Monterossi

Film 2022 | Thriller

Regia di Roan Johnson. Una serie con Fabrizio Bentivoglio, Rinat Khismatouline, Maurizio Lombardi, Maria Paiato. Cast completo Genere Thriller - Italia, 2022,

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Ultimo aggiornamento martedì 25 gennaio 2022

Le avventure di Carlo Monterossi, autore televisivo alle prese con vicende criminali dense di ironia e suspense.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES
CRITICA 3,50
PUBBLICO
CONSIGLIATO N.D.
Dai romanzi campioni di vendite di Alessandro Robecchi.
a cura della redazione
lunedì 16 ottobre 2023
a cura della redazione
lunedì 16 ottobre 2023

Carlo Monterossi (Fabrizio Bentivoglio) è uno degli autori televisivi più quotati sulla scena televisiva milanese, ma alla sua formidabile dote creativa corrisponde una svogliatezza altrettanto forte. L'autore, in crisi più esistenziale che produttiva, è stanco di quel "mercato dei sentimenti" che produce i maggiori introiti della televisione contemporanea, una crisi che lo spinge sempre più verso la necessità di mostrare la realtà. La tensione aumenta con l'arrivo in redazione di Lucia (Donatella Finocchiaro), giornalista sul campo ed ex-fiamma di ritorno da Londra. La realtà però arriverà fin troppo nella vita di Monterossi, coinvolgendolo in vari crimini che, volente o nolente, si troverà a risolvere.

Episodi: 6
Regia di Roan Johnson.

La seconda stagione della serie

Recensione di a cura della redazione

Una scia di omicidi inspiegabili, collegati da uno strano rituale, che gettano Milano nel panico. Tre ragazzi che incrociano i loro destini in quella kasbah proletaria e multietnica che è piazza Selinunte. Due killer che per sbarcare il lunario sono costretti ad andare a Reggio Calabria in cerca di un assassino che non si trova. E al centro di tutto Carlo Monterossi, in fuga da Crazy Love e in cerca di un po' di giustizia.
Episodi: 6
Regia di Roan Johnson.

Amazon continua la sua caccia al pubblico generalista. Buone le intenzioni, piatta la storia

Recensione di Gabriele Prosperi

Carlo Monterossi (Fabrizio Bentivoglio) è uno degli autori televisivi più quotati sulla scena televisiva milanese, ma alla sua formidabile dote creativa corrisponde una svogliatezza altrettanto forte. L'autore, in crisi più esistenziale che produttiva, è stanco di quel "mercato dei sentimenti" che produce i maggiori introiti della televisione contemporanea, una crisi che lo spinge sempre più verso la necessità di mostrare la realtà. La tensione aumenta con l'arrivo in redazione di Lucia (Donatella Finocchiaro), giornalista sul campo ed ex-fiamma di ritorno da Londra. La realtà però arriverà fin troppo nella vita di Monterossi, coinvolgendolo in vari crimini che, volente o nolente, si troverà a risolvere.

Un nuovo giallo fa capolino nell'offerta televisiva italiana, questa volta grazie alle risorse produttive di Amazon, sempre più evidentemente alla ricerca dell'audience media italiana, quella generalista, già in parte raggiunta con altre produzioni che sottolineano questo interesse (prima fra tutte LOL: Chi ride è fuori).

Le carte ci sono tutte, in primis l'omonima serie letteraria bestseller di Alessandro Robecchi, da cui ha origine il giallo adattato dallo stesso autore per la Palomar, insieme al regista Roan Johnson e a Davide Lantieri. La natura stessa della serie letteraria è certamente una carta vincente: la commistione tra media differenti è non solo il soggetto narrativo - che vede per l'appunto uno scrittore televisivo occuparsi di casi di cronaca come detective improvvisato, mettendo in campo tutte le sue risorse economiche e investigative - ma anche un'interessante disamina del rapporto tra realtà e finzione, che rende spesso questionabili i caratteri del mercato generalista contemporaneo (primo fra tutti il "marchio" Barbara D'Urso, su cui torneremo).

Questa critica, metaforizzata dalla crisi di Monterossi, è centrale e trova in Robecchi - giornalista e autore televisivo, tra tutti degli spettacoli di Maurizio Crozza - un formidabile e attento lettore di questa realtà, quindi un altro punto di forza spendibile nella produzione di questa serie.

Non solo: Monterossi vanta anche un cast molto interessante, spesso - come vedremo - non del tutto sfruttato; a tal riguardo, una menzione d'onore è d'obbligo, quella per Carla Signoris, abilissima nel vestire i panni di Flora De Pisis - caricatura tutt'altro che grottesca della presentatrice di programmi a metà strada tra il reality, il talk show e il varietà. Il riferimento è ovviamente alla già menzionata Barbara D'Urso, qui usata come una matrice per sviluppare una copia in nero dei reali intenti che sottostanno alle logiche produttive della televisione generalista.

Ciononostante, quella che è certamente un'interpretazione sottile e sagace, non basta a sollevare una narrazione fin troppo costellata di lacune. L'interpretazione stessa di Signoris ci permette, per contrasto, di notare uno di questi difetti: il racconto, in più occasioni, sollecita una riflessione sul rapporto tra ciò che è reale (la ricerca del gradimento dell'audience, la mostrazione dei sentimenti, impacchettati in modo tale da realizzare un prodotto capace di raggiungere il pubblico) e la costruzione funzionale e finzionale di questa realtà. Questo rapporto, indicato in maniera descrittiva sin dall'inizio del racconto per mezzo della svogliatezza e della pigrizia di Monterossi nell'accettare un nuovo incarico televisivo, stenta costantemente a integrarsi nella storia; la sceneggiatura non riesce mai pienamente a enuclearlo in maniera visiva. Solo in un piccolo frammento compare, ad opera della presentatrice (Signoris), quando in una pausa pubblicitaria che interrompe il dramma appena raccontato nel suo show, fugacemente si copre il volto perché accecata dalle luci in studio - un ovvio riferimento alle luci "à la D'Urso". Quello che poteva essere contemporaneamente un elemento ironico, critico, e quindi una chiave di lettura intrinseca, compare impercettibilmente ed è visibile solo "avvicinandosi allo schermo".

