Questa sono Io

Film 2023 | Drammatico, V.M. 14 132 min.

Titolo originaleKobieta Z...
Titolo internazionaleWoman of...
Anno2023
GenereDrammatico,
ProduzionePolonia, Svezia
Durata132 minuti
Regia diMalgorzata Szumowska, Michal Englert
AttoriMalgorzata Hajewska, Joanna Kulig, Mateusz Wieclawek, Bogumila Bajor, Jacek Braciak .
Uscitagiovedì 29 maggio 2025
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 2,74 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Malgorzata Szumowska, Michal Englert. Un film con Malgorzata Hajewska, Joanna Kulig, Mateusz Wieclawek, Bogumila Bajor, Jacek Braciak. Titolo originale: Kobieta Z.... Titolo internazionale: Woman of.... Genere Drammatico, - Polonia, Svezia, 2023, durata 132 minuti. Uscita cinema giovedì 29 maggio 2025 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,74 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 22 maggio 2025

Il percorso della ricerca della libertà di genere, nella Polonia tra comunismo e capitalismo. In Italia al Box Office Questa sono Io ha incassato 8,5 mila euro .

Consigliato sì!
2,74/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,97
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Il tema della transizione di genere, con belle sequenze iniziali dall'estetica luminosa e colorata.
Recensione di Paola Casella
venerdì 8 settembre 2023
Recensione di Paola Casella
venerdì 8 settembre 2023

Fin dalla prima infanzia Andrzej si è sentito una donna, sognando di vestirsi da sposa e dipingendosi le unghie con lo smalto rosso. Da giovane adulto però si innamora di una donna, Izabela, che sposa e con la quale ha due figli. Ma il desiderio di indossare abiti femminili e di riconoscersi in un corpo diverso da quello che la biologia gli ha assegnato faranno sì che Andrzej esplori sempre più da vicino la possibilità di arrivare all'agognata riassegnazione di genere.

Il suo percorso però incontrerà l'ostilità di molti, soprattutto del governo polacco, che non vuole regolamentare il riconoscimento di genere e ostacola le persone transgender attraverso una ostinata burocrazia e cure mediche costose non rimborsabili dal sistema sanitario. Soprattutto lungo la transizione Andrzej correrà il rischio di perdere l'affetto e la complicità delle persone a lui più care: i genitori, la moglie, i figli e il fratello, tutti rigorosamente cisgender.

Woman Of (un titolo che è un omaggio ad Andrzej Wajda) di Malgorzata Szumowska e Michal Englert, coppia già autrice di Never Gonna Snow Again, attraversa 45 anni di storia della Polonia nel passaggio dal comunismo al capitalismo, da Solidarnosc fino alle chiusure grette e conservatrici dei giorni nostri, esplorando il diniego e l'ipocrisia, anche di matrice religiosa, che un desiderio come quello di Andrzej suscita nelle persone e nelle istituzioni.

Andrzej sa arrampicarsi ovunque per guadagnare una prospettiva alta sugli uomini e le cose, ma tutti invece lo costringono a rimanere rasoterra, quando lui vuole solo non dover più fingere con nessuno a proposito della propria identità, e diventare finalmente se stesso.

La riuscita del film è disomogenea: dalle belle sequenze iniziali, quasi mute e improntate ad un'estetica luminosa e colorata, si passa a scene melodrammatiche che confermano la tendenza del cinema a trattare la transizione di genere unicamente in termini di tragedia personale dalle conseguenze nefaste.

La storia di Andrzej però è anche una metafora della società polacca incapace di gestire la transizione sperata verso una società più aperta, illuminata e, ovviamente, solidale. Malgorzata Hajewska-Krzysztofik è l'attrice cisgender che interpreta Andrzej nel processo di diventare Aniela in maniera molto convincente (anche se solleva il quesito se non si potesse scegliere un'attrice transgender per il ruolo), e i due registi hanno evidentemente fatto un capillare lavoro di ricerca sulle esperienze reali delle persone in transizione, ma la sceneggiatura enfatica appesantisce la narrazione e rende l'odissea al centro della storia più ostica che convincente.

