| Anno | 2023 |
| Genere | Azione, Avventura, Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 133 minuti |
| Regia di | Gareth Edwards |
| Attori | John David Washington, Gemma Chan, Sturgill Simpson, Madeleine Yuna Voyles Allison Janney, Ralph Ineson, Marc Menchaca, Ken Watanabe, Amer Chadha-Patel, Michael Esper, Ian Verdun, Mackenzie Lansing, Charlie McElveen, Ulf Pilblad, Eoin O'Brien, Scott Thomas (VI), Brett Bartholomew, Darina Boonchu. |
| Uscita | giovedì 28 settembre 2023 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,03 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento martedì 26 settembre 2023
Film post-apocalittico in cui va in scena una guerra tra umani e androidi dopo un disastro di proporzioni catastrofiche. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a BAFTA, 2 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a ADG Awards, 2 candidature a Critics Choice Super, In Italia al Box Office The Creator ha incassato 1,2 milioni di euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Nel 2070 il mondo è diviso in due blocchi, quello Occidentale guidato dagli americani che rifiutano le AI, e quello asiatico che invece le accoglie. Joshua è sposato a Maya, ma in realtà la sua è una operazione di infiltrazione nel territorio delle Repubbliche asiatiche, dove cerca di individuare quello che le AI considerano "il Creatore". Gli americani però attaccano con la loro piattaforma orbitante prima che lui ottenga l'informazione, uccidendo nel bombardamento sua moglie Maya. Cinque anni dopo l'esercito gli dice che Maya è invece sopravvissuta: Joshua ha una nuova possibilità di salvarla, a patto che distrugga l'arma che le AI hanno costruito. Ma l'arma in questione si rivela essere una bambina robot...
Il ritorno di Gareth Edwards alla regia è una buona notizia e il film dal punto di vista visivo non delude. Purtroppo se pure il soggetto ha una forte valenza allegorica e politica, molti passaggi di sceneggiatura sono davvero improbabili.
La vera difficoltà che il film dovrà affrontare però è probabilmente un'altra: quella di arrivare in sala quando le AI sono il tema del momento e trattarle in una chiave del tutto simbolica. A Edwards infatti non interessa parlare di intelligenza artificiale così come la stiamo conoscendo oggi, nelle applicazioni dette "generative" né in una forma più astratta come hanno fatto altri film. Le sue AI sono al contrario dei robot, un tòpos ormai vintage nella fantascienza, e rappresentano "l'altro", il diverso da noi, che ci fa tanto più paura quanto più è esotico. Non a caso vengono accolte in Oriente ed è contro gli asiatici che gli americani tornano a fare la guerra, come ai tempi del Vietnam, con tanto di bombardamenti, assalti a villaggi e fucilazioni.
Le AI non hanno qui la capacità di svilupparsi più in fretta dell'uomo e sono anzi in difficoltà proprio contro una tecnologia umana: ossia la piattaforma orbitante che ha la forma di un angelo astratto in versione meccanica, non molto distante da certi angeli di Evangelion. Se questa colpisce come un castigo dal cielo ed è pertanto divina, disumana nel suo scansionare il territorio sottostante come fosse un codice a barre, è la bambina robot a essere paradossalmente umanissima nella propria confusione, nel bisogno di affetto e nel ribellarsi all'ingiustizia. Certo ha un potere, ma non è una supereroina e nemmeno un "angelo della battaglia" come la robotica Alita, anzi la sua capacità ha molte limitazioni e lei è spesso impotente di fronte all'orrore dei ripetuti scontri a fuoco.
Edwards in The Creator affastella citazioni visive da ogni fonte, dalla sci-fi militare con robot cara a Neil Blomkamp alla commistione di replicanti e nippofilia di Blade Runner, fino a Il bambino d'oro e alla foto più iconica dei fatti di Piazza Tienanmen. La sua bambina, come il "rivoltoso sconosciuto" che fermava un carroarmato, sola si pone di fronte a una macchina assassina (e pure kamikaze, creando un ulteriore paradosso sulla presunzione di superiorità americana). Se le visioni di Edwards sono fantascientifiche, la sua narrazione (co-sceneggiata con Chris Weitz come il precedente Rogue One) è fantasy: la tecnologia di cui dispone la bambina non si applica attraverso la rete in una pioggia di codici come in un film cyberpunk, bensì funziona come un potere magico, che si attiva meditando e unendo le mani. Tanto che non sembra fuoriluogo, sul finale, una citazione della fiaba della Bella addormentata.
Per contrasto è invece molto crudo il modo in cui The Creator rappresenta le operazioni americane all'estero, che fa orrore per l'impiego di armi palesemente sovradimensionate alla minaccia nemica, bollata di terrorismo e quindi contro la quale ogni mezzo diviene lecito. Non che la AI siano del tutto indifese (anche se sparano davvero male): in diversi passaggi le battaglie sono concitate, risultando in massacri da entrambe le parti, secondo un altro tòpos senzatempo: la guerra è l'inferno. Il film è così un apologo pacifista, con "un'arma" che esiste per disattivare le altre armi e porre fine alla guerra.
Tra enormi complessi industriali in mezzo alla natura, città avveniristiche, affascinanti monaci robot e un finale di grande spettacolarità nella stratosfera, The Creator appaga la vista e i sensi, anche grazie alla fotografia dell'ottimo Greig Fraser e alla musica di Hans Zimmer e di una buona selezione di brani che spaziano dai Radiohead ai Deep Purple a Debussy. Diverse sequenze vanno a segno, sia dal punto di vista estetico sia per il valore politico, ma il film richiede anche di abbandonare ogni sospensione dell'incredulità e ogni concezione corrente sulle AI, in favore di un'epica molto più classica. Pur essendo un titolo una volta tanto originale e senza aspirazioni al "franchise", The Creator non riesce a scrollarsi di dosso una matrice troppo derivativa e dunque risaputa.
The Creator è una mescolanza di generi e di suggestioni cinematografiche diverse confezionate in un Blockbuster di alto livello. Ma The Creator è anche qualcosa in più: qualcosa che non riesce ad essere fino in fondo, e che in parte spreca un potenziale smisurato. The Creator mette in campo sin da subito una storia potente, ponendo le basi per una mitologia poderosa che [...] Vai alla recensione »
Tra la carica dei 101, il Joker di Joaquin Phoenix, il Rottweiler di Brian Yuzna, forse anche con una punta di Hachiko: intorno al mito del miglior amico dell'uomo Besson tenta di costruire una fiaba trans-genere sul potenziale di questa ineffabile amicizia... Ambiente neo-noir di emarginazione e vendetta da un esperto d'alterni risultati in produzioni e regie di cinema europeo "grand public" da strappare [...] Vai alla recensione »