Per tutta la durata della serie - divisa in due macro-capitoli di tre puntate ciascuno - il prodotto mostra costantemente lacune simili: la disapplicazione di Monterossi nel suo lavoro ufficiale, che lo porterà sempre più a interessarsi ufficiosamente alle indagini, appare più come pigrizia che come crisi, impedendo alla serie di creare quei collegamenti che solo superficialmente possiamo intravedere. L'ottima interpretazione di Bentivoglio appare perciò disallineata alla funzione del personaggio, e il suddetto rapporto tra realtà e finzione è leggibile solo grazie alla presenza di personaggi come Lucia o l'assistente Nadia (Martina Sammarco, cui va la seconda menzione d'onore), quindi in maniera didascalica.

Similmente, il dipinto del contesto narrativo - altra potenziale carta vincente - manca di risolutezza: Milano, che siamo abituati a immaginare come la città più cosmopolita e più europea d'Italia, potrebbe diventare qui una location interessante per dei casi di cronaca nera, non solo mostrando l'altra faccia della città meneghina, ma anche permettendo una svolta nel consueto sviluppo lineare del giallo all'italiana.

L'assenza di un andamento multistrand impedisce infatti uno dei tratti che avrebbero potuto distinguere Monterossi, qui solo accennato da alcuni tentativi registici che, nell'economia di una serie più conforme agli standard di quanto dovrebbe essere, appaiono naïf. Integrando nella narrazione alcune delle caratteristiche architettoniche, urbanistiche, paesaggistiche della città dei navigli - quasi assenti nella narrazione - il dipinto di Milano sarebbe stato certamente più interessante, più veritiero, piuttosto che ricordarlo pedissequamente con cadenze e accenti linguistici.

Ne deriva così una storia piatta, dove l'allungamento del racconto su tre episodi non viene sfruttato per arricchirlo di linee narrative, di psicologie complesse, di dinamiche articolate tra i personaggi, ma si conforma a una più standardizzata struttura episodica (quindi, di conseguenza, più lenta). Quello che sembrerebbe un difetto fatale appare però come una scelta ricercata (da Amazon?), conformata a uno stile produttivo consolidato e altamente leggibile dal pubblico generalista, facendo sì che quella critica alla natura superficiale, opportunista e arrivista della televisione contemporanea sia, essa stessa, il carattere più evidente della serie.

Episodi: 6
Regia di Roan Johnson.

La prima stagione della serie

Recensione di a cura della redazione

Carlo Monterossi (Fabrizio Bentivoglio) è uno degli autori televisivi più quotati sulla scena televisiva milanese, ma alla sua formidabile dote creativa corrisponde una svogliatezza altrettanto forte. L'autore, in crisi più esistenziale che produttiva, è stanco di quel "mercato dei sentimenti" che produce i maggiori introiti della televisione contemporanea, una crisi che lo spinge sempre più verso la necessità di mostrare la realtà. La tensione aumenta con l'arrivo in redazione di Lucia (Donatella Finocchiaro), giornalista sul campo ed ex-fiamma di ritorno da Londra. La realtà però arriverà fin troppo nella vita di Monterossi, coinvolgendolo in vari crimini che, volente o nolente, si troverà a risolvere.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 16 febbraio 2022
JonnyLogan

Carlo Monterossi è un autore televisivo che avrebbe voluto ideare un programma dedicato all’amore decisamente più introspettivo di quanto non sia invece Crazy Love, format di gossip morboso che lui per primo definisce “pornografia televisiva” e del quale disconosce la paternità. Una sera, mentre è nella sua abitazione, un corriere suona al suo campanello. [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 18 febbraio 2022
Giorgio Amadori
Sentieri Selvaggi

Due romanzi di Alessandro Robecchi (Questa non è una canzone d'amore e Di rabbia e di vento) che giocano tra il romanzo giallo e la caricatura, raccolti in sei episodi. Monterossi racconta Milano attraverso una rivisitazione in chiave ironica del noir. È proprio il capoluogo lombardo il vero protagonista dello sceneggiato diretto da Roan Johnson e prodotto da Amazon Prime Video.

NEWS
PRIME VIDEO
lunedì 16 ottobre 2023
 

Regia di Roan Johnson. Una serie con Fabrizio Bentivoglio, Rinat Khismatouline, Maurizio Lombardi, Maria Paiato, Marina Occhionero. Dal 10 novembre su Prime Video.  Guarda il trailer »

PRIME VIDEO
martedì 25 gennaio 2022
Gabriele Prosperi

Dall'omonima serie letteraria bestseller di Alessandro Robecchi. Su Prime Video. Vai all'articolo »

TRAILER
lunedì 6 dicembre 2021
 

Regia di Roan Johnson. Una serie con Fabrizio Bentivoglio, Rinat Khismatouline, Maurizio Lombardi, Maria Paiato, Marina Occhionero. Dal 17 gennaio su Amazon Prime Video.  Guarda il trailer »

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