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FOCUS
FOCUS
lunedì 26 maggio 2025
Marianna Cappi

Malgorzata Szumowska non ha paura di usare il cinema come mezzo per consegnare un messaggio, e il destinatario di questo messaggio è prima di tutto il suo paese, la Polonia, passato attraverso trasformazioni politiche epocali eppure incapace di accettare il diritto al cambiamento quando si tratta di cambiamento di genere. Insieme al collaboratore di sempre, Michal Englert, sceneggiatore e direttore della fotografia, con Questa sono io Szumowska ha intrapreso un viaggio nel tempo e nella società per portare sullo schermo un tema che in quella parte di Europa è ancora controverso, se non apertamente osteggiato.

Dentro il personaggio di Aniela ci sono le storie di tutte le persone trans che i due registi hanno incontrato, moltissime delle quali sono coinvolte direttamente nel film (talvolta  nel ruolo di personaggi cisgender). In un paese che nega loro i diritti fondamentali, l’esistenza stessa delle persone trans diventa un atto politico, come denuncia la scena nell’aula vuota del tribunale in cui il giudice rinfaccia alla protagonista del film di non esistere, dopo che i medici, in aggiunta, le hanno già consigliato di dissimulare in vari modi. Dire la verità, insomma, è ancora un problema, politicamente parlando. Non a caso il film fa scorrere su due binari paralleli la storia di Aniela e quella della Polonia, negli anni Settanta, Ottanta e Novanta: anni in cui il paese ha intrapreso un cammino verso la libertà, senza però ancora trovare il coraggio di completare la transizione.

Non esiste una legge sul riconoscimento dell'identità di genere, dunque non esistono protocolli medici standardizzati, il percorso è lasciato all'iniziativa individuale e alla disponibilità di specialisti privati e costosi, e le persone trans devono affrontare un lungo e umiliante processo giudiziario per modificare legalmente nome e genere sui documenti, per essere se stessi e non vivere nella menzogna e nell’inautenticità.

Nella volontà degli autori di farne un discorso per molti, a suo modo un film-manifesto, si spiegano molte caratteristiche formali del film, tra cui la scelta del melodramma, genere che fa perno sulla forza emotiva e sulla narrazione romanzesca, con l'obiettivo esplicito di coinvolgere lo spettatore; ma, dopo l’incursione satirica di Non cadrà più la neve, il duo Szumowska - Englert torna anche al realismo sociale, per raccontare una battaglia per la libertà personale e collettiva, evocata fin dal titolo originale, che cita gli uomini di ferro e di marmo di Andrzej Wajda, mitici racconti sull'ascesa del movimento operaio.
 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 5 giugno 2025
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Avanti e indietro nella storia polacca, 45 anni tra comunismo, Solidarnosc e capitalismo bigotto, ci porta il percorso transgender di Andrzej/Aniela (gran lavoro della cisgender Malgorzata Hajewska), deriso, compreso, sposato, respinto, e «liberato», con l'amore di una moglie fino in fondo... Nel loro realismo dissonante, venato a volte di mistero (Elles, Non cadrà più la neve), Szumowska e Englert [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
giovedì 22 maggio 2025
 

Un intimo percorso alla ricerca di sé, una struggente storia di identità e affermazione oggi più attuale che mai. Dal 29 maggio al cinema. Guarda la clip »

NEWS
lunedì 19 maggio 2025
 

Un’epopea lunga 45 anni alla ricerca della libertà di essere se stessi, nella Polonia attraversata da trasformazioni storiche tra comunismo e capitalismo. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 18 aprile 2025
 

Regia di Malgorzata Szumowska, Michal Englert. Un film con Joanna Kulig, Mateusz Wieclawek, Malgorzata Hajewska, Jacek Braciak, Bogumila Bajor. Da giovedì 29 maggio al cinema. Guarda il trailer »

MOSTRA DI VENEZIA
venerdì 8 settembre 2023
Paola Casella

La storia è una metafora della società polacca incapace di gestire la transizione. In Concorso e prossimamente al cinema. Vai all'articolo »

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