| Titolo originale | Bai Ta Zhi Guang |
| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Cina |
| Regia di | Lu Zhang |
| Attori | Huang Yao (II), Gaowa Siqin, Tian Zhuangzhuang, Hong Wei Wang, Bai Qing Xin . |
| Tag | Da vedere 2023 |
| MYmonetro | 3,78 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 gennaio 2023
Un uomo viene a sapere dove si trova sua padre scomparso da quarant'anni. Sarà l'occasione per finalmente rivederlo.
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CONSIGLIATO SÌ
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A Pechino, il critico gastronomico Gu Wentong ha una situazione familiare movimentata. Divorziato dalla moglie, si reca spesso a visitare la figlia che vive con gli zii, Wenhui e Li Jun. Nel frattempo il padre di Gu e di Wenhui, con cui l'uomo non ha contatti da tempo, osserva i suoi figli e la nipotina a distanza, ma la famiglia non riesce a ricongiungersi. Servirà l'aiuto di Ouyang, giovane collega di Gu che presto andrà oltre il legame professionale.
Amara e speranzosa al tempo stesso, The Shadowless Tower è un'opera sull'arte di riconciliare gli alti e bassi della vita, specialmente quando la giovinezza si attenua e la mezza età inizia a mettere a fuoco i rimpianti. Negli spazi tra le relazioni finite e quelle non ancora cominciate, e nel ricordo di quelle che non possono mai scomparire del tutto, il regista Zhang Lu sembra suggerire l'esistenza di comunioni inconsapevoli, piccoli gesti che fanno da collante esistenziale.
La particolarità di questo delicato dramma familiare e sentimentale sta nell'osservazione sottile che suggerisce, attenua e procede per ellissi. Non c'è mai il senso di una forza collettiva che costruisce una simbologia della società, della storia o del paese; Lu sceglie di guardare solo all'interno, e lo fa con una malinconia appena accennata che saprà colpire lo spettatore più ricettivo. Come spesso nella sua carriera, il disorientamento indagato da Lu non è soltanto emotivo ma fisico, fatto di luoghi inconciliabili e disconnessioni geografiche (a partire da Grain in ear, che ormai nel lontano 2004 lo portò alla ribalta e in cui il regista iniziò a indagare la distanza e le proprie origini coreane). Qui, in un film altrimenti piacevolmente radicato in una Pechino contemporanea e affascinante, c'è la torre della pagoda da cui nasce il titolo a ricordare la proiezione di un'ombra verso posti lontani, mentre qualcun altro fa avanti e indietro dalla città per espiare le mancanze del passato.
Cinema esistenzialista di primo livello, che si immerge nelle piccole spigolature del nucleo familiare e si chiede come si possa gettare un ponte tra le generazioni, The Shadowless Tower si dipana senza dimenarsi e scherza con il visibile e l'invisibile. Zhang Lu riesce a catturare un afflato internazionale (francese in particolare), sofisticato nella sua analisi di una borghesia in difficoltà, e al tempo stesso di fare un ritratto originale di un luogo in transito, lui per primo in cerca di identità.
Quando comincia The Shadowless Tower, quarto film in concorso a Berlino e primo dei due film cinesi, lo spettatore italiano, anzi toscano è gioco forza portato a ricordare la zingarata con cui ha inizio Amici Miei Atto II, quando Adolfo Celi porta i fiori sulla tomba di Adelina, e vi trova il marito Paolo (Alessandro Haber) affranto di dolore ma stranito prima e incazzato dopo per il fatto che improvvisamen [...] Vai alla recensione »