Theodoli di Sambuci, per gli amanti delle location) a riportare ad antico splendore un dipinto [...] Vai alla recensione »
Il cinema horror di Federico Zampaglione ha una caratteristica precisa, che è un tratto mentale, una forma di pensiero: sa che il genere basta a se stesso. È l'approccio che ha reso grande il cinema italiano di Bava, Fulci, Argento e gli altri, quando il nostro film dell'orrore dava lezioni nel mondo. I registi respingevano l'idea di utilizzare l'horror per veicolare un messaggio sociale o politico, [...] Vai alla recensione »
C'è un sopra e un sotto, in The Well. Da una parte le stanze della villa dei Foschi Malvisi, antica magione che richiama alla memoria le vecchie atmosfere gotiche fatte di orrori più suggeriti che veramente mostrati; dall'altra i sotterranei, luogo di torture a atrocità messe in scena senza lasciare mai nulla all'immaginazione. Due mondi separati per due visioni del genere agli antipodi: il gotico [...] Vai alla recensione »
Ci si chiede sempre più spesso quali siano le condizioni dell'horror italiano, un genere sovente considerato di sere B. e che sembra sempre sull'orlo del collasso. Eppure ci sono ancora oggi eccezioni che fanno ben sperare per il ritorno di una scuola cinematografica che ha reso l'horror italiano noto e amato in tutto il mondo. Federco Zampaglione, con il suo nuovo lavoro, The Well, torna all'horror [...] Vai alla recensione »